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	<title>Ozempic Archivi - Obesità - Manuale di sopravvivenza</title>
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	<description>Dimagrire è facile, mantenere il peso è impossibile</description>
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	<title>Ozempic Archivi - Obesità - Manuale di sopravvivenza</title>
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	<item>
		<title>Semaglutide e tirzepatide: si può donare il sangue?</title>
		<link>https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 06:24:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza dei farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[donazione di sangue]]></category>
		<category><![CDATA[mounjaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ozempic]]></category>
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		<category><![CDATA[Wegovy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le indicazioni britanniche, brasiliane e dell’American Red Cross non considerano semaglutide o tirzepatide un motivo automatico di esclusione dalla donazione. Contano le condizioni del donatore; in Italia l’idoneità va verificata con il servizio trasfusionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue/">Semaglutide e tirzepatide: si può donare il sangue?</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 0 0 28px 0; font-size: 1em; color: #222; line-height: 1.7;">
<p><strong style="color: #2e5f8a;">Sintesi.</strong> Donare sangue con semaglutide o tirzepatide è possibile secondo le indicazioni britanniche, brasiliane e dell’American Red Cross, che non considerano questi farmaci un motivo automatico di esclusione. Contano le condizioni del donatore e, in alcuni Paesi, il tempo trascorso dall’inizio della terapia o dall’aumento della dose. Non sono stati individuati studi clinici diretti sulla donazione con queste molecole. In Italia l’idoneità va verificata con il servizio trasfusionale: le indicazioni straniere non sostituiscono la valutazione del centro.</p>
</div>
<p style="font-size: 0.9em; color: #666;">Aggiornato il 15 ottobre 2026</p>
<figure id="attachment_2219" aria-describedby="caption-attachment-2219" style="width: 422px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-2219" src="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-300x200.jpg" alt="Donatrice di sangue assistita da un’infermiera in un centro trasfusionale." width="422" height="281" srcset="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-300x200.jpg 300w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-1024x683.jpg 1024w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-768x512.jpg 768w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-720x480.jpg 720w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-580x387.jpg 580w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue-320x213.jpg 320w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/10/semaglutide-tirzepatide-donazione-sangue.jpg 1200w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /><figcaption id="caption-attachment-2219" class="wp-caption-text">Chi assume semaglutide o tirzepatide deve verificare l’idoneità alla donazione con il proprio centro trasfusionale.</figcaption></figure>
<h2>Introduzione</h2>
<p>È possibile donare sangue con semaglutide o tirzepatide? La risposta ricevuta in Italia può cambiare da un centro all’altro. Per orientarsi occorre distinguere la normativa italiana dalle indicazioni dei servizi esteri che si sono espressi direttamente su questi medicinali.</p>
<blockquote><p>Assumere semaglutide o tirzepatide non significa essere automaticamente esclusi dalla donazione: occorre valutare anche la malattia trattata e le condizioni di salute.</p></blockquote>
<h2>Italia ed Europa: il quadro generale</h2>
<p>Il decreto ministeriale del 2 novembre 2015 non nomina semaglutide né tirzepatide. La valutazione di chi assume medicinali tiene conto del principio attivo, della sua permanenza nell’organismo e della malattia trattata. Anche la guida EDQM del Consiglio d’Europa, edizione 2025, fornisce criteri generali senza nominare queste molecole. Il Consiglio d’Europa è un organismo distinto dall’Unione europea. (Ministero della Salute, 2015; EDQM, 2025)</p>
<p>Nella ricerca svolta non sono state individuate indicazioni nazionali italiane pubbliche specifiche per semaglutide e tirzepatide. Il documento del Centro Nazionale Sangue del febbraio 2026 non fornisce indicazioni sulla donazione durante l’assunzione di farmaci e non cita semaglutide né tirzepatide. L’idoneità viene valutata dal medico del servizio trasfusionale nel quadro della normativa nazionale, e i criteri adottati dai centri possono differire. (Centro Nazionale Sangue, 2026, p. 6; Ministero della Salute, 2015, art. 7)</p>
<h2>Che cosa dicono gli altri Paesi</h2>
<h3>Brasile</h3>
<p>Il Ministero della Salute brasiliano, nella nota tecnica del gennaio 2026, nomina semaglutide, liraglutide, dulaglutide e tirzepatide: l’assunzione non comporta un’esclusione automatica. Prevede però un rinvio di almeno <strong>14 giorni</strong> dopo l’inizio della terapia o l’aumento della dose, oppure dopo la risoluzione di disturbi come nausea, vomito, diarrea persistente, reflusso importante o disidratazione. Questa precauzione tutela il donatore: la disidratazione può favorire cali di pressione e svenimenti durante il prelievo. Si tratta di criteri brasiliani, non di intervalli da applicare automaticamente in Italia. (Ministério da Saúde, 2026)</p>
<h3>Regno Unito</h3>
<p>Il JPAC, il comitato che elabora le raccomandazioni professionali per i servizi trasfusionali britannici, cita semaglutide, tirzepatide e liraglutide nella voce sui medicinali per la perdita di peso. Consente la donazione in assenza di effetti indesiderati significativi, una precauzione volta a tutelare la salute del donatore. Richiede inoltre prescrizione e fornitura regolari e che i dispositivi d’iniezione non vengano condivisi. Chi ha il diabete viene valutato anche secondo i criteri specifici per questa malattia. (JPAC, 2025)</p>
<h3>Islanda</h3>
<p>Il servizio trasfusionale islandese, nella scheda valida dal 20 maggio 2026, consente la donazione se la malattia di base lo permette, la persona sta bene e assume lo stesso farmaco alla stessa dose da almeno <strong>quattro settimane</strong>. Per i medicinali elencati nell’eccezione, fra cui Ozempic, Wegovy, Rybelsus e Saxenda, il sangue può essere donato, ma <strong>il plasma non viene destinato ai pazienti</strong>. A tutela del donatore, non è idoneo chi presenta svenimenti ripetuti, capogiri o sintomi di ipoglicemia. La scheda non nomina tirzepatide né Mounjaro. La valutazione delle condizioni del donatore è quindi distinta dalla limitazione sull’utilizzo del plasma, che riguarda la tutela del ricevente. (Icelandic Blood Bank, 2026)</p>
<h3>Canada</h3>
<p>Canadian Blood Services include semaglutide, con il marchio Ozempic, nell’elenco dei medicinali accettabili per la donazione di sangue e plasma. La pagina non nomina tirzepatide e invita a contattare il servizio per i farmaci non elencati: l’assenza dall’elenco non equivale a un divieto. (Canadian Blood Services)</p>
<h3>Stati Uniti</h3>
<p>L’American Red Cross, in una comunicazione del febbraio 2026, cita Ozempic e Mounjaro fra i medicinali per il diabete o l’insulino-resistenza che, nella maggior parte dei casi, non impediscono la donazione a chi sta bene il giorno del prelievo. Anche qui il requisito di stare bene tutela il donatore durante il prelievo. È un’indicazione di questo servizio, non una norma valida automaticamente per tutti i centri statunitensi. (American Red Cross, 2026)</p>
<h2>Quali dati scientifici sono disponibili?</h2>
<p>Nella ricerca bibliografica svolta per questo articolo su PubMed, nell’ottobre 2026, non sono stati individuati studi prospettici o retrospettivi che valutino direttamente la tollerabilità della donazione o le conseguenze per i riceventi del sangue di persone trattate con semaglutide o tirzepatide.</p>
<p>Le raccomandazioni disponibili rappresentano quindi una valutazione professionale del rischio basata sulle conoscenze attuali, non su studi clinici diretti sulla donazione con queste molecole. L’assenza di studi non dimostra né un danno né la sua assenza.</p>
<h2>Che cosa fare prima di donare</h2>
<p>È utile contattare il centro e comunicare il nome del farmaco, il motivo della prescrizione, la dose e gli eventuali aumenti recenti. Vanno riferiti i disturbi presenti, le <a href="https://www.obesita.com/interazioni-glp-1-semaglutide-tirzepatide-orforglipron/">altre terapie</a> e le condizioni di salute rilevanti.</p>
<p>La salute di chi dona va tutelata: vomito, diarrea o difficoltà a bere e alimentarsi possono compromettere l’idratazione e rendere meno tollerabile il prelievo. Una persona che assume da tempo una dose stabile e sta bene si trova in una situazione diversa da chi ha appena iniziato la terapia o aumentato la dose e presenta disturbi. Rientrano nelle precauzioni generali anche l’uso di medicinali regolarmente prescritti e il divieto di condividere penne o aghi. (JPAC, 2025; Ministério da Saúde, 2026)</p>
<p><strong>La terapia non va sospesa autonomamente per poter donare.</strong> Anche l’OMS raccomanda di non omettere i medicinali abituali per presentarsi alla donazione. (OMS, 2012, §6.2)</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>In sintesi:</strong> le indicazioni britanniche, brasiliane e dell’American Red Cross non considerano semaglutide o tirzepatide un motivo automatico di esclusione, ma richiedono una valutazione delle condizioni del donatore. In Italia l’idoneità e l’eventuale sospensione dalla donazione vanno verificate con il proprio servizio trasfusionale, senza interrompere autonomamente il trattamento.</p>
<hr />
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Le indicazioni straniere valgono anche per chi dona in Italia?</h3>
<p>No. Descrivono i criteri adottati dai rispettivi servizi, ma l’idoneità in Italia viene valutata dal medico del centro trasfusionale secondo la normativa nazionale. (Ministero della Salute, 2015)</p>
<h3>Essere ammessi alla donazione significa che tutti i componenti del sangue verranno utilizzati?</h3>
<p>Non necessariamente. La scheda islandese, per esempio, ammette la donazione durante il trattamento stabile con semaglutide, ma prevede che il plasma non venga destinato ai pazienti. L’idoneità del donatore e l’utilizzo dei singoli emocomponenti sono due valutazioni distinte. (Icelandic Blood Bank, 2026)</p>
<h2>Glossario dei termini principali</h2>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;">
<p><strong>Idoneità alla donazione:</strong> valutazione che stabilisce se una persona può donare nel rispetto dei criteri di sicurezza.</p>
<p><strong>Rinvio temporaneo:</strong> periodo durante il quale la donazione viene rimandata.</p>
<p><strong>Plasma:</strong> parte liquida del sangue, che può essere raccolta e utilizzata separatamente dagli elementi cellulari.</p>
<p><strong>Studio prospettico / retrospettivo:</strong> studio che segue i partecipanti nel tempo / studio che analizza dati già raccolti.</p>
<p><strong>EDQM:</strong> Direzione europea della qualità dei medicinali e dell’assistenza sanitaria del Consiglio d’Europa.</p>
</div>
<h2>Bibliografia</h2>
<p>Fonti consultate il 14–15 ottobre 2026.</p>
<dl>
<dt>American Red Cross (2026)</dt>
<dd>Boost the blood supply: Red Cross offers free A1C testing as 1 in 5 donors have levels in prediabetic or diabetic range. Comunicato regionale (Illinois), 25 febbraio 2026, FAQ sui medicinali.<br />
<a href="https://www.redcross.org/local/illinois/about-us/news-and-events/boost-the-blood-supply--red-cross-offers-free-a1c-testing-as-1-i.html" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>Canadian Blood Services</dt>
<dd>Eligibility: medications and vaccinations.<br />
<a href="https://www.blood.ca/en/blood/am-i-eligible-donate-blood/eligibility/medications-vaccinations" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>Centro Nazionale Sangue (2026)</dt>
<dd>Documento tecnico. Motivi di sospensione temporanea e permanente dei donatori. Febbraio 2026. P. 6: il documento precisa di non trattare il differimento per utilizzo di farmaci.<br />
