
Introduzione
Il 18 maggio 2026 l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato una guida dedicata ai nuovi farmaci per dimagrire e per il diabete, con un messaggio netto: questi medicinali non sono una scorciatoia per perdere peso (AIFA, 2026). È l’occasione per aggiornare una domanda che i pazienti pongono di continuo: quali farmaci per dimagrire sono davvero registrati e disponibili in Italia, e che cosa cambia rispetto all’estero?
La risposta è cambiata molto negli ultimi anni. Una pagina scritta cinque o sei anni fa, che elencasse tre soli farmaci anti-obesità, oggi sarebbe regolatoriamente superata. Con il termine obesità si intende una malattia cronica caratterizzata da un eccesso di massa grassa tale da compromettere la salute, definita di norma da un BMI (indice di massa corporea) pari o superiore a 30 kg/m².
Ma qual è esattamente il quadro regolatorio attuale, e perché «disponibile» non vuol dire «rimborsato»?
In Italia un farmaco per dimagrire può essere autorizzato e regolarmente disponibile in farmacia e, allo stesso tempo, non essere rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale: sono due piani diversi, e confonderli è l’errore più frequente.
Quali farmaci per dimagrire sono registrati in Italia nel 2026
Nel corso degli anni molte molecole sono state studiate per il controllo del peso. Alcune hanno ottenuto un’indicazione registrata per l’obesità; altre vengono usate al di fuori delle indicazioni autorizzate, cioè off-label. Limitandosi ai farmaci con indicazione registrata per la gestione del peso corporeo, il panorama attuale è più ampio di quello di pochi anni fa.
Orlistat, liraglutide e naltrexone/bupropione
Orlistat agisce non sull’appetito ma riducendo l’assorbimento intestinale dei grassi alimentari. È disponibile al dosaggio di 60 mg senza ricetta (OTC) e al dosaggio di 120 mg con ricetta medica ripetibile (ISS). È il farmaco anti-obesità più datato fra quelli registrati: ne abbiamo parlato in «Orlistat: il “blocca” grassi alimentari».
Liraglutide 3,0 mg (Saxenda) è un agonista recettoriale del GLP-1 (GLP-1 AR), cioè un farmaco che imita un ormone intestinale e riduce il senso di fame. È in classe C, a carico del paziente. Nella pratica clinica attuale, con l’arrivo di molecole a maggiore efficacia, liraglutide tende a essere una scelta di seconda o terza linea: è una valutazione clinica, non una norma. L’abbiamo trattata in «Liraglutide: la puntura che toglie la fame».
L’associazione naltrexone/bupropione (Mysimba) agisce a livello centrale sulla fame e sul circuito della gratificazione legata al cibo. È classificata in classe C(nn) e prescrivibile con ricetta non ripetibile limitativa (RNRL). Ne abbiamo scritto in «Naltrexone/bupropione: nuovo, “vecchio”, farmaco».
Semaglutide e tirzepatide: cosa è cambiato
Semaglutide 2,4 mg (Wegovy) è un GLP-1 AR con indicazione registrata per l’obesità e il sovrappeso associato a comorbilità. In Italia è in classe C(nn), con ricetta ripetibile, e il costo è interamente a carico del paziente (AIFA, 2026).
Tirzepatide (Mounjaro) è un doppio agonista dei recettori GIP e GLP-1. Per l’indicazione obesità è anch’essa disponibile in Italia in classe C, a carico del paziente. La stessa molecola, con lo stesso nome commerciale Mounjaro, è invece rimborsata quando è prescritta per il diabete di tipo 2 (AIFA, 2026). Su questa molecola si discute di una possibile evoluzione della rimborsabilità: ad oggi non esiste alcuna decisione formale, e questa pagina non la presenta come acquisita.
Disponibile non vuol dire rimborsato: la classe C e la Nota 100
Il punto che genera più confusione nei pazienti è la differenza fra essere disponibile ed essere rimborsato. La classe C è la categoria dei farmaci a totale carico del cittadino: il medicinale è autorizzato e si acquista regolarmente in farmacia, ma il Servizio Sanitario Nazionale non ne copre il costo. La dicitura C(nn) indica un farmaco «non ancora negoziato» ai fini della rimborsabilità: resta comunque a carico del paziente.
