Obesità infantile e adolescenziale: le nuove linee guida OMS e il futuro dei farmaci

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Sintesi. Le nuove linee guida OMS sull’obesità infantile e adolescenziale raccomandano cure continuative che coinvolgano la famiglia. Sconsigliano i farmaci sotto i 10 anni e ne suggeriscono l’impiego negli adolescenti con complicanze quando un programma strutturato non ha prodotto risultati sufficienti. Nell’Unione europea, tuttavia, la liraglutide è già autorizzata per alcuni bambini dai 6 anni e la semaglutide iniettabile dai 12 anni. I risultati preliminari di STEP Young aprono nuove prospettive per i più piccoli, mentre restano da chiarire benefici e rischi del trattamento nel lungo periodo.

Aggiornato il 12 ottobre 2026.

Dottoressa in colloquio con un bambino e sua madre in un ambulatorio pediatrico.
La cura dell’obesità pediatrica coinvolge il bambino, la famiglia e i professionisti sanitari in un percorso personalizzato e continuativo.

Introduzione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nell’ottobre 2026 due nuove linee guida per il trattamento dell’obesità infantile e adolescenziale. I documenti riconoscono l’obesità come una malattia cronica e complessa, che richiede un’assistenza continuativa e non può essere affrontata soltanto chiedendo ai bambini di mangiare meno e muoversi di più (OMS, 2026a; OMS, 2026b).

Le raccomandazioni arrivano però in un momento particolare: la terapia farmacologica dell’obesità pediatrica sta cambiando rapidamente, con nuove autorizzazioni e risultati clinici che potrebbero modificare le possibilità di cura anche nei bambini più piccoli.

La questione non è più soltanto se questi farmaci funzionino, ma quali bambini possano beneficiarne, quando iniziare il trattamento e come garantirne la sicurezza nel lungo periodo.

Che cosa raccomanda l’OMS

Le linee guida distinguono due fasce d’età: i bambini sotto i 10 anni e gli adolescenti dai 10 ai 19 anni.

Per entrambi i gruppi l’OMS raccomanda interventi strutturati che combinino alimentazione, attività fisica e sostegno comportamentale, coinvolgendo la famiglia e tenendo conto delle condizioni cliniche e psicologiche, del sonno e delle abitudini sedentarie.

Le raccomandazioni a favore di questi programmi sono forti, ma la qualità delle prove scientifiche è molto bassa e i benefici sul peso risultano mediamente modesti. L’OMS considera comunque favorevole il rapporto tra benefici e rischi degli interventi proposti.

La differenza principale riguarda i farmaci.

Nei bambini sotto i 10 anni l’OMS ne sconsiglia l’impiego per trattare l’obesità, con una raccomandazione forte basata su prove di qualità bassa. La motivazione è la scarsità di prove sui benefici e sui rischi in questa fascia d’età, soprattutto nel lungo periodo e durante la crescita (OMS, 2026a).

Negli adolescenti, invece, l’OMS suggerisce il ricorso alla farmacoterapia quando l’obesità è accompagnata da complicanze e un programma strutturato di trattamento nutrizionale, motorio e comportamentale, seguito per almeno sei mesi, non ha prodotto risultati sufficienti. La raccomandazione è condizionata e prevede una valutazione specialistica multidisciplinare e un monitoraggio continuativo (OMS, 2026b).

Negli adolescenti con obesità grave, in casi selezionati, l’OMS contempla anche la chirurgia bariatrica dopo un percorso strutturato di almeno sei mesi senza risultati sufficienti. La valutazione deve avvenire in centri specialistici multidisciplinari, considerando lo sviluppo puberale, il raggiungimento della statura adulta e le condizioni psicologiche (OMS, 2026b).

I farmaci sono già autorizzati in età pediatrica

Le autorizzazioni europee mostrano quanto il trattamento farmacologico sia già entrato nella pratica clinica. Tra le opzioni disponibili rientrano liraglutide e semaglutide, due agonisti del recettore del GLP-1, o GLP-1 AR: farmaci che imitano un ormone intestinale e riducono l’appetito. Il loro meccanismo è approfondito nell’articolo Come funzionano i GLP-1 AR e la tirzepatide.