<a href="https://www.centronazionalesangue.it/wp-content/uploads/2026/02/Documento-Tecnico-Motivi-di-sospensione-donatori-v.03-del-2026_def_rev4-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>EDQM (2025)</dt>
<dd>Guide to the preparation, use and quality assurance of blood components. 22nd edition. Council of Europe. §2.3.4.6, p. 143.<br />
<a href="https://www.edqm.eu/en/web/edqm/blood-guide" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>Icelandic Blood Bank (2026)</dt>
<dd>A10 – Drugs used in diabetes. A10B: Blood glucose lowering drugs, excl. insulin. Scheda sui criteri di idoneità, valida dal 20 maggio 2026. Portale Ísland.is.<br />
<a href="https://island.is/en/o/icelandic-blood-bank/affecting-factors/741YolM094u8Nu1oh1PvjS" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>JPAC (2025)</dt>
<dd>Weight loss medication — Whole blood and components. Voce introdotta nella WB-DSG Edition 203, Release 78, 28 agosto 2025.<br />
<a href="https://www.jpac.org.uk/guidelines/wb/index/weight-loss-medication/" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>Ministério da Saúde, Brasil (2026)</dt>
<dd>Nota Técnica nº 5/2026-CGSH/DAET/SAES/MS. Indicazioni sull’uso di agonisti del recettore GLP-1 e donazione di sangue, 20 gennaio 2026.<br />
<a href="https://www.gov.br/saude/pt-br/centrais-de-conteudo/publicacoes/notas-tecnicas/2026/nota-tecnica-no-5-2026-cgsh-daet-saes-ms.pdf" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>Ministero della Salute (2015)</dt>
<dd>Decreto 2 novembre 2015. Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti. GU n. 300 del 28 dicembre 2015, SO n. 69. Artt. 5 e 7; Allegato III, B.3.3.<br />
<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2015/12/28/300/so/69/sg/pdf" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
<dt>World Health Organization (2012)</dt>
<dd>Blood Donor Selection: Guidelines on Assessing Donor Suitability for Blood Donation. Geneva: WHO. Capitolo 6, §6.2.<br />
<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/books/NBK138208/?report=classic" target="_blank" rel="noopener">Consulta la fonte</a></dd>
</dl>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GLP-1 in gravidanza: semaglutide, tirzepatide e rischio di malformazioni</title>
		<link>https://www.obesita.com/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I GLP-1 non vanno usati intenzionalmente in gravidanza, ma l’esposizione accidentale precoce a semaglutide o tirzepatide non sembra aumentare chiaramente il rischio di malformazioni. La terapia va sospesa e la gravidanza seguita con controlli adeguati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- obesita.com — Articolo: GLP-1 in gravidanza (semaglutide e tirzepatide) — incollare nel blocco HTML di Gutenberg --></p>
<p><!-- SINTESI (box blu) --></p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 0 0 28px 0; font-size: 1em; color: #222; line-height: 1.7;"><strong style="color: #2e5f8a;">Sintesi.</strong> Gli studi sugli animali mostrano un segnale di rischio per semaglutide e tirzepatide. Negli studi sull&#8217;uomo, però — coorti prospettiche e ampi dati real world — l&#8217;esposizione accidentale nelle prime settimane non si associa a un aumento chiaro delle malformazioni congenite maggiori. Per chi resta incinta durante la terapia, il rischio percepito è spesso maggiore del rischio documentato. La condotta corretta resta quella di non usare i GLP-1 in gravidanza in modo intenzionale, sospenderli prima di un concepimento programmato e, se la gravidanza avviene comunque, interromperli e rassicurare la paziente, senza alcuna indicazione automatica all&#8217;interruzione.</div>
<figure id="attachment_1795" aria-describedby="caption-attachment-1795" style="width: 455px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class=" wp-image-1795" src="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-300x200.jpg" alt="GLP-1 in gravidanza, semaglutide e tirzepatide: rischio di malformazioni fetali" width="455" height="303" srcset="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-300x200.jpg 300w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-1024x683.jpg 1024w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-768x512.jpg 768w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-720x480.jpg 720w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-580x387.jpg 580w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200-320x213.jpg 320w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/06/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide-malformazioni-1200.jpg 1200w" sizes="(max-width: 455px) 100vw, 455px" /><figcaption id="caption-attachment-1795" class="wp-caption-text">Semaglutide e tirzepatide non sono raccomandati in gravidanza, ma i dati umani disponibili sono rassicuranti per l’esposizione accidentale precoce.</figcaption></figure>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Semaglutide e tirzepatide sono entrati nella vita di milioni di donne in età fertile, sia per il diabete di tipo 2 sia per l&#8217;obesità. Una parte di queste donne scopre di essere incinta mentre sta ancora assumendo il farmaco, e la prima domanda che pone è quasi sempre la stessa: «Ho fatto del male al bambino?».</p>
<p>Con il termine <strong>GLP-1 AR (agonista recettoriale del GLP-1)</strong> si indica la classe di farmaci che imita un ormone intestinale per ridurre l&#8217;appetito e migliorare il controllo della glicemia; tirzepatide agisce anche su un secondo recettore, il GIP. Nessuno di questi farmaci è autorizzato in gravidanza, perché mancano studi disegnati per dimostrarne la sicurezza. La domanda sui GLP-1 in gravidanza, però, non riguarda solo l&#8217;uso intenzionale: riguarda soprattutto l&#8217;esposizione involontaria nelle prime settimane, quando spesso la donna non sa ancora di aspettare un bambino.</p>
<p>Gravidanza e allattamento richiedono valutazioni distinte. I dati disponibili sul passaggio nel latte materno e sulle raccomandazioni cliniche sono esaminati nell’articolo dedicato a <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-allattamento-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="569" data-end="621">semaglutide e tirzepatide durante l’allattamento</strong></a>.</p>
<p>Ma cosa dicono realmente i dati scientifici disponibili?</p>
<blockquote style="border-left: 4px solid #2e5f8a; background-color: #f7f9fc; margin: 24px 0; padding: 12px 18px; font-style: italic; color: #1a3a5c;"><p>&nbsp;</p>
<p>Il segnale che preoccupa nasce sugli animali; sull&#8217;uomo, finora, non si è tradotto in un aumento evidente delle malformazioni.</p></blockquote>
<h2>La finestra che conta: organogenesi e primo trimestre</h2>
<p>Le malformazioni strutturali si formano in una fase precisa dello sviluppo, l&#8217;<strong>organogenesi</strong>, che nell&#8217;essere umano si concentra tra la terza e l&#8217;ottava settimana dopo il concepimento. Questa fase è la finestra in cui un agente esterno può alterare la formazione degli organi. Proprio in quelle settimane molte gravidanze non sono ancora note, ed è qui che si colloca l&#8217;esposizione accidentale ai GLP-1.</p>
<p>Quando si parla di <strong>malformazioni congenite maggiori</strong>, si intendono i difetti strutturali con un impatto clinico rilevante — per esempio cardiopatie, difetti del tubo neurale, labiopalatoschisi — che ricorrono nel 3-5% circa di tutte le gravidanze, anche senza alcuna esposizione a farmaci. Qualsiasi valutazione del rischio parte da questo dato di fondo: un certo numero di malformazioni si verifica comunque, e il problema scientifico è capire se un farmaco lo aumenta.</p>
<h2>Cosa mostrano i dati sugli animali</h2>
<p>Le schede tecniche di entrambi i farmaci riportano segnali negli studi di riproduzione animale. Per <strong>semaglutide</strong>, nei ratti esposti durante l&#8217;organogenesi si osservano mortalità embrio-fetale, anomalie strutturali e alterazioni della crescita a esposizioni materne inferiori alla massima dose raccomandata nell&#8217;uomo; nelle scimmie sono comparse anomalie scheletriche sporadiche a esposizioni superiori a quelle umane (FDA Wegovy, 2024; EMA Wegovy).</p>
<p>Per <strong>tirzepatide</strong> (in Italia <strong>Mounjaro</strong>), nei ratti trattati durante l&#8217;organogenesi si registrano riduzione della crescita fetale e anomalie fetali a esposizioni clinicamente rilevanti, con segnalazioni di teratogenicità, fetotossicità e aborto (EMA Mounjaro).</p>
<p>C&#8217;è però un dettaglio che cambia l&#8217;interpretazione. In quasi tutti questi esperimenti gli effetti sul feto si accompagnano a una marcata <strong>tossicità materna</strong>: gli animali mangiano meno e perdono peso, proprio perché il farmaco riduce l&#8217;appetito. Diventa quindi difficile separare un effetto teratogeno diretto da un danno secondario alla denutrizione e al calo ponderale della madre. Il segnale animale esiste, ma non è automaticamente trasferibile all&#8217;uomo.</p>
<p><!-- Nota metodologica (box blu) --></p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #1a3a5c; line-height: 1.7;"><strong>Nota metodologica.</strong> La barriera placentare conta. I GLP-1 AR sono molecole peptidiche di grandi dimensioni, che attraversano la placenta in misura molto limitata: studi ex vivo sulla placenta umana hanno mostrato per exenatide un rapporto feto-materno ≤0,017 e per liraglutide un passaggio trascurabile (Hviid et al., 2026). Questa limitata esposizione fetale è una delle ragioni biologiche per cui il segnale osservato negli animali, ottenuto con esposizioni materne elevate, potrebbe non riflettersi nell&#8217;uomo.</div>
<h2>I GLP-1 in gravidanza: i dati sull&#8217;uomo tra studi prospettici e real world</h2>
<p>Qui il quadro diventa più rassicurante. Negli ultimi anni si sono accumulati studi osservazionali, registri e revisioni sistematiche che convergono su un messaggio coerente: l&#8217;esposizione accidentale precoce non si associa a un aumento evidente delle malformazioni maggiori.</p>
<h3>Le coorti e i registri</h3>
<p>Lo studio di coorte multinazionale più ampio ha confrontato oltre 50.000 gravidanze in donne con diabete di tipo 2, valutando l&#8217;uso periconcezionale di farmaci di seconda linea rispetto all&#8217;insulina: per i GLP-1 AR non è emerso un aumento delle malformazioni maggiori (Cesta et al., 2024). Una coorte prospettica europea su 168 gravidanze esposte nel primo trimestre, basata su sei servizi di teratologia, non ha trovato differenze rispetto ai gruppi di confronto con diabete o con sovrappeso-obesità (Dao et al., 2024). Un registro danese su un piccolo gruppo di gravidanze esposte a semaglutide è arrivato alle stesse conclusioni, pur con numeri ridotti (Kolding et al., 2025).</p>
<h3>Le analisi più recenti e ampie</h3>
<p>Nel 2026 le evidenze si sono ulteriormente consolidate. Una <em>target trial emulation</em> — uno studio osservazionale costruito per imitare una sperimentazione randomizzata — su 3.572 gravidanze ha confrontato chi proseguiva il GLP-1 AR nel primo trimestre con chi lo sospendeva, senza un aumento chiaro di malformazioni o di crescita fetale anomala; le stime restavano però imprecise per gli esiti più rari (Brown et al., 2026). La più ampia revisione sistematica con metanalisi a oggi, su oltre 49.000 gravidanze esposte periconcezionalmente, non ha evidenziato un aumento netto delle malformazioni congenite maggiori, pur sottolineando limiti di qualità ed eterogeneità (Hakim et al., 2026).</p>
<h3>Obesità o diabete? Il segnale ostetrico</h3>
<p>Un punto è cruciale per leggere correttamente questi dati. Uno studio nazionale danese ha osservato un aumento del rischio di parto pretermine con esposizione periconcezionale ai GLP-1 AR quando usati per il diabete, ma non quando usati per il controllo del peso: il fattore determinante sembra quindi la malattia diabetica sottostante, più che il farmaco in sé (Hviid et al., 2026). Tradotto: gran parte del rischio attribuito ai GLP-1 in gravidanza appartiene in realtà al contesto clinico — diabete non controllato, obesità — in cui questi farmaci vengono usati.</p>
<h2>Il rischio reale per chi rimane incinta durante la terapia</h2>