Per il diabete di tipo 2 lo scenario è diverso. Diverse molecole della stessa famiglia — fra cui semaglutide e tirzepatide, con nomi commerciali differenti — sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale in classe A secondo la Nota AIFA 100, il documento che disciplina la prescrivibilità a carico del SSN dei farmaci per il diabete (AIFA, 2026). La stessa molecola, quindi, può essere rimborsata per il diabete e non rimborsata per l’obesità. Non è un’incoerenza burocratica: dipende dall’indicazione per cui è autorizzata e negoziata.
Questa asimmetria spiega perché i farmaci per il controllo del peso comportino una spesa continuativa a carico di chi li usa, mentre gli stessi principi attivi, nel diabete, possono essere a carico del Servizio sanitario.
Farmaci per dimagrire all’estero: cosa cambia davvero
All’estero, per i farmaci più recenti, le molecole sono in larga parte le stesse: cambiano i nomi commerciali, i prezzi e i regimi di rimborso, decisi Paese per Paese. Un esempio utile riguarda la tirzepatide: negli Stati Uniti, per la gestione del peso, è commercializzata con il nome Zepbound, che è semplicemente l’equivalente statunitense di quello che in Italia, per qualsiasi indicazione, si chiama Mounjaro.
La differenza più rilevante rispetto all’Italia, però, non riguarda questi farmaci ma una famiglia più antica: i derivati anfetaminici usati come anoressizzanti, e in particolare la fentermina e l’associazione fentermina/topiramato.
Fentermina e fentermina/topiramato: il caso più diverso fra Stati Uniti ed Europa
La fentermina è un anoressizzante di tipo anfetaminico, in uso negli Stati Uniti da decenni per il trattamento a breve termine dell’obesità. L’associazione con il topiramato (negli USA: Qsymia) è approvata a livello federale statunitense dal 2012 per la gestione cronica del peso.
In Europa il percorso è stato opposto. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha respinto due volte, nel 2012 e nel 2013, la domanda di autorizzazione centralizzata dell’associazione fentermina/topiramato (in Europa proposta come Qsiva), per timori sulla sicurezza cardiovascolare a lungo termine legata alla fentermina e sugli effetti psichiatrici e cognitivi legati al topiramato (EMA, 2013).
La situazione, però, non è semplicemente «Stati Uniti sì, Europa no». Il rifiuto riguardava l’autorizzazione centralizzata valida per tutta l’Unione: alcuni Paesi hanno successivamente autorizzato il farmaco per via nazionale. Secondo il produttore, l’associazione fentermina/topiramato (marchio Qsiva) risulta oggi commercializzata in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Polonia (Vivus, 2026). La sola fentermina, invece, è stata in larga parte ritirata in Europa (dal Regno Unito già nel 2000); in qualche Stato membro la fentermina resinato rimarrebbe disponibile su autorizzazione nazionale, ma è un’informazione da verificare caso per caso e non un dato stabile.
In Italia la situazione è ancora più netta. Né la fentermina né l’associazione fentermina/topiramato sono disponibili, e non per una semplice mancata registrazione: la fentermina è classificata come sostanza stupefacente in Tabella I del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90), la tabella che raccoglie le sostanze con maggiore potenziale d’abuso. Vi è stata trasferita dal Decreto Ministeriale del 2 agosto 2011 (in precedenza era in Tabella II B). Dalla stessa data ne sono vietati in Italia la fabbricazione, l’importazione e il commercio, compresa espressamente la vendita via Internet (DM 2 agosto 2011). Lo stesso provvedimento ha riguardato anche altri anoressizzanti anfetaminici, come amfepramone e fendimetrazina.
La conseguenza pratica è univoca: ordinare fentermina online — anche da un Paese dove l’associazione fentermina/topiramato è regolarmente in commercio — non è un canale alternativo, è un atto vietato. Espone in concreto a due rischi distinti: ricevere un prodotto contraffatto nell’ambito di una truffa, e incorrere nelle conseguenze legali previste per l’importazione di una sostanza in Tabella I. Va inoltre ricordato che, sul topiramato e sull’associazione con fentermina, l’EMA ha introdotto nel 2023 restrizioni specifiche per prevenire l’esposizione in gravidanza, per il rischio di malformazioni fetali (EMA, 2023).
