Il rapporto tra semaglutide e perdita di massa muscolare è diventato uno dei temi più discussi nella terapia farmacologica dell’obesità. I nuovi farmaci incretinici inducono una significativa perdita di peso, ma resta aperta la domanda su cosa accada al muscolo durante il dimagrimento.
In un precedente articolo pubblicato su obesita.com abbiamo discusso come la riduzione della massa magra sia un fenomeno fisiologico. Lo si osserva in un qualsiasi calo ponderale, indipendentemente dal metodo utilizzato. Avviene, infatti, con dieta ipocalorica, attività fisica e anche dopo chirurgia bariatrica.
La questione clinicamente rilevante non è quindi se una quota di massa magra diminuisca — evento atteso in ogni dimagrimento — ma se la funzione muscolare peggiori oppure migliori.
Negli ultimi mesi sono stati pubblicati nuovi dati che aiutano a chiarire meglio questo punto. Tra questi, uno dei lavori più interessanti è lo studio SEMALEAN, che ha valutato in modo sistematico non solo la composizione corporea ma anche la forza muscolare e il metabolismo energetico nei pazienti con obesità trattati con semaglutide.
“Lo studio SEMALEAN aiuta a chiarire meglio il tema della perdita di massa muscolare con semaglutide, mostrando che la funzione muscolare può addirittura migliorare.”
Semaglutide e perdita di massa muscolare: cosa mostra lo studio SEMALEAN
Lo studio SEMALEAN ha arruolato 115 pazienti con obesità grave, trattati con semaglutide 2,4 mg per 12 mesi; 106 pazienti hanno completato il follow-up.
Le valutazioni sono state effettuate a:
inizio trattamento
7 mesi
12 mesi
Sono stati misurati tre parametri fondamentali:
composizione corporea con DXA
forza muscolare mediante handgrip strength
dispendio energetico a riposo (REE) mediante calorimetria indiretta.
La popolazione dello studio presentava obesità severa:
BMI medio: 46 kg/m²
età media: 52 anni
49% dei pazienti con obesità sarcopenica al basale.
Che cos’è l’obesità sarcopenica
Prima di discutere i risultati dello studio SEMALEAN è utile chiarire cosa si intenda per obesità sarcopenica.
Questa condizione viene definita come la coesistenza di adiposità in eccesso e ridotta massa e/o funzione muscolare. Questa definizione è stata formalizzata nel consensus statement congiunto di ESPEN (European Society for Clinical Nutrition and Metabolism) ed EASO (European Association for the Study of Obesity).
In altre parole, un soggetto può presentare contemporaneamente:
eccesso di tessuto adiposo
riduzione della massa muscolare
riduzione della forza o della performance muscolare
Questa combinazione è clinicamente rilevante perché l’associazione tra obesità e sarcopenia può determinare un rischio maggiore di:
disabilità fisica
fragilità
malattie metaboliche
mortalità rispetto alle due condizioni considerate separatamente.
In questo contesto diventano particolarmente interessanti i risultati dello studio SEMALEAN, che ha valutato non solo la composizione corporea ma anche la forza muscolare, mostrando che durante il trattamento con semaglutide la prevalenza di obesità sarcopenica può ridursi significativamente.
I risultati sulla perdita di peso
Dopo 12 mesi di trattamento con semaglutide si osserva:
−12,7% di perdita media di peso
59% dei pazienti perde almeno il 10% del peso
26% perde ≥15%.
La riduzione del peso corporeo è accompagnata da una marcata riduzione della massa grassa:
−14% a 7 mesi
−18,9% a 12 mesi
con una significativa riduzione anche del grasso viscerale.
Cosa succede alla massa muscolare
Come accade in qualunque dimagrimento, anche con semaglutide si osserva una riduzione iniziale della massa magra:
circa −3 kg nei primi 7 mesi.
Successivamente però la massa magra tende a stabilizzarsi, senza ulteriori riduzioni significative.
Un dato importante è che la percentuale di massa magra rispetto al peso corporeo aumenta, indicando che il dimagrimento avviene prevalentemente a carico del tessuto adiposo.
Il dato più interessante: la forza muscolare aumenta
Il risultato più sorprendente dello studio riguarda la funzione muscolare.