<p>Mettendo insieme i dati, il messaggio per una donna che scopre una gravidanza durante la terapia è ragionevolmente tranquillizzante. Il rischio di malformazioni dopo esposizione accidentale precoce è reale, perché nessuna gravidanza è mai a rischio zero, ma appare minore di quanto la sola lettura delle schede tecniche e dei dati animali farebbe temere. Nessuno degli studi sull&#8217;uomo ha finora mostrato un eccesso evidente di malformazioni maggiori rispetto ai gruppi di confronto.</p>
<p>Questo non equivale a dichiarare una sicurezza assoluta. I numeri, soprattutto per gli esiti rari, restano ancora limitati e imprecisi, e nessuno studio è disegnato per autorizzare l&#8217;uso intenzionale dei GLP-1 in gravidanza. La distinzione corretta è tra <strong>esposizione accidentale</strong>, verso cui i dati offrono rassicurazione, e <strong>uso intenzionale</strong>, che resta sconsigliato perché il dimagrimento non porta alcun beneficio al feto e può anzi essere dannoso. Su questa stessa logica si fonda l&#8217;idea della terapia dell&#8217;obesità come trattamento cronico da gestire nel tempo, di cui parliamo in <a href="https://www.obesita.com/perche-usare-farmaci-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener">«Perché usare i farmaci»</a>.</p>
<h2>Usare i GLP-1 in gravidanza: programmazione, sospensione e contraccezione</h2>
<p>La gestione pratica cambia a seconda che la gravidanza sia programmata o scoperta a posteriori, e a seconda dell&#8217;indicazione per cui si usa il farmaco.</p>
<h3>Se la gravidanza è programmata</h3>
<p>Per semaglutide la scheda tecnica raccomanda la sospensione <strong>almeno 2 mesi prima</strong> del concepimento, per via della lunga emivita della molecola (FDA Wegovy, 2024; EMA Wegovy). Per tirzepatide l&#8217;emivita è più breve, circa 5 giorni, e la scheda europea indica la sospensione almeno <strong>4 settimane (circa un mese)</strong> prima di cercare una gravidanza, con contraccezione efficace durante tutta la terapia (EMA Mounjaro).</p>
<p>Nelle donne con diabete la sospensione non va fatta «a secco». La linea guida congiunta di Endocrine Society ed European Society of Endocrinology del 2025 suggerisce di interrompere il GLP-1 AR prima del concepimento, ma avverte che una sospensione brusca può causare iperglicemia e recupero di peso, che a loro volta aumentano il rischio di malformazioni e aborto: serve quindi una transizione pianificata verso una terapia compatibile con la gravidanza, tipicamente l&#8217;insulina (Endocrine Society &amp; ESE, 2025).</p>
<h3>Che cosa succede dopo la sospensione dei GLP-1 AR?</h3>
<p>Gli studi sugli esiti ostetrici dopo un precedente trattamento con GLP-1 AR hanno fornito risultati discordanti: alcuni hanno osservato esiti più favorevoli, altri una maggiore frequenza di alcune complicanze della gravidanza (Imbroane et al., 2025; Maya et al., 2025; Yu et al., 2026).</p>
<p>Una possibile spiegazione è il <strong>recupero del peso e il peggioramento metabolico dopo la sospensione</strong> della terapia. Alcuni dati sostengono questa ipotesi, ma non dimostrano che le complicanze osservate dipendano da questi cambiamenti piuttosto che dalle condizioni metaboliche preesistenti delle donne trattate (Banerjee et al., 2026; Chukir et al., 2026).</p>
<p>Per questo motivo, le nuove raccomandazioni dell&#8217;American College of Obstetricians and Gynecologists sottolineano l&#8217;importanza di accompagnare la sospensione dei GLP-1 AR con un adeguato controllo del peso, dell&#8217;alimentazione e dell&#8217;attività fisica, prima e durante la gravidanza (ACOG, 2026).</p>
<h3>Attenzione alla pillola: il caso particolare di tirzepatide</h3>
<p>Un aspetto spesso trascurato riguarda proprio chi non vuole una gravidanza. Tirzepatide rallenta lo svuotamento gastrico e può modificare l&#8217;assorbimento dei farmaci assunti per bocca, compresi i contraccettivi orali.</p>
<p>La scheda tecnica europea di Mounjaro riporta che, dopo una singola dose di tirzepatide 5 mg, l&#8217;esposizione a etinilestradiolo e norgestimato si riduce di circa il 20%, con una riduzione più marcata del picco plasmatico. EMA giudica questa riduzione non clinicamente rilevante e non richiede un aggiustamento della dose della pillola.</p>
<p>Altre agenzie e società scientifiche, tra cui FDA, MHRA, FSRH e TGA, adottano però una posizione più prudente: nelle donne che usano contraccettivi orali consigliano di passare a un metodo non orale o di aggiungere un metodo di barriera per 4 settimane dopo l&#8217;inizio di tirzepatide e per 4 settimane dopo ogni aumento di dose.</p>
<p>I metodi che non dipendono dall&#8217;assorbimento intestinale — spirale, impianto, anello, cerotto — non sono interessati da questa interazione.</p>
<p>l tema della contraccezione si collega anche alle possibili interazioni con i farmaci assunti per bocca. Tirzepatide e orforglipron possono richiedere cautele specifiche con i contraccettivi orali, come spiegato nell&#8217;articolo sulle <a href="https://www.obesita.com/interazioni-glp-1-semaglutide-tirzepatide-orforglipron/">interazioni GLP-1</a>.</p>
<p><!-- Attenzione clinica (box ambra) --></p>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;"><strong>Attenzione clinica.</strong> Se la gravidanza è già avvenuta durante la terapia, la condotta è chiara: sospendere il farmaco, ottimizzare glicemia e nutrizione, programmare un&#8217;ecografia morfologica accurata e affidarsi a un percorso ostetrico dedicato. L&#8217;esposizione accidentale, da sola, non costituisce un&#8217;indicazione all&#8217;interruzione di gravidanza.</div>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Sul rapporto tra GLP-1 in gravidanza e malformazioni, scienza e prudenza dicono cose diverse ma conciliabili. Gli animali segnalano un rischio; l&#8217;uomo, finora, non lo conferma per l&#8217;esposizione accidentale precoce. Tra i due estremi, allarme e disinvoltura, la posizione corretta è quella intermedia: non usare questi farmaci in gravidanza in modo intenzionale, programmarne la sospensione prima di cercare un figlio e gestire l&#8217;esposizione accidentale con rassicurazione informata, non con il panico.</p>
<p>Vale infine la distinzione di fondo tra obesità e diabete. Una parte del rischio attribuito ai farmaci appartiene in realtà alla malattia di base, e questo aiuta a inquadrare con più serenità le donne che li usano per il controllo del peso.</p>
<p><strong>In sintesi:</strong> i dati sull&#8217;uomo sono rassicuranti per l&#8217;esposizione accidentale precoce, ma insufficienti per autorizzare l&#8217;uso intenzionale; chi programma una gravidanza sospende prima (almeno 2 mesi per semaglutide, circa un mese per tirzepatide), e chi resta incinta durante la terapia sospende e si affida al proprio medico, senza che l&#8217;esposizione da sola giustifichi l&#8217;interruzione.</p>
<hr />
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Sono rimasta incinta mentre prendevo Ozempic o Wegovy: devo preoccuparmi?</h3>
<p>I dati disponibili sull&#8217;esposizione accidentale nelle prime settimane sono rassicuranti: non emerge un aumento chiaro delle malformazioni maggiori. Sospenda il farmaco e contatti il medico, ma senza panico.</p>
<h3>L&#8217;esposizione al farmaco è un motivo per interrompere la gravidanza?</h3>
<p>No. L&#8217;esposizione accidentale, da sola, non è un&#8217;indicazione all&#8217;interruzione. Il percorso corretto prevede sospensione del farmaco, ecografia morfologica accurata e controlli ostetrici dedicati.</p>
<h3>Quanto tempo prima di cercare una gravidanza devo sospendere?</h3>
<p>Per semaglutide almeno 2 mesi prima, per la lunga emivita. Per tirzepatide circa un mese. In caso di diabete, la sospensione va programmata con il medico insieme al passaggio a una terapia compatibile.</p>
<h3>Mounjaro può far fallire la pillola anticoncezionale?</h3>
<p>Mounjaro non «annulla» automaticamente la pillola, ma può ridurne temporaneamente l&#8217;assorbimento, soprattutto all&#8217;inizio della terapia e dopo ogni aumento di dose. EMA giudica la riduzione osservata non clinicamente rilevante; altre agenzie consigliano prudenzialmente un metodo non orale o una barriera per 4 settimane dopo l&#8217;inizio e dopo ogni incremento di dose.</p>
<h3>Ho il diabete: posso continuare il GLP-1 in gravidanza?</h3>
<p>L&#8217;uso in gravidanza non è raccomandato. L&#8217;obiettivo è passare per tempo a una terapia compatibile, di norma l&#8217;insulina, evitando però una sospensione brusca che farebbe risalire glicemia e peso.</p>
<h3>Quanto contano i dati sugli animali?</h3>
<p>Segnalano un rischio possibile, ma sono in buona parte spiegati dalla tossicità materna e da esposizioni molto elevate. Essendo molecole grandi, i GLP-1 AR attraversano poco la placenta, e i dati sull&#8217;uomo risultano più tranquillizzanti.</p>
<h2>Glossario dei termini principali</h2>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;">
<p><strong>GLP-1 AR (agonista recettoriale del GLP-1)</strong>: farmaco che imita un ormone intestinale per ridurre l&#8217;appetito e migliorare il controllo della glicemia. Tirzepatide agisce anche sul recettore GIP.</p>
<p><strong>Organogenesi</strong>: fase dello sviluppo embrionale in cui si formano gli organi, concentrata tra la terza e l&#8217;ottava settimana dopo il concepimento; è la finestra più sensibile agli agenti che possono causare malformazioni.</p>
<p><strong>Malformazione congenita maggiore</strong>: difetto strutturale presente alla nascita con impatto clinico rilevante (per esempio cardiopatie o difetti del tubo neurale). Ricorre nel 3-5% circa di tutte le gravidanze.</p>
<p><strong>Esposizione periconcezionale</strong>: assunzione del farmaco nel periodo a cavallo del concepimento, comprese le settimane immediatamente precedenti e successive.</p>
<p><strong>Emivita</strong>: tempo necessario perché la concentrazione del farmaco nell&#8217;organismo si dimezzi; più è lunga, più tempo serve per eliminarlo prima di una gravidanza.</p>
<p><strong>Target trial emulation</strong>: studio osservazionale costruito sui dati reali per imitare il disegno di una sperimentazione randomizzata, riducendo alcune distorsioni tipiche delle coorti.</p>
<p><strong>Cmax</strong>: concentrazione massima raggiunta da un farmaco nel sangue dopo l&#8217;assunzione.</p>
<p><strong>AUC</strong>: esposizione complessiva dell&#8217;organismo a un farmaco nel tempo.</p>
</div>
<h2>Bibliografia</h2>
<dl>
<dt>American College of Obstetricians and Gynecologists – ACOG (2026)</dt>
<dd>Use of Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists in Pregnancy and Lactation. <em>Practice Advisory.</em> October 2026.<br />
<a href="https://www.acog.org/clinical/guidance/practice-advisory/2026/10/use-of-glucagon-like-peptide-1-receptor-agonists-in-pregnancy-and-lactation" target="_blank" rel="noopener">Documento ACOG</a></dd>
<dt>Banerjee M, Dutta S, Dasgupta S. (2026)</dt>
<dd>Pre-Pregnancy GLP-1 Receptor Agonist or Tirzepatide Use and Gestational Diabetes Risk: Evaluating Pharmacodynamic Carry-Over Versus Post-Discontinuation Metabolic Rebound in a Multinational Federated Cohort. <em>Diabetes Obes Metab.</em> 28(7):6370–6379.<br />
<a href="https://doi.org/10.1111/dom.70853" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1111/dom.70853</a></dd>
<dt>Brown JP, et al. (2026)</dt>
<dd>Continuing Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists Into the First Trimester of Pregnancy and Pregnancy Outcomes: A Target Trial Emulation Study Using Claims Information. <em>Ann Intern Med.</em> 179(7):929–937.<br />
<a href="https://doi.org/10.7326/ANNALS-25-04820" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.7326/ANNALS-25-04820</a></dd>
<dt>Cesta CE, et al. (2024)</dt>
<dd>Safety of GLP-1 Receptor Agonists and Other Second-Line Antidiabetics in Early Pregnancy. <em>JAMA Intern Med.</em> 184(2):144–152.<br />
<a href="https://doi.org/10.1001/jamainternmed.2023.6663" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1001/jamainternmed.2023.6663</a></dd>
<dt>Chukir T, et al. (2026)</dt>
<dd>A single centre retrospective study of the long-term weight and pregnancy-related outcomes in women of reproductive age before and after liraglutide exposure. <em>Int J Obes (Lond).</em> 50(9):1923–1927.<br />
