Disestesia da GLP-1: bruciore e formicolio con semaglutide e tirzepatide

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Sintesi. La disestesia — sensazione anomala della cute caratterizzata da bruciore, formicolio e ipersensibilità al tatto — è un effetto collaterale già noto con i farmaci GLP1 AR per l’obesità, documentato con semaglutide, tirzepatide, semaglutide orale e retatrutide, e con un’incidenza nettamente dose-dipendente: nel solo studio STEP UP ha interessato il 22,9% dei partecipanti trattati con semaglutide 7,2 mg contro il 6,0% con la dose di 2,4 mg (Wharton et al., 2025). Nella grande maggioranza dei casi gli eventi sono lievi, compaiono nelle settimane successive all’aumento posologico e si risolvono spontaneamente o con una riduzione temporanea della dose. Il meccanismo fisiopatologico non è ancora chiarito: la dose e l’esposizione farmacologica sembrano avere un ruolo importante, ma una recente meta-regressione ha rilevato un’associazione anche con l’entità del calo ponderale, senza poter stabilire un rapporto causale.

Introduzione

Quando nel settembre 2025 lo studio STEP UP ha riportato che quasi uno su quattro pazienti trattati con semaglutide 7,2 mg aveva sviluppato fenomeni di disestesia (caratterizzata da bruciore e formicolio cutaneo), molti clinici si sono chiesti: è un segnale nuovo o qualcosa che abbiamo sempre visto senza riconoscerlo? La risposta, a leggere con attenzione la letteratura degli ultimi tre anni, è che il fenomeno era già presente — nei foglietti illustrativi dei GLP1, in case report isolati, nei database di farmacovigilanza — ma non aveva ancora ricevuto un nome preciso né una narrazione organica (Burke et al., 2025; Stokes et al., 2025).

La disestesia non è un dettaglio marginale: con semaglutide 7,2 mg è il secondo evento avverso per frequenza dopo i disturbi gastrointestinali, ed è stato riportato in misura variabile con tutti i principali farmaci della classe incretino-mimetica, inclusi tirzepatide e semaglutide orale. Capirne l’incidenza reale, il pattern temporale e il meccanismo probabile non è un esercizio accademico, ma uno strumento pratico per gestirla meglio — sia per il paziente che la vive, sia per il medico che deve decidere se interrompere, ridurre la dose o proseguire.

Ma cosa sappiamo davvero di questa sensazione che brucia, formica e turba senza lasciare segni visibili sulla cute?

disestesia GLP-1 semaglutide tirzepatide bruciore formicolio cutaneo
Disestesia da GLP-1: distribuzione tipica dei sintomi cutanei

Cos’è la disestesia e come si manifesta

Con il termine disestesia (dal greco dys, alterato, e aísthēsis, sensazione) si indica qualsiasi percezione cutanea anomala e spiacevole — bruciore, formicolio, ipersensibilità anche al minimo sfioramento, sensazione di prurito profondo o dolore cutaneo — non associata a lesioni visibili della pelle. È una categoria ampia che include: allodinia (dolore evocato da stimoli normalmente non dolorosi, come il contatto con un tessuto), iperestesia (aumento abnorme della sensibilità tattile), parestesia (formicolio o torpore) e sensibilizzazione cutanea diffusa.

Nel contesto degli studi sui GLP-1 AR, la disestesia si manifesta tipicamente come una sensazione di bruciore o di “pelle viva” distribuita sul tronco o sugli arti, talvolta associata a prurito o a una vaga dolorabilità superficiale. I partecipanti allo studio STEP UP che l’hanno segnalata descrivono una sintomatologia nel complesso coerente, di intensità lieve nella grande maggioranza dei casi, con esordio acuto nei giorni o nelle settimane successive all’aumento della dose (Wharton et al., 2025). Non sono stati riportati eventi gravi. Nella classificazione usata in STEP UP, la categoria “disestesia” comprendeva allodinia, sensazione di bruciore, iperestesia, dolore cutaneo, parestesia, pelle sensibile, sensazione di bruciore cutaneo, fastidio cutaneo e sensibilizzazione cutanea — un insieme eterogeneo accomunato dall’anomalia percettiva in assenza di lesione strutturale.