Cosa significa per il paziente
Che un farmaco sia disponibile in un altro Paese non lo rende una scelta più sicura né procurabile per vie informali. L’importazione per uso personale di medicinali da prescrizione è soggetta a regole precise, e prescrizione e monitoraggio del medico restano necessari indipendentemente dal Paese in cui il farmaco è prodotto o acquistato. Nel caso degli anoressizzanti anfetaminici questo vale a maggior ragione: sono proprio i farmaci su cui le autorità europee hanno espresso le riserve di sicurezza più nette.
Perché ogni sito che vende online farmaci per dimagrire commette una frode
I farmaci per l’obesità diversi dall’orlistat 60 mg sono tutti soggetti a prescrizione medica. La guida AIFA del 2026 è esplicita su questo punto: trattandosi di medicinali soggetti a prescrizione, non possono essere acquistati online (AIFA, 2026). Ne consegue una regola senza ambiguità: qualunque sito offra in vendita online semaglutide, tirzepatide, liraglutide o naltrexone/bupropione per dimagrire sta operando illegalmente. Non è un canale «alternativo» più economico: è una frode, con un rischio concreto di prodotti contraffatti, non sicuri o inefficaci.
L’unica eccezione parziale è l’orlistat nella formulazione da 60 mg, che essendo un farmaco da banco può essere acquistato in farmacia, anche tramite le farmacie online autorizzate. Tutto il resto, per la perdita di peso, passa necessariamente da una prescrizione e da una farmacia.
I farmaci usati off-label
Accanto ai farmaci con indicazione registrata per l’obesità, alcune molecole vengono impiegate off-label, cioè al di fuori delle indicazioni autorizzate. L’uso off-label è una pratica clinica legittima quando è una decisione medica motivata, documentata e condivisa con il paziente. È invece pericoloso quando diventa un «fai da te»: l’uso di questi farmaci senza controllo medico, a scopo soltanto estetico, espone a rischi per la salute e può sottrarre medicinali ai pazienti che ne hanno indicazione (AIFA, 2026).
Conclusioni
Il quadro dei farmaci per dimagrire in Italia nel 2026 è più ricco di quello descritto fino a pochi anni fa. Alle tre molecole storiche — orlistat, liraglutide, naltrexone/bupropione — si sono aggiunti semaglutide e tirzepatide con indicazione obesità. Il vero spartiacque, per il paziente, non è la disponibilità ma il rimborso: per l’obesità questi farmaci sono in classe C, a carico di chi li usa.
Il secondo punto fermo riguarda i canali. Questi farmaci si ottengono con una prescrizione e si acquistano in farmacia. Nessun canale online li vende legalmente, con la sola eccezione dell’orlistat da banco.
In sintesi: in Italia i farmaci anti-obesità disponibili sono oggi cinque, ma per l’indicazione obesità nessuno è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale ed è sempre necessaria la prescrizione del medico; chi li offre online sta commettendo una frode.
Domande frequenti
Posso comprare questi farmaci per dimagrire su internet?
No. Tutti i farmaci per l’obesità soggetti a prescrizione non possono essere venduti online (AIFA, 2026). Un sito che li offre opera illegalmente, con rischio di prodotti contraffatti. L’unica eccezione è l’orlistat 60 mg, da banco.
Me li passa il Servizio Sanitario Nazionale?
Per l’obesità no: sono in classe C, a totale carico del paziente. Alcune di queste molecole sono invece rimborsate, ma solo quando prescritte per il diabete di tipo 2, secondo la Nota AIFA 100.
Che differenza c’è tra il farmaco per il diabete e quello per l’obesità se la molecola è la stessa?
La molecola può essere identica, ma l’indicazione autorizzata, il nome commerciale e il regime di rimborso cambiano. Lo stesso principio attivo può essere rimborsato nel diabete e non rimborsato nell’obesità.
All’estero costano meno: posso procurarmeli lì?
Prezzi e rimborsi variano da Paese a Paese, ma questo non rende lecito aggirare i canali regolari. L’importazione per uso personale di farmaci da prescrizione è regolata, e prescrizione e monitoraggio medico restano comunque necessari.
Ho letto di Qsymia (fentermina/topiramato): perché in Italia non c’è?
L’associazione fentermina/topiramato è approvata negli Stati Uniti, ma l’autorizzazione europea centralizzata è stata respinta due volte dall’EMA per timori di sicurezza cardiovascolare e psichiatrica. In Italia, inoltre, la fentermina è classificata come sostanza stupefacente in Tabella I del DPR 309/90: importarla è vietato, anche acquistandola online da Paesi dove l’associazione è in commercio. Non è quindi una via percorribile, e l’acquisto su internet espone a truffe e a conseguenze legali.