<a href="https://doi.org/10.1038/s41366-026-02111-5" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1038/s41366-026-02111-5</a></dd>
<dt>Dao K, et al. (2024)</dt>
<dd>Use of GLP-1 receptor agonists in early pregnancy and reproductive safety: a multicentre, observational, prospective cohort study based on the databases of six Teratology Information Services. <em>BMJ Open.</em> 14(4):e083550.<br />
<a href="https://doi.org/10.1136/bmjopen-2023-083550" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1136/bmjopen-2023-083550</a></dd>
<dt>Endocrine Society &amp; European Society of Endocrinology (2025)</dt>
<dd>Preexisting Diabetes and Pregnancy: An Endocrine Society and European Society of Endocrinology Joint Clinical Practice Guideline. <em>J Clin Endocrinol Metab.</em> 110(9):2405–2452.<br />
<a href="https://doi.org/10.1210/clinem/dgaf288" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1210/clinem/dgaf288</a></dd>
<dt>European Medicines Agency – Mounjaro (tirzepatide)</dt>
<dd>Summary of Product Characteristics. Product Information.<br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/mounjaro" target="_blank" rel="noopener">EMA – Mounjaro</a></dd>
<dt>European Medicines Agency – Wegovy (semaglutide)</dt>
<dd>Summary of Product Characteristics. Product Information.<br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/wegovy" target="_blank" rel="noopener">EMA – Wegovy</a></dd>
<dt>Faculty of Sexual &amp; Reproductive Healthcare – FSRH (2025)</dt>
<dd>FSRH Statement: Glucagon-like peptide-1 (GLP-1) agonists and oral contraception.<br />
<a href="https://www.fsrh.org/Common/Uploaded%20files/documents/CEU-statement-GLP-1-agonists-and-contraception.pdf" target="_blank" rel="noopener">Documento FSRH</a></dd>
<dt>Hakim J, Rajesh D, Tello JA. (2026)</dt>
<dd>Neonatal and obstetric outcomes following periconceptional exposure to glucagon-like peptide-1 receptor agonists: a systematic review and meta-analysis. <em>Am J Obstet Gynecol.</em> 235(4):800–816.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/j.ajog.2026.04.037" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.ajog.2026.04.037</a></dd>
<dt>Hviid KVR, et al. (2026)</dt>
<dd>Periconceptional GLP-1 receptor agonist exposure and obstetric outcomes: a Danish nationwide cohort study. <em>Hum Reprod Open.</em> 2026(2):hoag015.<br />
<a href="https://doi.org/10.1093/hropen/hoag015" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1093/hropen/hoag015</a></dd>
<dt>Imbroane MR, LeMoine F, Nau CT. (2025)</dt>
<dd>Preconception glucagon-like peptide-1 receptor agonist use associated with decreased risk of adverse obstetrical outcomes. <em>Am J Obstet Gynecol.</em> 233(2):116.e1–116.e7.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/j.ajog.2025.01.019" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.ajog.2025.01.019</a></dd>
<dt>Kolding L, et al. (2025)</dt>
<dd>Pregnancy Outcomes After Semaglutide Exposure. <em>Basic Clin Pharmacol Toxicol.</em> 136(4):e70021.<br />
<a href="https://doi.org/10.1111/bcpt.70021" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1111/bcpt.70021</a></dd>
<dt>Maya J, et al. (2025)</dt>
<dd>Gestational Weight Gain and Pregnancy Outcomes After GLP-1 Receptor Agonist Discontinuation. <em>JAMA.</em> 334(24):2186–2196.<br />
<a href="https://doi.org/10.1001/jama.2025.20951" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1001/jama.2025.20951</a></dd>
<dt>U.S. Food and Drug Administration – Mounjaro (tirzepatide)</dt>
<dd>Prescribing Information. Sezioni su contraccettivi orali e donne in età fertile.<br />
<a href="https://pi.lilly.com/us/mounjaro-uspi.pdf" target="_blank" rel="noopener">FDA – Mounjaro Prescribing Information</a></dd>
<dt>U.S. Food and Drug Administration – Wegovy (semaglutide) (2024)</dt>
<dd>Highlights of Prescribing Information.<br />
<a href="https://www.accessdata.fda.gov/drugsatfda_docs/label/2024/215256s021lbl.pdf" target="_blank" rel="noopener">FDA – Wegovy Prescribing Information</a></dd>
<dt>Yu Y, et al. (2026)</dt>
<dd>Gestational Weight Gain and Pregnancy Outcomes After Semaglutide Exposure. <em>Obstet Gynecol.</em> 148(2):229–237.<br />
<a href="https://doi.org/10.1097/AOG.0000000000006325" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1097/AOG.0000000000006325</a></dd>
</dl>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/glp-1-gravidanza-semaglutide-tirzepatide/">GLP-1 in gravidanza: semaglutide, tirzepatide e rischio di malformazioni</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza di Semaglutide e Tirzepatide nell’Allattamento: Evidenze e Raccomandazioni</title>
		<link>https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-allattamento-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 12:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza dei farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci anti-obesità]]></category>
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		<category><![CDATA[Semaglutide]]></category>
		<category><![CDATA[Tirzepatide]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.obesita.com/?p=1146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Semaglutide e tirzepatide in allattamento: i dati disponibili indicano un passaggio minimo o non rilevabile nel latte materno per le formulazioni iniettabili. L’RCP europeo consente di prendere in considerazione la tirzepatide, ma non la semaglutide. Le nuove raccomandazioni ACOG 2026 sottolineano l’importanza di una valutazione individuale, considerando anche la crescita del bambino e gli effetti indiretti del dimagrimento sulla nutrizione materna.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 0 0 28px 0; font-size: 1em; color: #222; line-height: 1.7;"><strong style="color: #2e5f8a;">Sintesi.</strong> Le conoscenze sulla sicurezza di semaglutide e tirzepatide durante l&#8217;allattamento sono cambiate. Gli studi disponibili indicano un passaggio nel latte materno assente o molto basso, ma i dati sulla sicurezza per il bambino restano limitati. Nel 2026, il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) europeo di Mounjaro è stato aggiornato e ora contempla l&#8217;impiego della tirzepatide durante l&#8217;allattamento, mentre quello della semaglutide continua a sconsigliarlo. Le nuove raccomandazioni ACOG dell&#8217;ottobre 2026 aprono alla possibilità di una valutazione individualizzata, con particolare attenzione all&#8217;età del lattante, alla sua crescita e alla nutrizione materna.</div>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Le chiamate al centro di farmacologia dell&#8217;allattamento della Texas Tech University riguardanti la semaglutide sono aumentate di oltre il 500% tra il 2021 e il 2024 (Diab et al., 2024). È il segnale di una domanda reale: molte donne che allattano e devono gestire il peso si chiedono se possano utilizzare questi farmaci.</p>
<p>Negli ultimi anni sono comparsi i primi studi sul trasferimento di semaglutide e tirzepatide nel latte materno. Nel 2026 sono arrivati anche importanti aggiornamenti regolatori e le nuove raccomandazioni dell&#8217;American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG).</p>
<p>Il quadro è oggi meno restrittivo rispetto al passato, soprattutto per la tirzepatide, ma rimangono questioni scientifiche ancora aperte.</p>
<h2>Cos&#8217;è la dose relativa per il lattante</h2>
<p>Per valutare l&#8217;esposizione del bambino a un farmaco assunto dalla madre si utilizza la <strong>dose relativa per il lattante (RID)</strong>: la quantità di farmaco che il bambino riceverebbe attraverso il latte, espressa come percentuale della dose materna rapportata al peso corporeo.</p>
<p>Per molti farmaci, una RID inferiore al 10% viene generalmente considerata rassicurante. Questa soglia, tuttavia, non rappresenta una garanzia universale di sicurezza: contano anche la tossicità del farmaco, la capacità del bambino di assorbirlo e la sua età.</p>
<blockquote><p>Un passaggio molto basso del farmaco nel latte è rassicurante, ma non basta, da solo, a dimostrarne la sicurezza durante l&#8217;allattamento.</p></blockquote>
<h2>La posizione europea: Mounjaro e semaglutide</h2>
<h3>Mounjaro: che cosa è cambiato nel 2026</h3>
<p>Il cambiamento più importante riguarda la tirzepatide, commercializzata in Italia come Mounjaro. L&#8217;RCP europeo aggiornato nel 2026 afferma che <strong>la tirzepatide può essere presa in considerazione durante l&#8217;allattamento</strong> (EMA, 2026).</p>
<p>La conclusione si basa sui dati che mostrano concentrazioni di farmaco nel latte non rilevabili o molto basse e sulla scarsa probabilità che una piccola quantità eventualmente ingerita venga assorbita in forma integra dall&#8217;intestino del lattante.</p>
<p>Si tratta di un cambiamento regolatorio sostanziale: il testo europeo non richiede più di evitare sistematicamente la tirzepatide durante l&#8217;allattamento. Questo, però, non equivale a raccomandarne l&#8217;impiego in tutte le donne che allattano. La decisione resta individuale e dipende dalla necessità della terapia e dalle condizioni della madre e del bambino.</p>
<h3>Semaglutide: perché la posizione europea è diversa</h3>
<p>Per la semaglutide iniettabile, commercializzata come Wegovy e Ozempic, la posizione regolatoria europea rimane restrittiva. L&#8217;RCP indica che il farmaco <strong>non deve essere utilizzato durante l&#8217;allattamento</strong>, perché non è possibile escludere un rischio per il bambino (EMA, RCP Wegovy).</p>
<p>Questa differenza non dimostra che la tirzepatide sia più sicura della semaglutide. I dati disponibili sul trasferimento nel latte sono preliminarmente rassicuranti per entrambe le molecole. Le conclusioni regolatorie, tuttavia, non sono attualmente identiche.</p>
<h2>Semaglutide: che cosa mostra lo studio sul latte materno</h2>
<p>Lo studio di Diab e colleghi, pubblicato su <em>Nutrients</em> nel 2024, ha analizzato campioni di latte di otto donne che assumevano semaglutide sottocutanea a dosi comprese tra 0,25 e 1 mg alla settimana.</p>
<p>I campioni sono stati raccolti prima della somministrazione e dopo 12 e 24 ore. <strong>La semaglutide non è risultata rilevabile in nessuno dei campioni</strong>, con un limite di rilevazione di 1,7 microgrammi per litro.</p>
<p>Gli autori hanno calcolato che, anche ipotizzando la presenza del farmaco alla concentrazione limite del metodo analitico, la dose relativa per il lattante sarebbe stata mediamente dell&#8217;1,12%, con una stima massima dell&#8217;1,26%.</p>
<p>Non sono stati segnalati problemi rilevanti di crescita o sviluppo nei bambini osservati. Si trattava, tuttavia, di un gruppo molto piccolo, con lattanti già oltre il periodo neonatale e alimentati anche con altre fonti nutrizionali.</p>
<p>Lo studio fornisce quindi risultati incoraggianti sul trasferimento diretto della semaglutide nel latte, ma non permette di stabilire la sicurezza dell&#8217;esposizione nei neonati, durante l&#8217;allattamento esclusivo o dopo trattamenti prolungati.</p>
<h2>Tirzepatide: i dati disponibili sul trasferimento nel latte</h2>
<h3>Lo studio del produttore</h3>
<p>Uno studio riportato nella documentazione regolatoria statunitense ha esaminato 11 donne alle quali è stata somministrata una singola dose sottocutanea di 5 mg di tirzepatide.</p>
<p>Il farmaco non è risultato rilevabile in 164 dei 171 campioni di latte analizzati. Nei sette campioni rimanenti, la quantità cumulativa misurata durante il periodo di osservazione corrispondeva a meno dello 0,02% della dose materna somministrata (FDA, 2025).</p>
<p>Questo dato non deve essere confuso con la RID e presenta un limite importante: <strong>una singola somministrazione non riproduce le concentrazioni raggiunte durante una terapia continuativa</strong>. Il passaggio nel latte a regime potrebbe quindi essere superiore.</p>
<h3>Uno studio preliminare durante il trattamento continuativo</h3>
<p>Un secondo studio, condotto su cinque donne che utilizzavano tirzepatide sottocutanea a dosi di 2,5–5 mg alla settimana, ha analizzato campioni di latte raccolti in diversi momenti dopo la somministrazione.</p>
<p>In nessun campione la concentrazione di tirzepatide ha superato il limite di quantificazione del metodo analitico (Thompson et al., 2025).</p>