La disestesia da incretino-mimetici ha un profilo inconfondibile: compare rapidamente dopo l’aumento della dose, è quasi sempre lieve, e nella maggioranza dei casi si risolve spontaneamente nell’arco di settimane — anche senza interrompere il farmaco.

Incidenza attraverso gli studi: semaglutide, tirzepatide e oltre

Il gradiente dose-dipendente del semaglutide

Il dato più robusto disponibile viene dallo studio STEP UP, che per la prima volta ha confrontato sistematicamente due dosi di semaglutide con un terzo gruppo placebo. L’incidenza di eventi classificati come disestesia è stata dello 0,5% nel placebo, del 6,0% con semaglutide 2,4 mg e del 22,9% con semaglutide 7,2 mg (Wharton et al., 2025). Il rapporto di rischio relativo tra 7,2 mg e 2,4 mg è 3,84 (IC 95%: 2,23–6,72), e quello tra 7,2 mg e placebo è 46,05 (IC 95%: 8,26–261,45). Questi valori fotografano con precisione un effetto dose-dipendente molto netto: triplicando la dose il rischio di disestesia aumenta di quasi quattro volte rispetto alla dose inferiore.

disestesia GLP-1 incidenza dose dipendente semaglutide 2.4 7.2 mg
Incidenza della disestesia aumenta con la dose di semaglutide

Il dato del 6,0% con semaglutide 2,4 mg merita attenzione perché, retroattivamente, suggerisce che la disestesia fosse già presente nei trial del programma STEP 1-10 ma non sistematicamente ricercata né uniformemente classificata. La disestesia era già nota con semaglutide 2,4 mg prima dello studio STEP UP. La bassa incidenza riportata nei trial precedenti riflette probabilmente una sottostima legata all’assenza di questa voce nei moduli di raccolta dati originali, corretta solo dopo i segnali emersi in corso di studio.

Tirzepatide e la classe più ampia

La disestesia non è un fenomeno esclusivo della semaglutide. Nel RCP europeo di Mounjaro aggiornato il 28 agosto 2026, la disestesia è classificata tra le reazioni avverse neurologiche non comuni, cioè osservabili in almeno 1 persona su 1.000, ma in meno di 1 su 100. Nel foglietto illustrativo destinato ai pazienti è indicata come «alterazione della sensibilità cutanea». L’EMA precisa che la base documentale comprende sia le segnalazioni successive alla commercializzazione sia i dati di SURPASS-CVOT (European Medicines Agency, 2026). L’evidenza non deriva dunque più soltanto da segnalazioni spontanee. Il dato risulta coerente con una recente analisi di VigiBase, nella quale la tirzepatide mostrava un segnale di iperestesia; trattandosi di segnalazioni spontanee, il database non consente però di stimare l’incidenza reale (Laroche et al., 2026).

Nello studio di fase 2 su retatrutide — un agonista triplice dei recettori GIP, GLP-1 e glucagone attualmente in sviluppo — sono stati segnalati eventi di disestesia in tutti i gruppi di dosaggio attivo, con un’incidenza che aumentava alle dosi più alte (Jastreboff et al., 2023). Analogamente, lo studio OASIS 1 con semaglutide orale 50 mg ha documentato eventi di questa natura, seppur a incidenze inferiori rispetto alle dosi sottocutanee più alte (Knop et al., 2023).