Servono anche senza dieta?
No. Questi farmaci sono uno strumento all’interno di un percorso clinico che comprende alimentazione, attività fisica e monitoraggio. Non sostituiscono questi elementi né vanno intesi come una soluzione isolata (AIFA, 2026).
Quanti farmaci per l’obesità sono disponibili oggi in Italia?
Con indicazione registrata per il peso corporeo sono cinque: orlistat, liraglutide, naltrexone/bupropione, semaglutide e tirzepatide. Non tre, come riportano ancora diverse fonti non aggiornate.
Glossario dei termini principali
BMI (indice di massa corporea): rapporto fra peso e quadrato dell’altezza, usato per definire sovrappeso e obesità; un valore pari o superiore a 30 kg/m² individua di norma l’obesità.
Classe C: categoria dei farmaci autorizzati ma a totale carico del cittadino, non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale.
Classe C(nn): farmaco «non ancora negoziato» ai fini della rimborsabilità; nella pratica resta a carico del paziente.
Nota AIFA 100: documento dell’Agenzia Italiana del Farmaco che disciplina la prescrivibilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale di alcuni farmaci per il diabete di tipo 2.
GLP-1 AR: agonista recettoriale del GLP-1, classe di farmaci che imita un ormone intestinale riducendo l’appetito (ne fanno parte liraglutide e semaglutide).
Agonista dei recettori GIP/GLP-1: farmaco che attiva due recettori ormonali (GIP e GLP-1); è il meccanismo della tirzepatide.
Fentermina: anoressizzante di tipo anfetaminico usato negli Stati Uniti per il trattamento a breve termine dell’obesità. In Italia è classificata come sostanza stupefacente in Tabella I del DPR 309/90: fabbricazione, importazione e commercio (vendita via Internet inclusa) sono vietati.
Fentermina/topiramato: associazione anoressizzante (negli USA Qsymia); autorizzazione centralizzata europea respinta due volte dall’EMA, ma commercializzata in alcuni Paesi europei per via nazionale (marchio Qsiva). In Italia non disponibile.
Off-label: uso di un farmaco al di fuori delle indicazioni autorizzate; legittimo come decisione medica motivata e documentata, pericoloso come «fai da te».
RNRL: ricetta non ripetibile limitativa, una prescrizione utilizzabile una sola volta e riservata a specifici prescrittori.
Bibliografia
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) (2026)
- Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità: cosa sapere per un uso consapevole.
https://www.aifa.gov.it/ - Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
- Nota 100 — prescrivibilità degli antidiabetici a carico del SSN.
https://www.aifa.gov.it/nota-100 - Decreto del Ministero della Salute, 2 agosto 2011
- Trasferimento di fentermina, amfepramone, fendimetrazina e mazindolo dalla Tabella II B alla Tabella I del DPR 309/90; divieto di fabbricazione, importazione e commercio, vendita via Internet inclusa.
- Farmacie Comunali Riunite (FCR Informa)
- Prescrizione di anoressizzanti — quadro normativo dei principi attivi ad azione anoressizzante centrale.
https://fcrinforma.fcr.re.it/ - European Medicines Agency (EMA) (2013)
- Qsiva (phentermine/topiramate): refusal of the marketing authorisation — questions and answers.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/qsiva - European Medicines Agency (EMA) (2023)
- Topiramate / phentermine — direct healthcare professional communication: new restrictions to prevent exposure during pregnancy.
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/dhpc/topiramate-phentermine - European Medicines Agency (EMA) (2025)
- EMA concludes review of weight management medicine Mysimba (naltrexone/bupropion).
https://www.ema.europa.eu/ - European Medicines Agency (EMA) — PRAC (2025)
- Update about Ozempic, Rybelsus and Wegovy (semaglutide) and NAION.
https://www.ema.europa.eu/ - Istituto Superiore di Sanità (ISS)
- Farmaci per il trattamento dell’obesità autorizzati al commercio in Italia.
https://www.iss.it/ - VIVUS LLC (2026)
- VIVUS Products — Europe (QSIVA®, phentermine/topiramate: Paesi di commercializzazione).
https://www.vivus.com/our-products-and-pipeline/europe/