<p>Il risultato è coerente con quello dello studio precedente, ma il lavoro è stato diffuso come <strong>preprint, non ancora sottoposto a revisione tra pari</strong>. La numerosità resta inoltre troppo ridotta per trarre conclusioni definitive sugli effetti clinici nei bambini.</p>
<p>Il database istituzionale LactMed, aggiornato nell&#8217;agosto 2026, considera improbabile un&#8217;esposizione significativa del lattante attraverso il latte e ritiene che la necessità materna di tirzepatide non costituisca, di per sé, una ragione per interrompere l&#8217;allattamento.</p>
<h2>Le formulazioni orali: il caso del salcaprozato sodico</h2>
<p>Le formulazioni orali di semaglutide, come Rybelsus e alcune nuove formulazioni in compresse per il trattamento dell&#8217;obesità, richiedono una valutazione distinta da quelle iniettabili.</p>
<p>Rybelsus contiene salcaprozato sodico (SNAC), un potenziatore dell&#8217;assorbimento che consente alla semaglutide di essere assorbita dopo somministrazione orale.</p>
<p>Il RCP europeo di Rybelsus riporta che il salcaprozato sodico è stato rilevato nel latte umano, insieme a piccole quantità di alcuni metaboliti. Non è possibile escludere un rischio per il lattante e, pertanto, <strong>Rybelsus non deve essere utilizzato durante l&#8217;allattamento</strong> (EMA, RCP Rybelsus).</p>
<p>Anche ACOG raccomanda di evitare i GLP-1 AR orali durante l&#8217;allattamento.</p>
<p>Questa cautela non significa che la formulazione iniettabile di semaglutide sia automaticamente autorizzata: come già indicato, il suo RCP europeo continua a sconsigliarne l&#8217;impiego.</p>
<p>Le differenze tra formulazioni sono approfondite anche nell&#8217;articolo dedicato alla <a href="https://www.obesita.com/pillola-contro-obesita-semaglutide-orale-e-orforglipron/" target="_blank" rel="noopener">semaglutide orale e agli altri farmaci in compresse per l&#8217;obesità</a>.</p>
<h2>Oltre il passaggio nel latte: nutrizione materna e composizione del latte</h2>
<p>Un aspetto ancora poco studiato riguarda gli effetti indiretti della terapia.</p>
<p>Semaglutide e tirzepatide riducono l&#8217;appetito e l&#8217;assunzione di cibo. Durante l&#8217;allattamento, una restrizione alimentare importante potrebbe compromettere l&#8217;apporto energetico e di alcuni nutrienti necessari alla madre.</p>
<p>Non sappiamo se, e in quale misura, questi cambiamenti possano influire sulla quantità o sulla composizione del latte materno. L&#8217;RCP europeo della tirzepatide segnala esplicitamente questa incertezza.</p>
<p>È quindi importante distinguere due questioni: il trasferimento diretto del farmaco al bambino e i possibili effetti del trattamento sull&#8217;alimentazione e sullo stato nutrizionale della madre.</p>
<p>La mancanza di studi adeguati non dimostra che questi effetti si verifichino, ma giustifica un&#8217;attenta valutazione dell&#8217;alimentazione materna, soprattutto quando il farmaco provoca una marcata riduzione dell&#8217;appetito o un rapido calo ponderale.</p>
<h2>Le nuove raccomandazioni ACOG del 2026</h2>
<p>Nell&#8217;ottobre 2026, l&#8217;American College of Obstetricians and Gynecologists ha pubblicato un <em>Practice Advisory</em> sull&#8217;impiego dei GLP-1 AR prima e durante la gravidanza e nell&#8217;allattamento.</p>
<p>Per l&#8217;allattamento, ACOG propone una <strong>decisione clinica condivisa</strong> che, in circostanze selezionate, può comprendere l&#8217;utilizzo di questi farmaci.</p>
<p>Le raccomandazioni prevedono di:</p>
<ul>
<li>evitare i GLP-1 AR nelle madri che allattano bambini prematuri o nel periodo neonatale;</li>
<li>monitorare attentamente l&#8217;incremento ponderale del lattante, in collaborazione con il pediatra, quando viene scelto il trattamento;</li>
<li>valutare la situazione nutrizionale della madre e la possibilità di mantenere un&#8217;alimentazione adeguata;</li>
<li>evitare le formulazioni orali, per le ulteriori incertezze sul loro impiego durante l&#8217;allattamento.</li>
</ul>
<p>Il documento richiama anche la possibilità teorica di preferire farmaci con emivita più breve, ma questa indicazione farmacocinetica non equivale alla dimostrazione di una loro maggiore sicurezza clinica.</p>
<p>Una revisione scientifica internazionale pubblicata nello stesso anno sottolinea, a sua volta, la necessità di una valutazione individualizzata e di un monitoraggio della crescita del bambino e della nutrizione materna (Maslin et al., 2026).</p>
<p>Le raccomandazioni ACOG costituiscono un orientamento clinico professionale e non modificano le indicazioni contenute negli RCP europei.</p>
<h2>Cosa significa nella pratica clinica</h2>
<p>La decisione di utilizzare un farmaco per l&#8217;obesità durante l&#8217;allattamento non dipende soltanto dalla quantità di principio attivo eventualmente presente nel latte.</p>
<p>Il medico deve considerare la necessità della terapia, la presenza di diabete o di altre complicanze metaboliche, l&#8217;età e le condizioni del bambino, il tipo di allattamento e la situazione nutrizionale della madre.</p>
<p>Una particolare prudenza è necessaria nelle prime settimane dopo il parto e quando il bambino è prematuro. Se si decide di utilizzare un trattamento, occorre concordare con il pediatra il monitoraggio della crescita e valutare nel tempo l&#8217;alimentazione materna.</p>
<p>La scelta può essere differente quando il trattamento è necessario per controllare una condizione metabolica importante rispetto a quando viene preso in considerazione esclusivamente per la riduzione del peso.</p>
<p>Per approfondire le indicazioni generali alla terapia farmacologica dell&#8217;obesità si può consultare l&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/perche-usare-farmaci-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener">Perché usare i farmaci per dimagrire</a>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Gli studi disponibili hanno fornito risultati rassicuranti sul trasferimento di semaglutide e tirzepatide nel latte materno, ma le conoscenze sugli effetti a lungo termine nei bambini e sulla produzione e composizione del latte sono ancora insufficienti.</p>
<p>Le nuove raccomandazioni ACOG rappresentano un passo importante verso una gestione meno generalizzata e più individualizzata delle donne che necessitano di questi trattamenti dopo il parto.</p>
<p>La possibilità di utilizzare tirzepatide durante l&#8217;allattamento è oggi contemplata anche dal RCP europeo, mentre per semaglutide la posizione regolatoria resta restrittiva. Le decisioni devono quindi tenere conto sia delle evidenze scientifiche sia delle indicazioni autorizzate per ciascun medicinale.</p>
<p><strong>In sintesi:</strong> l&#8217;allattamento non deve essere considerato automaticamente incompatibile con ogni trattamento farmacologico dell&#8217;obesità, ma la disponibilità di dati rassicuranti sul passaggio nel latte non equivale a una dimostrazione completa di sicurezza. La scelta deve essere individualizzata, con particolare attenzione alla crescita del bambino e alla salute nutrizionale della madre.</p>
<hr />
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>È possibile assumere Mounjaro durante l&#8217;allattamento?</h3>
<p>Il RCP europeo aggiornato nel 2026 consente di prendere in considerazione la tirzepatide durante l&#8217;allattamento. Non significa che il farmaco sia raccomandato per tutte le donne: la decisione richiede una valutazione clinica individuale, soprattutto in relazione all&#8217;età e alle condizioni del bambino.</p>
<h3>Che cosa succede se il bambino è nato prematuro?</h3>
<p>ACOG raccomanda di evitare i GLP-1 AR nelle madri che allattano bambini prematuri o neonati, per le maggiori incertezze riguardo alla sicurezza in questa fase.</p>
<h3>I GLP-1 AR possono ridurre la produzione di latte?</h3>
<p>Non esistono prove cliniche adeguate che dimostrino una riduzione della produzione di latte causata direttamente da questi farmaci. È tuttavia plausibile che una forte riduzione dell&#8217;alimentazione materna possa avere conseguenze sulla nutrizione della madre e, potenzialmente, sull&#8217;allattamento. Questo aspetto richiede ulteriori studi.</p>
<h3>Se una donna ha già assunto il farmaco mentre allattava, deve interrompere l&#8217;allattamento?</h3>
<p>Un&#8217;esposizione già avvenuta non comporta automaticamente la necessità di interrompere l&#8217;allattamento. I dati sul trasferimento nel latte sono preliminarmente rassicuranti, ma la situazione deve essere valutata con il medico, considerando il farmaco assunto, la dose, l&#8217;età del bambino e le sue condizioni di salute.</p>
<h3>È necessario controllare la crescita del bambino?</h3>
<p>Sì, quando il trattamento viene utilizzato durante l&#8217;allattamento. ACOG raccomanda un&#8217;attenta sorveglianza dell&#8217;incremento ponderale del lattante, concordata con il pediatra. Può essere opportuno monitorare anche lo sviluppo del bambino e lo stato nutrizionale della madre.</p>
<h2>Glossario dei termini principali</h2>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;">
<p><strong>GLP-1 AR:</strong> agonisti recettoriali del GLP-1. Comprendono farmaci come la semaglutide. La tirzepatide agisce sia sul recettore GLP-1 sia su quello GIP.</p>
<p><strong>RCP:</strong> Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, documento regolatorio che contiene indicazioni, dosaggi, controindicazioni e avvertenze di un medicinale.</p>
<p><strong>RID (dose relativa per il lattante):</strong> stima dell&#8217;esposizione del bambino a un farmaco attraverso il latte materno, espressa in percentuale rispetto alla dose materna corretta per il peso.</p>
<p><strong>SNAC (salcaprozato sodico):</strong> sostanza utilizzata in alcune formulazioni orali di semaglutide per facilitarne l&#8217;assorbimento.</p>
<p><strong>Emivita:</strong> tempo necessario perché la concentrazione di un farmaco nell&#8217;organismo si riduca della metà.</p>
<p><strong>Preprint:</strong> versione di uno studio resa disponibile prima della revisione scientifica tra pari.</p>
<p><strong>Decisione condivisa:</strong> processo attraverso il quale medico e paziente valutano insieme benefici, rischi e alternative terapeutiche, tenendo conto delle evidenze disponibili e delle condizioni individuali.</p>
</div>
<h2>Bibliografia</h2>
<dl>
<dt>American College of Obstetricians and Gynecologists (2026)</dt>
<dd>Use of Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists in Pregnancy and Lactation. <em>Practice Advisory.</em> October 2026.<br />
<a href="https://www.acog.org/clinical/guidance/practice-advisory/2026/10/use-of-glucagon-like-peptide-1-receptor-agonists-in-pregnancy-and-lactation" target="_blank" rel="noopener">Documento ACOG</a></dd>
<dt>Diab H, Fuquay T, Datta P, Bickel U, Thompson J, Krutsch K. (2024)</dt>
<dd>Subcutaneous Semaglutide during Breastfeeding: Infant Safety Regarding Drug Transfer into Human Milk. <em>Nutrients.</em> 16(17):2886.<br />
<a href="https://doi.org/10.3390/nu16172886" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.3390/nu16172886</a></dd>
<dt>Drugs and Lactation Database (LactMed) – Semaglutide (2026)</dt>
<dd>Semaglutide. <em>National Institute of Child Health and Human Development.</em> Revisione 15 agosto 2026.<br />
<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK500980/" target="_blank" rel="noopener">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK500980/</a></dd>
<dt>Drugs and Lactation Database (LactMed) – Tirzepatide (2026)</dt>
<dd>Tirzepatide. <em>National Institute of Child Health and Human Development.</em> Revisione 15 agosto 2026.<br />
<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK581488/" target="_blank" rel="noopener">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK581488/</a></dd>
<dt>European Medicines Agency – Mounjaro (2026)</dt>
<dd>Mounjaro (tirzepatide). EPAR Product Information. Sezione 4.6: Fertility, pregnancy and lactation.<br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/mounjaro-epar-product-information_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">RCP europeo Mounjaro</a></dd>
<dt>European Medicines Agency – Rybelsus (2026)</dt>