Il quadro che emerge è quello di un effetto di classe degli incretino-mimetici, modulato dalla dose e probabilmente dall’entità dell’esposizione plasmatica al farmaco. Burke e colleghi, in una revisione delle implicazioni dermatologiche dei GLP-1 AR pubblicata nel 2025, hanno richiamato l’attenzione sulle manifestazioni cutanee associate a questi farmaci e sulla necessità di studiarle in modo sistematico. La revisione documenta la presenza di recettori GLP-1 in alcune strutture cutanee, ma non dimostra che la disestesia derivi dall’attivazione diretta di recettori situati nelle terminazioni nervose della cute (Burke et al., 2025).

Attenzione clinica — sottostima nei trial precedenti. I dati di incidenza della disestesia nei trial del programma STEP 1–10 vanno letti sapendo che la voce “disestesia” è stata aggiunta ai moduli di consenso e ai moduli di raccolta dati di STEP UP solo il 27 giugno 2023, a seguito dell’identificazione del segnale in altri studi. I partecipanti già arruolati hanno rinnovato il consenso; chi era prossimo alla visita finale è stato esentato. Questo ha introdotto un potenziale bias di rilevazione nell’intero studio. I valori del 6,0% con 2,4 mg sono pertanto da considerare probabilmente come stime per difetto rispetto all’incidenza reale, sia in STEP UP sia nei trial precedenti.

Quando compare e quando scompare: il pattern temporale

Il dato più clinicamente utile di STEP UP riguarda il timing della disestesia: la grande maggioranza degli eventi è insorta nelle settimane successive all’aumento della dose a 7,2 mg, avvenuto alla settimana 20. Questo è il primo elemento che distingue la disestesia da altri effetti collaterali della classe: gli eventi gastrointestinali si concentrano nelle fasi iniziali della titolazione, mentre la disestesia emerge dopo l’escalation verso la dose più alta (Wharton et al., 2025).

Dopo il picco iniziale, la prevalenza è diminuita nel corso delle settimane successive, anche in assenza di interruzione del farmaco. All’endpoint finale (settimana 72), la grande maggioranza dei partecipanti che avevano segnalato disestesia si era recuperata dall’evento: 197 su 230 nel gruppo 7,2 mg, 10 su 12 nel gruppo 2,4 mg e l’unico caso nel gruppo placebo. Quattro partecipanti nel gruppo 7,2 mg hanno interrotto definitivamente il trattamento per questo motivo; quarantasette hanno richiesto una riduzione temporanea della dose. Non sono stati registrati eventi gravi.

Il pattern — rapida comparsa, risoluzione tendenzialmente spontanea o con aggiustamento posologico, assenza di eventi gravi — è coerente con quanto descritto nel case report di Stokes e colleghi (2025), che documenta un caso di bruciore cutaneo da semaglutide risolto dopo riduzione della dose senza sequele, e con i dati preliminari di farmacovigilanza analizzati da Burke et al. (2025).

Meccanismo fisiopatologico: cosa sappiamo (e cosa non sappiamo)

Dose, esposizione farmacologica e perdita di peso

Il meccanismo alla base della disestesia associata agli incretino-mimetici non è ancora chiarito. Il netto gradiente osservato nello studio STEP UP — con un aumento degli eventi dopo il passaggio da semaglutide 2,4 mg a 7,2 mg — indica una relazione con la dose e rende plausibile un ruolo dell’esposizione farmacologica (Wharton et al., 2025). Anche la comparsa di alterazioni della sensibilità cutanea con semaglutide orale, tirzepatide, retatrutide e altri incretino-mimetici sostiene l’esistenza di un effetto farmacologico condiviso, pur senza identificarne il meccanismo.

Una revisione sistematica con metanalisi e meta-regressione di trial randomizzati, pubblicata nel 2026, ha confermato il maggiore rischio di disestesia con i medicinali GLP-1 e ha rilevato un’associazione sia con le dosi più elevate sia con l’entità del calo ponderale (Goldenberg et al., 2026).

Questo risultato non dimostra che la perdita di peso causi la disestesia. La meta-regressione confronta dati aggregati provenienti da studi differenti e non consente di separare con certezza l’effetto della dose, dell’esposizione farmacologica e del maggiore dimagrimento, fattori che tendono a procedere insieme. Non è quindi corretto attribuire il fenomeno esclusivamente al calo ponderale, ma non è più possibile escluderne categoricamente un contributo.