Liraglutide dai 6 anni

La liraglutide (Saxenda) è autorizzata nell’Unione europea anche nei bambini dai 6 agli 11 anni, con obesità e peso corporeo di almeno 45 kg. In questa fascia d’età l’indicazione richiede un BMI (indice di massa corporea) almeno al 95° percentile per età e sesso; il trattamento deve essere avviato da un medico esperto nella cura dell’obesità pediatrica (EMA, Saxenda).

L’autorizzazione si basa sullo studio SCALE Kids, pubblicato nel New England Journal of Medicine. In questo trial, condotto su 82 bambini, dopo 56 settimane il BMI si era ridotto mediamente del 5,8% con liraglutide, mentre era aumentato dell’1,6% con placebo. La differenza era statisticamente significativa. Entrambi i gruppi ricevevano anche un intervento sullo stile di vita (Fox et al., 2025).

Semaglutide dai 12 anni

La semaglutide iniettabile (Wegovy) è autorizzata nell’Unione europea per il trattamento dell’obesità dai 12 anni, con BMI almeno al 95° percentile per età e sesso e peso corporeo superiore a 60 kg (EMA, Wegovy).

Nello studio STEP TEENS aveva determinato, dopo 68 settimane, una riduzione media del BMI del 16,1%, rispetto a un aumento dello 0,6% con placebo. Anche in questo caso entrambi i gruppi seguivano un intervento sullo stile di vita (Weghuber et al., 2022).

SCALE Kids e STEP TEENS riguardano fasce d’età e popolazioni differenti: i risultati descrivono l’efficacia nei rispettivi studi e non costituiscono un confronto diretto fra i due farmaci.

Tirzepatide e differenze fra indicazioni

La tirzepatide (Mounjaro) non è ancora autorizzata per il trattamento dell’obesità nei minorenni, sebbene nell’Unione europea possa essere utilizzata dai 10 anni per il diabete di tipo 2. Le due indicazioni restano distinte (EMA, Mounjaro).

Negli Stati Uniti le indicazioni approvate dalla Food and Drug Administration (FDA) mantengono, per liraglutide e semaglutide iniettabile nel trattamento dell’obesità, la soglia dei 12 anni (FDA, Saxenda; FDA, Wegovy). In Italia Saxenda, Wegovy e Mounjaro richiedono prescrizione medica e, quando impiegati per la gestione del peso, non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale (AIFA, 2026).

STEP Young: semaglutide anche nei bambini più piccoli?

STEP Young ha valutato la semaglutide settimanale in 165 bambini con obesità, dai 6 agli 11 anni. Entrambi i gruppi seguivano un programma sullo stile di vita.

Nel settembre 2026 Novo Nordisk ha annunciato che lo studio ha raggiunto l’obiettivo principale di riduzione del BMI. Per un esito secondario, il 40,4% dei bambini trattati era sotto la soglia dell’obesità a 68 settimane, contro nessuno con placebo. Oltre l’85% dei partecipanti presentava inizialmente un’obesità grave.

Secondo l’azienda, non sono emersi nuovi segnali di sicurezza, anche per crescita e sviluppo puberale.

Sono risultati preliminari di un comunicato aziendale. Il 40,4% deriva da un’analisi che ipotizza completa aderenza al trattamento (Novo Nordisk, 2026).

I dati completi saranno presentati a ObesityWeek, a Washington, a metà novembre 2026, e solo allora sarà possibile valutarli.

Perché l’OMS è più prudente delle autorità regolatorie?

La differenza non è necessariamente una contraddizione.

L’EMA valuta se un medicinale presenti un rapporto benefici/rischi favorevole per una determinata indicazione. L’OMS formula invece raccomandazioni cliniche destinate a sistemi sanitari e popolazioni differenti, considerando anche disponibilità delle cure, costi e incertezze a lungo termine (EMA, Saxenda; OMS, 2026a; OMS, 2026b).

È significativo che l’OMS abbia mantenuto una raccomandazione contraria ai farmaci sotto i 10 anni pur conoscendo i risultati positivi della liraglutide. Nei bambini di 6–9 anni esiste quindi una differenza concreta tra la raccomandazione OMS e la possibilità di trattamento prevista dall’autorizzazione europea.

STEP Young potrebbe contribuire a modificare questo orientamento. Rimangono però domande importanti: quanto a lungo proseguire il trattamento, che cosa accade dopo la sospensione e quali siano gli effetti di una terapia iniziata durante l’infanzia e continuata per molti anni.

Conclusioni

La terapia farmacologica dell’obesità pediatrica non è più soltanto una prospettiva futura. È già una possibilità concreta per alcuni bambini e adolescenti, mentre nuovi studi stanno ampliando le conoscenze sulle età più precoci.