Nel corso dei 12 mesi di trattamento si osserva infatti un aumento significativo della forza di presa della mano:
+3,7 kg a 7 mesi
+4,1 kg a 12 mesi.
Questo dato suggerisce che la funzione muscolare non peggiora durante il dimagrimento con semaglutide, ma può addirittura migliorare. Questo risultato è particolarmente rilevante perché indica che la perdita di peso non implica necessariamente un peggioramento della funzione muscolare.
Riduzione dell’obesità sarcopenica
Un altro risultato particolarmente interessante riguarda la prevalenza di obesità sarcopenica.
All’inizio dello studio:
49% dei pazienti presentava obesità sarcopenica.
Dopo 12 mesi di trattamento:
la prevalenza si è ridotta al 33%.
In altre parole, una parte significativa dei pazienti migliora il proprio stato muscolare durante il dimagrimento.

Effetti sul metabolismo muscolare
Lo studio ha valutato anche il dispendio energetico a riposo (REE).
Come previsto, il REE diminuisce nei primi mesi di dimagrimento. Tuttavia tra 7 e 12 mesi si osserva un aumento del REE normalizzato per massa magra, suggerendo un miglioramento dell’efficienza metabolica del muscolo.
Questo potrebbe riflettere:
riduzione del grasso intramuscolare
miglioramento della funzione mitocondriale
aumento della qualità del muscolo.
Altri studi vanno nella stessa direzione
Anche altri lavori recenti supportano questa interpretazione.
Nel SLIM LIVER study, per esempio, il volume del muscolo psoas si riduce durante il trattamento con semaglutide, ma la funzione fisica rimane stabile, con tendenza al miglioramento della velocità del cammino.
Inoltre negli studi STEP-HFpEF, condotti in pazienti con obesità e scompenso cardiaco con frazione di eiezione preservata, semaglutide è associato a un miglioramento della capacità di esercizio e della distanza percorsa al test del cammino di 6 minuti.
Nel loro insieme, questi dati su semaglutide suggeriscono che la perdita di massa muscolare osservata durante il dimagrimento non equivale a perdita di funzione muscolare.
Il messaggio clinico
La perdita di peso non dovrebbe essere valutata soltanto in termini di massa magra persa, ma soprattutto in termini di:
qualità del muscolo
forza muscolare
performance fisica
Gli studi più recenti indicano che semaglutide – e probabilmente anche altri nuovi farmaci per l’obesità – possono essere associati a miglioramento della funzione muscolare e riduzione dell’obesità sarcopenica.
In altre parole, il dimagrimento indotto da questi farmaci sembra migliorare la qualità della composizione corporea, non soltanto ridurre il peso.
Domande frequenti (FAQ)
Semaglutide fa perdere massa muscolare?
Durante qualsiasi dimagrimento una parte della massa magra tende a ridursi. Tuttavia i dati disponibili suggeriscono che con semaglutide la perdita di peso avviene prevalentemente a carico della massa grassa. Studi recenti indicano inoltre che la funzione muscolare può rimanere stabile o addirittura migliorare.
Che cos’è l’obesità sarcopenica?
L’obesità sarcopenica è una condizione caratterizzata dalla coesistenza di adiposità in eccesso e ridotta massa o funzione muscolare. È associata a un rischio più elevato di fragilità, disabilità e complicanze metaboliche rispetto alle due condizioni considerate separatamente.
Cosa ha mostrato lo studio SEMALEAN?
Lo studio SEMALEAN ha valutato composizione corporea, forza muscolare e metabolismo energetico in pazienti con obesità trattati con semaglutide. I risultati mostrano una riduzione significativa della massa grassa, una stabilizzazione della massa magra e un aumento della forza muscolare misurata con handgrip test.
Semaglutide può ridurre l’obesità sarcopenica?
Nello studio SEMALEAN la prevalenza di obesità sarcopenica è passata dal 49% al 33% dopo 12 mesi di trattamento. Questo suggerisce che il dimagrimento ottenuto con semaglutide può migliorare la qualità della composizione corporea.
La perdita di massa magra significa perdita di muscolo?
Non necessariamente. La massa magra include anche acqua, organi e altri tessuti. Per questo motivo è importante valutare non solo la massa muscolare ma anche forza e funzione muscolare, che rappresentano indicatori clinicamente più rilevanti.
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