<dd>Rybelsus (semaglutide). EPAR Product Information. Sezione 4.6: Fertility, pregnancy and lactation.<br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/rybelsus-epar-product-information_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">RCP europeo Rybelsus</a></dd>
<dt>European Medicines Agency – Wegovy (2026)</dt>
<dd>Wegovy (semaglutide). EPAR Product Information. Sezione 4.6: Fertility, pregnancy and lactation.<br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/wegovy-epar-product-information_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">RCP europeo Wegovy</a></dd>
<dt>Maslin K, et al. (2026)</dt>
<dd>Incretin-Based Medications in Women and Reproduction: A Systematic Scoping Review and Consensus Guidelines for Clinical Practice. <em>Obesity Reviews.</em> e70203. Revisione sistematica esplorativa e raccomandazioni di consenso.<br />
<a href="https://doi.org/10.1111/obr.70203" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1111/obr.70203</a></dd>
<dt>Thompson J, Diab H, Datta P, Krutsch K. (2025)</dt>
<dd>Tirzepatide (Zepbound) in Human Milk During Periods of Maternal Dosing. <em>SSRN.</em> Preprint, non sottoposto a revisione tra pari.<br />
<a href="https://doi.org/10.2139/ssrn.5387250" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.2139/ssrn.5387250</a></dd>
<dt>U.S. Food and Drug Administration (2025)</dt>
<dd>Zepbound (tirzepatide). Prescribing Information. Sezione 8.2: Lactation. Documentazione regolatoria statunitense relativa allo studio sul trasferimento della tirzepatide nel latte materno.<br />
<a href="https://www.accessdata.fda.gov/drugsatfda_docs/label/2025/217806s031lbl.pdf" target="_blank" rel="noopener">FDA – Prescribing Information</a></dd>
</dl>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-allattamento-sicurezza/">Sicurezza di Semaglutide e Tirzepatide nell’Allattamento: Evidenze e Raccomandazioni</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Semaglutide e Tirzepatide: il rischio di perdita muscolare quando si dimagrisce</title>
		<link>https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-il-rischio-di-perdita-muscolare-quando-si-dimagrisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 22:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Composizione corporea]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[bioimpedenziometria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semaglutide e tirzepatide sono farmaci innovativi per la perdita di peso, ma spesso ci si chiede se possano causare perdita di massa muscolare e aumentare il rischio di sarcopenia. Questi trattamenti, rispettivamente agonista GLP-1 e doppio agonista GIP/GLP-1, hanno rivoluzionato la gestione dell’obesità, offrendo risultati concreti. Tuttavia, oltre alla perdita di grasso, è importante comprendere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-il-rischio-di-perdita-muscolare-quando-si-dimagrisce/">Semaglutide e Tirzepatide: il rischio di perdita muscolare quando si dimagrisce</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="" data-start="623" data-end="1100">Semaglutide e tirzepatide sono farmaci innovativi per la perdita di peso, ma spesso <strong>ci si chiede se possano causare perdita di massa muscolare e aumentare il rischio di sarcopenia.</strong> Questi trattamenti, rispettivamente agonista GLP-1 e doppio agonista GIP/GLP-1, hanno rivoluzionato la gestione dell’obesità, offrendo risultati concreti. Tuttavia, oltre alla perdita di grasso, è importante comprendere se esiste un impatto negativo sulla massa magra e sulla forza muscolare.</p>
<h3 class="western">Semaglutide e tirzepatide: perché si teme la perdita di massa muscolare e sarcopenia</h3>
<p><strong>Dimagrire</strong> non significa solo “perdere grasso”. Quando si perde peso, una parte viene anche dalla <strong>massa magra</strong>, cioè muscoli e acqua. La <strong>sarcopenia</strong> è però una cosa diversa: non è solo ridurre i muscoli, ma perdere anche la <strong>forza</strong> e la capacità di muoversi bene.</p>
<h3 class="western">Studi su semaglutide e tirzepatide: perdita di massa muscolare e rischio sarcopenia</h3>
<p>Gli studi più noti, come <strong>SURMOUNT-1</strong> (tirzepatide) e <strong>STEP-1</strong> (semaglutide), hanno dimostrato che:</p>
<ul>
<li>Si perde <strong>grasso in modo efficace</strong>.</li>
<li>Si perde anche una <strong>piccola parte di massa muscolare</strong>.</li>
<li>Ma il <strong>rapporto tra muscolo e grasso migliora</strong>: il corpo diventa più “snello” e metabolicamente sano (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206038">Jastreboff et al., 2022</a>, <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2032183">Wilding et al., 2021</a>).</li>
</ul>
<p>In soggetti anziani, i dati suggeriscono che <strong>tirzepatide può preservare meglio la massa magra</strong> rispetto a chi dimagrisce solo con dieta e attività fisica (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38745020/">Argyrakopoulou et al., 2024</a>).</p>
<figure id="attachment_1215" aria-describedby="caption-attachment-1215" style="width: 416px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-1215 size-full" src="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2025/05/SURMOUNT-1-1.jpg" alt="Semaglutide e tirzepatide perdita massa muscolare e sarcopenia. Nel sottogruppo di età ≥65 anni, i partecipanti trattati con tirzepatide hanno perso significativamente più peso rispetto a quelli trattati con placebo (-19.8% vs -5.8%), con una riduzione maggiore sia della massa grassa (-30.8% vs -5.8%) che della massa magra (-10.0% vs -3.5%). Tuttavia, la proporzione di peso perso come massa grassa e massa magra differisce tra i due gruppi:Con il placebo, la proporzione di massa grassa persa è più bassa (63%) e quella di massa magra più alta (37%) rispetto alla media generale dello studio (75%/25%). Con tirzepatide, la proporzione rimane coerente con il pattern generale (75% massa grassa, 25% massa magra)" width="416" height="359" srcset="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2025/05/SURMOUNT-1-1.jpg 416w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2025/05/SURMOUNT-1-1-300x259.jpg 300w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2025/05/SURMOUNT-1-1-320x276.jpg 320w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /><figcaption id="caption-attachment-1215" class="wp-caption-text">Nel sottogruppo di età ≥65 anni, i partecipanti trattati con tirzepatide hanno perso significativamente più peso rispetto a quelli trattati con placebo (-19.8% vs -5.8%), con una riduzione maggiore sia della massa grassa (-30.8% vs -5.8%) che della massa magra (-10.0% vs -3.5%). Tuttavia, la proporzione di peso perso come massa grassa e massa magra differisce tra i due gruppi: Con il placebo, la proporzione di massa grassa persa è più bassa (63%) e quella di massa magra più alta (37%) rispetto alla media generale dello studio (75%/25%). Con tirzepatide, la proporzione rimane coerente con il pattern generale (75% massa grassa, 25% massa magra)</figcaption></figure>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Vedi anche:</strong> <a href="https://www.obesita.com/i-vantaggi-delluso-di-semaglutide-e-tirzepatide-per-la-perdita-di-peso/" target="_blank" rel="noopener">I vantaggi dell’uso di semaglutide e tirzepatide per la perdita di peso</a></p>
<h3 class="western">Semaglutide, tirzepatide e qualità muscolare: più importante della massa persa</h3>
<p>Comprendere come semaglutide e tirzepatide influenzano la perdita di massa muscolare e il rischio di sarcopenia è fondamentale per valutare la reale efficacia di questi trattamenti nel dimagrimento.</p>
<p>Un muscolo può essere “più piccolo” ma funzionare meglio. Gli studi sugli animali, ad esempio, mostrano che semaglutide:</p>
<ul>
<li><strong>Riduce il grasso corporeo</strong>.</li>
<li><strong>Migliora il metabolismo muscolare</strong>.</li>
<li><strong>Aumenta la forza contrattile</strong> (<a href="https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.2147/dddt.s381546">Ren et al., 2022</a>).</li>
</ul>
<p>Anche il <strong>grasso dentro i muscoli (mioesteatosi)</strong> diminuisce, migliorando la qualità muscolare.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Vedi anche:</strong> <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-riducono-linfiammazione-del-tessuto-adiposo/" target="_blank" rel="noopener">Semaglutide e tirzepatide riducono l’infiammazione del tessuto adiposo</a></p>
<h3 class="western">E la forza? Non basta guardare la bilancia.</h3>
<p>Come dicevamo, per definire la sarcopenia occorre valutare l’effettiva funzionalità della muscolatura. A questo riguardo, sono i corso studi che valutano anche parametri di <strong>forza muscolare (grip strength)</strong> e <strong>funzione fisica (test del cammino, SPPB)</strong> per determinare se la riduzione della massa magra si traduca in perdita funzionale (<a href="https://www.researchprotocols.org/2024/1/e62667">Cortes et al., 2024</a>).</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-i-nuovi-alleati-del-cuore-contro-linfiammazione-silenziosa/" target="_blank" rel="noopener">Semaglutide e tirzepatide: i nuovi alleati del cuore contro l’infiammazione silenziosa</a></p>
<h3 class="western">Attenzione alla bioimpedenziometria (BIA): non è infallibile</h3>
<p>Spesso si usa la <strong>bioimpedenziometria (BIA)</strong> per valutare la composizione corporea durante un percorso di dimagrimento. Ma va ricordato che la BIA ha dei <strong>limiti importanti</strong>:</p>
<ul>
<li>È sensibile alle <strong>variazioni di idratazione</strong>.</li>
<li>Può <strong>sovrastimare la perdita di massa magra</strong> (confondendo acqua e muscolo).</li>
<li>Può portare a interpretazioni sbagliate sul reale stato muscolare.</li>
</ul>
<p>Questo è particolarmente vero nei pazienti che stanno perdendo peso rapidamente. Un risultato alterato di BIA potrebbe far pensare a una perdita di muscolo più grave di quanto non sia in realtà.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Approfondisci:</strong> <a href="https://www.obesita.com/la-bioimpedenziometria-non-e-un-oracolo-una-riflessione-critica-sulluso-clinico-nel-calo-di-peso/" target="_new">La bioimpedenziometria non è un oracolo: una riflessione critica sull’uso clinico nel calo di peso</a></p>
<h3 class="western">Funzionalità e qualità muscolare con i GLP-1 AR</h3>
<p>Studi più recenti mostrano che semaglutide e tirzepatide <strong>non danneggiano la qualità del muscolo</strong>:</p>
<ul>
<li>Favoriscono la <strong>biogenesi mitocondriale</strong>.</li>
<li>Migliorano il <strong>metabolismo energetico</strong>.</li>
<li>Possono perfino migliorare la <strong>funzione muscolare</strong> (<a href="https://www.mdpi.com/1422-0067/25/15/8214">Szekeres et al., 2024</a>, <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/obr.13841" target="_blank" rel="noopener">Mechanick</a><a href="https://chatgpt.com/g/g-L2HknCZTC-scholar-ai/c/6822ce56-cc00-8006-80ce-83abef16b247#"> et al., 2025</a>).</li>
</ul>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.obesita.com/perche-e-importante-usare-semaglutide-e-tirzepatide-nel-trattamento-dellobesita/" target="_blank" rel="noopener">Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell’obesità</a></p>
<h3 class="western">Conclusione: perdere grasso sì, perdere forza no</h3>
<p>I dati clinici confermano che semaglutide e tirzepatide, pur contribuendo alla perdita di massa muscolare, non aumentano in modo significativo il rischio di sarcopenia, garantendo un dimagrimento sicuro ed efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-il-rischio-di-perdita-muscolare-quando-si-dimagrisce/">Semaglutide e Tirzepatide: il rischio di perdita muscolare quando si dimagrisce</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I vantaggi dell&#8217;uso di semaglutide e tirzepatide per la perdita di peso</title>