Tra le ipotesi considerate vi sono un effetto farmacologico sulle vie sensoriali periferiche, modificazioni dei tessuti sottocutanei associate al dimagrimento e altri fattori metabolici o nutrizionali. Nessuna di queste spiegazioni è stata finora dimostrata mediante studi neurofisiologici, istologici o confronti diretti a parità di perdita di peso.

Cosa manca ancora

Mancano studi di neurobiologia cutanea disegnati specificamente per questo effetto, biopsie cutanee in pazienti con disestesia attiva, e dati di farmacovigilanza sistematica che permettano di stimare l’incidenza reale in ambito clinico (fuori dai trial). L’effetto è inserito nel foglietto illustrativo di Wegovy e Zepbound, ma la sezione dedicata è ancora sintetica. Come osservano Burke et al. (2025), la dermatologia e la neurologia periferica sono discipline che fino ad oggi hanno avuto poco dialogo con l’endocrinologia metabolica: la disestesia da incretino-mimetici potrebbe essere uno dei punti di contatto che ne giustificherà uno in futuro.

Gestione clinica: cosa fare in pratica

La disestesia da GLP-1/GIP agonisti è un effetto collaterale nuovo per molti medici — e ancor più per i pazienti, che spesso non si aspettano sintomi cutanei da un farmaco per il controllo del peso. Una comunicazione preventiva, prima dell’aumento posologico, riduce l’impatto psicologico e migliora la gestione dell’evento quando si verifica.

L’algoritmo pratico che emerge dai dati di STEP UP è semplice:

  • Evento lieve (bruciore o formicolio tollerabile, non interferisce con le attività quotidiane): proseguire alla dose attuale, informare il paziente che nella maggior parte dei casi il sintomo tende a diminuire nelle settimane successive all’escalation.
  • Evento moderato (sintomatologia persistente e disturbante): valutare una riduzione temporanea della dose, con tentativo di rientro alla dose target dopo risoluzione. In STEP UP è stato esplicitamente raccomandato almeno un tentativo di recupero della dose prima di attestarsi permanentemente su un livello inferiore.
  • Evento severo o persistente (interferisce significativamente con la qualità della vita e non migliora con la riduzione della dose): discutere con il paziente la sospensione del farmaco o il passaggio a un’altra terapia.

Non esistono al momento terapie farmacologiche specifiche per la disestesia da incretino-mimetici validate in trial. Le strategie empiriche derivate dalla gestione delle neuropatie periferiche da altre cause — emollienti, evitare tessuti sintetici o sfregamento, antiistaminici nei casi con componente pruriginosa prominente — possono offrire un sollievo sintomatico, ma non sono supportate da evidenze specifiche per questa indicazione. La priorità rimane la gestione della dose.

Attenzione clinica — diagnosi differenziale. Non ogni sintomo cutaneo in un paziente che assume un GLP-1 AR è necessariamente da attribuire al farmaco. Tra le condizioni da escludere: reazione allergica o da ipersensibilità (diversa dalla disestesia per la presenza di eritema, orticaria o altri segni cutanei obiettivi), neuropatia periferica preesistente aggravata dalla perdita di peso, sindrome della pelle secca da marcata riduzione ponderale, o altra causa dermatologica indipendente. Se i sintomi sono accompagnati da lesioni visibili, linfoadenopatia o evoluzione atipica, è indicata una valutazione dermatologica dedicata.

Conclusioni

La disestesia associata agli incretino-mimetici è un effetto collaterale reale, generalmente dose-dipendente e osservato con più molecole della classe. I dati di STEP UP lo documentano in un trial randomizzato controllato; il meccanismo rimane invece incerto e potrebbe dipendere dall’interazione tra dose, esposizione farmacologica, entità del calo ponderale e caratteristiche individuali del paziente.