Le nuove linee guida OMS rappresentano un riferimento importante, ma la rapida evoluzione delle evidenze rende probabile che alcune raccomandazioni debbano essere rivalutate nei prossimi anni. Questi sviluppi si inseriscono nel quadro più ampio descritto nell’articolo sul futuro dei farmaci per l’obesità.

In sintesi: il trattamento dell’obesità infantile e adolescenziale richiede un percorso personalizzato e continuativo. I farmaci sono già un’opzione per pazienti selezionati, secondo età e indicazioni autorizzate; le nuove ricerche potrebbero ampliarne l’impiego, mentre il controllo dei benefici e dei rischi durante la crescita resta parte essenziale della cura.


Domande frequenti

Per diagnosticare l’obesità in un bambino si usano gli stessi valori di BMI degli adulti?

No. In età pediatrica il BMI deve essere interpretato con riferimenti specifici per età e sesso, considerando anche l’andamento della crescita. Non si applicano automaticamente le soglie degli adulti. I criteri previsti per prescrivere un farmaco devono inoltre essere verificati nella sua specifica indicazione (OMS, 2026a; OMS, 2026b; EMA, Saxenda; EMA, Wegovy).

Un bambino deve necessariamente perdere chili perché il trattamento sia efficace?

Non sempre. Durante la crescita, anche rallentare l’aumento del peso mentre cresce la statura può migliorare il BMI. Gli obiettivi dipendono dall’età, dalla gravità dell’obesità e dalle complicanze: la valutazione non si limita ai chili persi (OMS, 2026a; OMS, 2026b).

Scendere sotto la soglia dell’obesità significa essere guariti?

Significa migliorare la categoria di BMI al momento della valutazione. Il risultato di STEP Young riguarda bambini in trattamento e non dimostra che il miglioramento persista dopo la sospensione (Novo Nordisk, 2026).

La semaglutide in compresse ha le stesse indicazioni pediatriche delle iniezioni?

No. Nell’Unione europea l’indicazione di Wegovy per gli adolescenti riguarda la formulazione iniettabile. La formulazione orale è destinata agli adulti: l’autorizzazione di una formulazione non si estende automaticamente all’altra (EMA, Wegovy).

Glossario dei termini principali

BMI: rapporto fra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri. Nei bambini si interpreta in relazione all’età e al sesso.

Percentile: posizione di un valore rispetto a una popolazione di riferimento. Un BMI al 95° percentile è pari o superiore a quello di circa il 95% dei coetanei dello stesso sesso nella popolazione di riferimento.

GLP-1 AR: agonisti del recettore del GLP-1, farmaci che imitano l’azione di un ormone intestinale coinvolto nella regolazione della glicemia e dell’appetito.

Placebo: trattamento privo del principio attivo studiato, utilizzato come confronto in una sperimentazione.

Raccomandazione condizionata: indicazione che richiede di valutare attentamente il singolo caso, le preferenze della persona e il contesto assistenziale.

Aderenza al trattamento: grado con cui una persona segue lo schema terapeutico concordato, per dose, frequenza e durata.

Bibliografia

Agenzia Italiana del Farmaco — AIFA (2026)
Nuovi farmaci per il diabete di tipo 2 e l’obesità: guida AIFA per un uso consapevole. Comunicato n. 21/2026, 18 maggio 2026.
Documento AIFA
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Prescribing information — Wegovy
Fox CK, Barrientos-Pérez M, Bomberg EM, et al.; SCALE Kids Trial Group (2025)
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Novo Nordisk (2026)
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Comunicato STEP Young
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Linee guida OMS — Bambini
Organizzazione Mondiale della Sanità — OMS (2026b)
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Linee guida OMS — Adolescenti
Weghuber D, Barrett T, Barrientos-Pérez M, et al.; STEP TEENS Investigators (2022)
Once-Weekly Semaglutide in Adolescents with Obesity. New England Journal of Medicine. 387(24):2245–2257.
https://doi.org/10.1056/NEJMoa2208601

Riguardo all'autore

Gianleone Di Sacco

Medico chirurgo, specialista in Endocrinologia.
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano con il massimo dei voti e specializzato con lode in Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Si occupa in particolare di obesità, nutrizione e terapia farmacologica dell’obesità.

Di Gianleone Di Sacco

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