		<link>https://www.obesita.com/i-vantaggi-delluso-di-semaglutide-e-tirzepatide-per-la-perdita-di-peso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 23:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Calare di peso]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci anti-obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci per dimagrire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semaglutide e tirzepatide sono farmaci efficaci contro obesità e diabete, migliorando metabolismo e salute generale. Semaglutide riduce l'appetito e regola la glicemia, mentre tirzepatide combina azioni GLP-1 e GIP, offrendo maggiori benefici. Favoriscono la perdita di peso, migliorano salute cardiovascolare, epatica e renale, riducendo il rischio di complicanze metaboliche e aumentando la qualità della vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/i-vantaggi-delluso-di-semaglutide-e-tirzepatide-per-la-perdita-di-peso/">I vantaggi dell&#8217;uso di semaglutide e tirzepatide per la perdita di peso</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’obesità è una condizione patologica complessa che comporta un aumento del rischio di sviluppare malattie metaboliche, cardiovascolari e neurodegenerative. La gestione dell&#8217;obesità spesso richiede un approccio multifattoriale, che può includere dieta, esercizio fisico e, in alcuni casi, farmaci specifici. Tra le terapie farmacologiche emergenti, <strong>semaglutide</strong> e <strong>tirzepatide</strong> hanno dimostrato un&#8217;efficacia straordinaria nella perdita di peso, con effetti benefici significativi sulla salute generale e su vari organi e sistemi</p>
<h2 class="western">Meccanismo d&#8217;azione</h2>
<h3 class="western">Semaglutide</h3>
<p>Semaglutide è un agonista del recettore del GLP-1 (glucagon-like peptide-1), un ormone incretinico che regola la glicemia e l&#8217;appetito. Questo farmaco agisce attraverso:</p>
<ul>
<li><strong>Riduzione dell&#8217;appetito</strong>: incrementando la sensazione di sazietà e diminuendo la fame.</li>
<li><strong>Rallentamento dello svuotamento gastrico</strong>: riducendo il picco glicemico postprandiale</li>
<li><strong>Miglioramento della regolazione insulinica</strong>: aumentando la secrezione di insulina e diminuendo la produzione di glucagone.</li>
</ul>
<h3 class="western">Tirzepatide</h3>
<p>Tirzepatide è un farmaco innovativo che combina l&#8217;azione di un agonista del recettore GLP-1 con quella di un agonista del recettore GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente). Questo doppio meccanismo fornisce:</p>
<ul>
<li><strong>Maggiore efficacia nel controllo dell&#8217;appetito</strong> rispetto ai soli agonisti GLP-1.</li>
<li><strong>Miglioramento del metabolismo del glucosio</strong> e maggiore sensibilità all&#8217;insulina.</li>
<li><strong>Riduzione del grasso viscerale</strong> con effetti cardioprotettivi e metabolici superiori.</li>
</ul>
<h2 class="western">Benefici sulla perdita di peso</h2>
<p>Gli studi clinici hanno dimostrato che entrambi i farmaci possono portare a una perdita di peso significativa:</p>
<ul>
<li><strong>Semaglutide</strong>: fino al <strong>15% del peso corporeo</strong> in un anno.</li>
<li><strong>Tirzepatide</strong>: fino al <strong>20% del peso corporeo</strong>, con una maggiore efficacia rispetto a semaglutide.</li>
</ul>
<p>Questa riduzione del peso ha numerosi effetti benefici sulla salute, che verranno discussi nei paragrafi seguenti.</p>
<h2 class="western">Benefici sulla salute generale</h2>
<h3 class="western">1. Miglioramento della salute cardiovascolare</h3>
<ul>
<li><a href="https://www.obesita.com/pressione-bassa-farmaci-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Riduzione della pressione arteriosa</strong></a>: la perdita di peso diminuisce il carico sul cuore e migliora la circolazione.</li>
<li><strong>Miglioramento del profilo lipidico</strong>: riduzione del colesterolo LDL e dei trigliceridi, con aumento del colesterolo HDL.</li>
<li><strong>Riduzione dell&#8217;infiammazione sistemica</strong>: riduzione dei marker infiammatori come la proteina C-reattiva (PCR), che è correlata a un minor rischio di eventi cardiovascolari.</li>
<li><strong>Diminuzione del rischio di infarto e ictus</strong>: gli studi mostrano che semaglutide riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori nei pazienti con diabete e del 19% il rischio di morte nei pazienti infartuati.</li>
<li><b>Miglioramento dello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata</b>: probabilmente correlati alla sua capacità di ridurre la massa grassa e la risposta infiammatoria.</li>
</ul>
<h3 class="western">2. Effetti benefici sul metabolismo e sulla glicemia</h3>
<ul>
<li><strong>Migliore controllo glicemico</strong>: riduzione dell&#8217;HbA1c, con effetti benefici nei pazienti con diabete di tipo 2.</li>
<li><strong>Aumento della sensibilità all&#8217;insulina</strong>: riducendo l&#8217;insulino-resistenza, un fattore chiave nello sviluppo del diabete e della sindrome metabolica.</li>
<li><strong>Riduzione del rischio di diabete</strong>: in individui obesi ma non diabetici, la perdita di peso riduce drasticamente la probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.</li>
</ul>
<h3 class="western">3. Miglioramenti nella salute del fegato</h3>
<ul>
<li><strong>Riduzione della steatosi epatica</strong>: sia semaglutide che tirzepatide riducono significativamente il fegato grasso (NAFLD), una condizione associata a obesità e diabete.</li>
<li><strong>Prevenzione della fibrosi epatica</strong>: il miglioramento metabolico riduce il rischio di progressione verso la steatoepatite non alcolica (NASH), una delle principali cause di cirrosi.</li>
</ul>
<h3 class="western">4. Benefici renali</h3>
<ul>
<li><strong>Riduzione del rischio di nefropatia diabetica</strong>: grazie al miglior controllo glicemico e alla riduzione della pressione arteriosa.</li>
<li><strong>Diminuzione della proteinuria</strong>: miglioramento della funzione renale nei pazienti con malattia renale cronica associata all&#8217;obesità.</li>
<li><strong>Riduzione</strong><strong> del </strong><strong>rischio di morte</strong><strong>: </strong>i pazienti affetti da insufficienza renale cronica hanno mostrato una riduzione della mortalità del 20%.</li>
</ul>
<h2 class="western">Conclusione</h2>
<p>Semaglutide e tirzepatide rappresentano due delle strategie farmacologiche più efficaci per la perdita di peso e il miglioramento della salute generale. Oltre ai benefici evidenti sulla riduzione del peso corporeo, questi farmaci offrono una protezione significativa contro le malattie cardiovascolari, il diabete, le patologie epatiche e renali, oltre a migliorare la funzione cognitiva e la qualità della vita. L’utilizzo di questi farmaci sta rivoluzionando il trattamento dell’obesità e delle sue complicanze, fornendo una soluzione efficace e sicura per milioni di persone nel mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/i-vantaggi-delluso-di-semaglutide-e-tirzepatide-per-la-perdita-di-peso/">I vantaggi dell&#8217;uso di semaglutide e tirzepatide per la perdita di peso</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Farmaci per dimagrire: semaglutide e tirzepatide</title>
		<link>https://www.obesita.com/farmaci-per-dimagrire-semaglutide-e-tirzepatide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 08:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell’obesità</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/farmaci-per-dimagrire-semaglutide-e-tirzepatide/">Farmaci per dimagrire: semaglutide e tirzepatide</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/nCo3jHIf77w?si=8rweUBF55aNJcp36" width="1925" height="1080" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L’importanza di Semaglutide e Tirzepatide nel trattare l’obesità è chiara. Facilitano una significativa perdita di peso. Hanno effetti positivi su molti aspetti della salute. Non sono solo strumenti per dimagrire. Sono interventi medici che migliorano la qualità della vita. Riducono il rischio di malattie legate all’obesità. A lungo termine, possono tagliare i costi sanitari delle complicanze. Tuttavia, scegliere tra i due dipende da vari fattori. La risposta individuale al trattamento è cruciale. Anche la presenza di altre condizioni mediche conta. Questioni pratiche, come costo e copertura assicurativa, influiscono.</p>
<p>Abbiamo parlato diffusamente di queste cose nell&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.obesita.com/perche-e-importante-usare-semaglutide-e-tirzepatide-nel-trattamento-dellobesita/" target="_blank" rel="noopener">Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell’obesità</a>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/farmaci-per-dimagrire-semaglutide-e-tirzepatide/">Farmaci per dimagrire: semaglutide e tirzepatide</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell&#8217;obesità</title>
		<link>https://www.obesita.com/perche-e-importante-usare-semaglutide-e-tirzepatide-nel-trattamento-dellobesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 18:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[Wegovy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’importanza di Semaglutide e Tirzepatide nel trattare l’obesità è chiara. Facilitano una significativa perdita di peso. Hanno effetti positivi su molti aspetti della salute. Non sono solo strumenti per dimagrire. Sono interventi medici che migliorano la qualità della vita. Riducono il rischio di malattie legate all’obesità. A lungo termine, possono tagliare i costi sanitari delle complicanze. Tuttavia, scegliere tra i due dipende da vari fattori. La risposta individuale al trattamento è cruciale. Anche la presenza di altre condizioni mediche conta. Questioni pratiche, come costo e copertura assicurativa, influiscono. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/perche-e-importante-usare-semaglutide-e-tirzepatide-nel-trattamento-dellobesita/">Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell&#8217;obesità</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uso di <b>semaglutide</b> (Wegovy <span style="font-family: Arial, sans-serif;">®, Ozempic ®, Rybelsus ®) </span>e <b>tirzepatide</b> (Mounjaro <span style="font-family: Arial, sans-serif;">®) </span>nel trattamento dell&#8217;obesità rappresenta un significativo avanzamento terapeutico. Ecco una sintesi delle principali motivazioni:</p>
<h2 class="western">Efficacia nel Promuovere la Perdita di Peso</h2>
<p><b>Semaglutide</b> e <b>tirzepatide</b> hanno dimostrato una notevole efficacia nella riduzione del peso corporeo in individui sovrappeso o obesità, con o senza diabete di tipo 2.</p>
<p><b>Semaglutide</b>: Negli studi STEP i partecipanti hanno sperimentato una perdita di peso media di 14,9% del peso corporeo iniziale entro 68 settimane (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2032183" target="_blank" rel="noopener">Wilding et al., 2021</a>). Questo è particolarmente notevole considerando che la perdita di peso del 5-10% è generalmente associata a benefici per la salute (<a href="https://www.endocrinepractice.org/article/S1530-891X(20)44630-0/fulltext" target="_blank" rel="noopener">Garvey et al., 2016</a>).</p>
<p><b>Tirzepatide</b>: È emerso come ancora più efficace in termini di perdita di peso. Lo studio SURMOUNT-1 ha mostrato una perdita di peso o fino al 20,9% del loro in 72 settimane (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2206038" target="_blank" rel="noopener">Jastreboff et al., 2022</a>). Questo supera significativamente i risultati ottenuti con <strong>semaglutide</strong>, rendendolo potenzialmente il farmaco più potente per la perdita di peso disponibile finora.</p>
<h2 class="western">Meccanismi di Azione</h2>
<p><b>Semaglutide</b>: E’ un agonista del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1). Aumenta la produzione di insulina, riduce il glucagone, rallenta lo svuotamento gastrico e aumenta la sensazione di sazietà (<a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9159769/" target="_blank" rel="noopener">Mahapatra et al., 2022</a>).</p>
<p><b>Tirzepatide</b>: È unico in quanto è un agonista duale, agendo sia sul recettore GLP-1 che sul recettore del polipeptide inibitorio gastrico (GIP). Questa azione combinata porta a una maggiore riduzione dell&#8217;appetito e a un miglior controllo glicemico, come dimostrato negli studi SURPASS (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2107519" target="_blank" rel="noopener">Frias et al., 2021</a>). Ciò può spiegare la sua superiorità in termini di perdita di peso.</p>
<h2 class="western">Riduzione delle Comorbilità Correlate all&#8217;Obesità</h2>