La ricerca sul meccanismo è agli inizi: nei prossimi anni, la convergenza tra farmacologia degli incretino-mimetici e neurobiologia cutanea produrrà quasi certamente una comprensione più precisa — e probabilmente strategie di prevenzione o gestione specifiche. Nel frattempo, informare il paziente prima dell’aumento posologico e avere un piano di gestione pronto sono i due strumenti più efficaci a disposizione.

In sintesi: la disestesia da semaglutide, tirzepatide e altri GLP-1/GIP agonisti è un effetto collaterale di classe, dose-dipendente, tipicamente lieve e transitorio, che compare preferenzialmente nelle settimane successive all’escalation posologica e si risolve nella maggioranza dei casi con il solo monitoraggio o con una riduzione temporanea della dose; la comunicazione preventiva al paziente e una soglia bassa per l’aggiustamento posologico sono attualmente le principali misure di gestione clinica.


Domande frequenti

Ho iniziato a sentire bruciore alla pelle dopo l’ultima puntura di Wegovy. È normale?

La sensazione di bruciore cutaneo è un effetto collaterale riconosciuto del semaglutide, inserito nel foglietto illustrativo aggiornato. Nella maggior parte dei casi è lieve e tende a ridursi nelle settimane successive, anche senza modificare la dose. È importante segnalarlo al medico che segue la terapia, soprattutto se il sintomo è intenso, persistente o se è accompagnato da lesioni visibili sulla cute — in quel caso potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso dalla disestesia da farmaco.

Tirzepatide (Mounjaro o Zepbound) dà gli stessi problemi?

Sì. Nel RCP europeo di Mounjaro aggiornato il 28 agosto 2026, la disestesia è classificata come reazione avversa non comune, cioè può interessare fino a 1 persona su 100. Nel foglietto illustrativo è descritta come «alterazione della sensibilità cutanea». L’aggiornamento si basa sia sulle segnalazioni successive alla commercializzazione sia sui dati di SURPASS-CVOT; l’evidenza non è quindi più esclusivamente spontanea. Le percentuali disponibili per la tirzepatide e la semaglutide derivano però da studi differenti e non consentono un confronto diretto tra le due molecole.

Devo smettere il farmaco se compare la disestesia?

Nella grande maggioranza dei casi no. I dati di STEP UP mostrano che quasi tutti i partecipanti che hanno sviluppato disestesia si sono recuperati entro la fine dello studio, spesso senza interruzione del trattamento. Solo quattro partecipanti su 230 con disestesia nel gruppo semaglutide 7,2 mg hanno interrotto definitivamente il farmaco per questo motivo. Se il sintomo è tollerabile, il medico valuterà di mantenere la dose con monitoraggio; se è fastidioso, si può ridurre temporaneamente la dose con l’obiettivo di ritentare l’aumento in un secondo momento.

Perché compare sulla cute e non altrove?

Non lo sappiamo ancora. La relazione con la dose rende plausibile un effetto farmacologico sulle vie sensoriali, ma non è stato dimostrato che il farmaco agisca direttamente sui recettori delle terminazioni nervose cutanee. Una recente meta-regressione ha inoltre rilevato un’associazione con l’entità del calo ponderale, senza poter distinguere causalmente l’effetto del farmaco da quello del dimagrimento. Sono quindi possibili più meccanismi e mancano ancora studi neurofisiologici o istologici specifici.

La disestesia può comparire anche con dosi basse, durante la titolazione?

Sì, ma con incidenza nettamente inferiore. In STEP UP il 6,0% dei partecipanti trattati con semaglutide 2,4 mg ha segnalato eventi di disestesia, contro il 22,9% con 7,2 mg. È plausibile che anche nei trial del programma STEP originale la disestesia fosse presente in percentuale simile, ma non fosse sistematicamente registrata per l’assenza della voce nei moduli di raccolta dati. In pratica, il rischio esiste a tutte le dosi terapeutiche, ma cresce significativamente con l’escalation.

Ci sono terapie specifiche per la disestesia da GLP-1 AR?

No. Al momento non esistono trattamenti farmacologici validati specificamente per questo effetto. La gestione si basa principalmente sull’aggiustamento della dose del farmaco incretino-mimetico. Alcune misure di supporto sintomatico — emollienti, indumenti di tessuto naturale morbido, evitare sfregamenti — possono alleviare il disagio, ma non sono supportate da evidenze specifiche per questa indicazione.

La disestesia è pericolosa a lungo termine?

Dai dati attualmente disponibili, no. In STEP UP non sono stati registrati eventi gravi né sequele neurologiche. La componente sensoriale si è risolta nella quasi totalità dei casi entro la fine dello studio. Mancano, tuttavia, dati di follow-up a lungo termine oltre le 72 settimane e studi di neurobiologia cutanea disegnati specificamente per questa domanda. Il monitoraggio prospettico dei pazienti trattati con dosi elevate di incretino-mimetici contribuirà a rispondere con maggiore certezza a questa domanda nei prossimi anni.

Glossario dei termini principali

Allodinia: dolore evocato da stimoli che normalmente non sono dolorosi, come il contatto con un tessuto o una leggera pressione. È una delle manifestazioni possibili della disestesia nei pazienti trattati con incretino-mimetici ad alta dose.

Disestesia: sensazione cutanea anomala e spiacevole — bruciore, formicolio, ipersensibilità, dolore superficiale — non associata a lesioni visibili della pelle. Nel contesto dei GLP-1 AR è un effetto collaterale di classe, dose-dipendente, con comparsa tipica nelle settimane successive all’aumento posologico.

Effetto di classe: effetto farmacologico — desiderato o indesiderato — condiviso da tutti i farmaci appartenenti allo stesso gruppo meccanicistico, indipendentemente dalle differenze strutturali tra le singole molecole. La disestesia sembra essere un effetto di classe degli incretino-mimetici che agiscono sul recettore GLP-1.

Fibre C e fibre Aδ: fibre nervose sensoriali periferiche coinvolte nella trasmissione di dolore, temperatura e altre sensazioni cutanee. Le fibre C sono amieliniche e conducono lentamente; le fibre Aδ sono debolmente mielinizzate e più rapide. Un possibile coinvolgimento di queste vie nella disestesia associata agli incretino-mimetici è stato ipotizzato, ma non è stato ancora dimostrato direttamente.

GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide): ormone incretinico secreto dalle cellule K dell’intestino tenue in risposta all’assunzione di cibo. Amplifica la secrezione insulinica in modo glucosio-dipendente e agisce su numerosi tessuti extra-pancreatici, inclusa la cute. Il recettore GIP è il bersaglio aggiuntivo del tirzepatide rispetto al semaglutide.

GLP-1 AR (agonista del recettore GLP-1): classe di farmaci che mimano l’azione del GLP-1, ormone intestinale che riduce l’appetito, rallenta lo svuotamento gastrico e stimola la secrezione insulinica. Semaglutide (Wegovy, Ozempic) è un GLP-1 AR; tirzepatide (Mounjaro, Zepbound) agisce su GLP-1 e GIP simultaneamente.

Iperestesia: aumento abnorme della sensibilità a stimoli tattili normali. È una delle voci incluse nella categoria “disestesia” nei trial clinici sugli incretino-mimetici.

Parestesia: sensazione anomala di formicolio, intorpidimento o “pizzicore” non dolorosa, spesso descritta come “pelle che dorme”. Rientra nello spettro della disestesia.

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Riguardo all'autore

Gianleone Di Sacco

Medico chirurgo, specialista in Endocrinologia.
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano con il massimo dei voti e specializzato con lode in Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Si occupa in particolare di obesità, nutrizione e terapia farmacologica dell’obesità.

Di Gianleone Di Sacco

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