<p>Entrambi i farmaci hanno mostrato benefici che vanno oltre la semplice riduzione del peso:</p>
<p><b>Miglioramento del Controllo Glicemico</b>: Questi farmaci aiutano nel controllo dei livelli di glucosio nel sangue, riducendo il rischio di complicanze diabetiche. Ad esempio, lo studio SUSTAIN-7 ha dimostrato l&#8217;efficacia di <strong>semaglutide</strong> nel migliorare l&#8217;HbA1c rispetto ad altri agonisti GLP-1 (<a href="https://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587(18)30024-X/abstract" target="_blank" rel="noopener">Pratley et al., 2018</a>).</p>
<p><b>Infarti Cardiaci</b>: Lo studio SUSTAIN-6 per <strong>semaglutide</strong> ha evidenziato una riduzione del 26% nei rischi di eventi cardiovascolari maggiori nei pazienti diabetici (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1607141" target="_blank" rel="noopener">Marso et al., 2016</a>). Dello studio SELECT condotto su pazienti obesi non diabetici che ha dato una riduzione della mortalità del 19%, abbiano già parlato  <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-riduce-la-mortalita-nei-pazienti-cardiopatici-non-diabetici/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>. Gli studi sugli esiti cardiovascolari di <strong>tirzepatide</strong> in soggetti obesi non diabetici sono ancora in corso (es. <a href="https://clinicaltrials.gov/study/NCT05556512?cond=obesity&amp;term=Myocardial%20Infarction&amp;intr=Tirzepatide&amp;rank=1" target="_blank" rel="noopener">SURMOUNT-MMO</a>), ma si ipotizzano benefici simili o superiori.</p>
<p><b>S</b><b>compenso Cardiaco a Frazione di Eiezione Preservata</b>: <strong>Semaglutide</strong> e <strong>tirzepatide</strong> rappresentano opzioni promettenti per lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (Heart Failure With Preserved Ejection Fraction &#8211; HFpEF) associato a obesità. HFpEF è una grave patologia cardiaca con poche opzioni terapeutiche. Entrambi i farmaci migliorano i sintomi, la qualità della vita. <b>T</b><strong>irzepatide</strong>, ha anche dimostrato di ridurre gli eventi clinici (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2306963" target="_blank" rel="noopener">Kosiborod et al. 2023</a>, <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2410027" target="_blank" rel="noopener">Packer et al. 2024</a>)</p>
<p><b>Apnea Ostruttiva del Sonno (OSA)</b>: Nel 2024, tirzepatide ha ricevuto l&#8217;approvazione FDA per il trattamento dell&#8217;OSA in adulti con obesità, sulla base dello studio SURMOUNT-OSA. Ciò dimostra come la perdita di peso possa direttamente migliorare questa condizione (<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38912654/" target="_blank" rel="noopener">Malhotra et al., 2024</a>).</p>
<p><b>Insufficienza Renale Cronica</b>: <b>Semaglutide</b>, non richiede aggiustamenti di dose in pazienti con ridotta funzione renale, inclusi quelli in dialisi. Studi come il FLOW mostrano che riduce il rischio di esiti renali maggiori e di morte nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica (<a href="https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2403347" target="_blank" rel="noopener">Perkovic et al. 2024</a>).</p>
<p>Anche con <b>tirzepatide</b> non serve modificare la dose, anche in dialisi. In SURPASS-4, ha stabilizzato l’albuminuria e rallentato il declino dell’eGFR nei diabetici con rischio cardiovascolare (<a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)02188-7/abstract" target="_blank" rel="noopener">Del Prato et al. 2021</a>). Potrebbe offrire benefici nefroprotettivi superiori grazie all’azione su GIP, ma mancano ancora studi conclusivi al riguardo.</p>
<p><b>Altri Benefici</b>: Ci sono indicazioni che questi farmaci potrebbero avere effetti positivi su altre condizioni correlate all&#8217;obesità, come la <strong>steatosi epatica non alcolica</strong> (<a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2401943" target="_blank" rel="noopener">Lomba et al., 2024</a>). <b>Semaglutide</b> e <b>tirzepatide</b> potrebbero essere utili su alcuni tipi di <strong>dipendenza</strong>, grazie alla loro azione sul sistema di ricompensa cerebrale (<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0033062024001798">O&#8217;Keefe et al., 2024</a>). In alcuni modelli pre-clinici, <strong>tirzepatide</strong> e <strong>semaglutide</strong> hanno mostrato proprietà <strong>anti-tumorali</strong>, specialmente in tumori correlati all’obesità, come il cancro endometriale e mammario. L’articolo dedicato ai dati del 2026 approfondisce il <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-tumori/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="201" data-end="263">rapporto tra semaglutide, tirzepatide e rischio oncologico</strong>. Sia <strong>semaglutide che tirzepatide</strong></a> mostrano potenziali benefici nel trattamento dell&#8217;<strong>Alzheimer</strong>, ma le prove attuali sono ancora limitate e non conclusive. Il semaglutide sembra avere una maggiore evidenza di efficacia nei modelli preclinici (<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0753332224014264?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Yinbing et al., 2024</a>), mentre il tirzepatide potrebbe avere un effetto benefico indiretto tramite il miglioramento metabolico (<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0196978124001244?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener">Shaobin et al, 2024</a>).</p>
<h2 class="western">Considerazioni Economiche e di Accesso</h2>
<p><b>Costi </b><b>e Accesso</b>: Entrambi i farmaci sono costosi. Per gli USA, la copertura assicurativa per questi farmaci è spesso limitata, ma la loro efficacia sta portando a considerare la possibilità di espanderne l&#8217;accesso. Anche per noi la copertura assicurativa è limitata. Il Sistema Sanitario Nazionale passa sia <a href="https://www.medicoeleggi.com/argomenti000/italia2019/411316-2.htm" target="_blank" rel="noopener"><b>semaglutide</b></a> sia <b><a href="https://www.aifa.gov.it/-/cda-aifa-approva-rimborsabilita-di-13-farmaci" target="_blank" rel="noopener">tirzepatide</a></b>, seppur con limitazioni, ai pazienti diabetici complicati da cardiopatia o con rischio di cardiopatia.</p>
<h2 class="western">Sicurezza e Profilo degli Effetti Collaterali</h2>
<p>Entrambi i farmaci condividono un profilo di sicurezza simile, con gli eventi avversi gastrointestinali (come nausea, vomito, diarrea) come i più comuni, ma generalmente gestibili (<a href="https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2821080" target="_blank" rel="noopener">Rodriguez et al. 2024</a>).</p>
<p>Le <a href="https://www.obesita.com/interazioni-glp-1-semaglutide-tirzepatide-orforglipron/">interazioni GLP-1</a> sono in genere poche con semaglutide e tirzepatide, ma alcune situazioni — contraccettivi orali, warfarin e levotiroxina — meritano attenzione.</p>
<p>Il possibile rapporto tra <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-rischio-naion/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="381" data-end="412">semaglutide e rischio NAION</strong></a> è analizzato nell’approfondimento dedicato alla sicurezza oculare.</p>
<h2 class="western">Real-World Data vs. Studi Clinici</h2>
<p>Studi di coorte basati su dati di mondo reale, hanno confermato gran parte degli esiti degli studi clinici, mostrando che in contesti clinici reali, <b>t</b><b>irzepatide</b> tende a superare <b>s</b><b>emaglutide</b> in termini di perdita di peso, anche se con tassi di discontinuazione simili per entrambi i farmaci (<a href="https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2821080" target="_blank" rel="noopener">Rodriguez et al. 2024</a>).</p>
<h2 class="western">Conclusione</h2>
<p>L&#8217;importanza di utilizzare <b>s</b><b>emaglutide</b> e <b>t</b><b>irzepatide</b> nel trattamento dell&#8217;obesità è evidente non solo per la loro capacità di facilitare una significativa perdita di peso ma anche per i loro effetti a cascata sui vari aspetti della salute legati all&#8217;obesità. Questi farmaci non sono solo strumenti per la perdita di peso, ma interventi medici che possono migliorare la qualità della vita, ridurre il rischio di malattie correlate e, a lungo termine, potenzialmente ridurre i costi sanitari associati alle complicanze dell&#8217;obesità. Tuttavia, la scelta tra i due deve considerare fattori individuali come la risposta personale al trattamento, la presenza di altre condizioni mediche, e questioni pratiche come il costo e la copertura assicurativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/perche-e-importante-usare-semaglutide-e-tirzepatide-nel-trattamento-dellobesita/">Perché è importante usare semaglutide e tirzepatide nel trattamento dell&#8217;obesità</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Le diete fanno ingrassare</title>
		<link>https://www.obesita.com/le-diete-fanno-ingrassare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 15:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni, milioni di persone si sono sottoposte a diete nella speranza di perdere peso e migliorare la propria salute. Eppure, molti si trovano a combattere con un paradosso frustrante: non solo è difficile mantenere il peso perso, ma spesso si finisce per ingrassare ancora di più. Perché accade questo? La risposta risiede nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/VlPl_tXXS98" width="1927" height="1080" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Negli ultimi decenni, milioni di persone si sono sottoposte a diete nella speranza di perdere peso e migliorare la propria salute. Eppure, molti si trovano a combattere con un paradosso frustrante: non solo è difficile mantenere il peso perso, ma spesso si finisce per ingrassare ancora di più. Perché accade questo? La risposta risiede nella fisiologia del nostro organismo.</p>
<h3 class="western"><strong>Il corpo umano e la risposta alla perdita di peso</strong></h3>
<p>Quando si perde peso, il corpo non interpreta questa riduzione come un successo dietetico, bensì come una minaccia alla sopravvivenza. L&#8217;organismo umano è programmato per proteggersi dalle carestie e, di fronte a una riduzione dell&#8217;apporto calorico, attiva meccanismi di compensazione. Questo significa che, dopo una perdita di peso significativa, il corpo cercherà di recuperare i chili persi, spesso accumulandone di più per prevenire future &#8220;carestie&#8221;.</p>
<p>Uno dei modi in cui il corpo reagisce è attraverso il cervello. Le aree cerebrali coinvolte nel controllo del comportamento alimentare sono le stesse che rispondono alle sostanze d&#8217;abuso, come le droghe. Questo spiega perché molte persone sviluppano una sorta di dipendenza dal cibo, specialmente dai cibi altamente palatabili come i dolci.</p>
<h3 class="western"><strong>Cosa sono le diete</strong></h3>
<p>Le diete sono strategie alimentari che mirano a regolare l&#8217;assunzione di cibo con l&#8217;obiettivo di modificare il peso corporeo. Tuttavia, la restrizione calorica può attivare meccanismi di difesa dell&#8217;organismo, rendendo difficile il mantenimento del peso perso nel tempo.</p>
<p>Il professor Melchionda, un esperto di nutrizione dell&#8217;Università di Bologna, già negli anni &#8217;90 aveva evidenziato questo problema nel suo libro <em>Le diete fanno ingrassare</em>. Da allora, le conoscenze scientifiche in materia si sono ampliate, ma il concetto di base rimane lo stesso: la perdita di peso non è solo una questione di volontà, ma una complessa interazione tra fisiologia, genetica e ambiente.</p>
<h3 class="western"><strong>L&#8217;obesità è una malattia cronica</strong></h3>
<p>Per gestire il peso occorre capire che l&#8217;obesità è una malattia cronica e oggi, a differenza degli anni &#8217;90, abbiamo a disposizione strumenti più avanzati per la gestione dell&#8217;obesità. Farmaci specifici possono non solo aiutare nella perdita di peso, ma anche nel mantenimento del peso raggiunto. Inoltre, alcuni di questi farmaci agiscono direttamente sulle complicanze metaboliche associate all&#8217;eccesso di peso, riducendo i rischi per la salute.</p>
<p>L&#8217;approccio moderno alla gestione del peso deve quindi essere multidimensionale. Oltre alla dieta e all&#8217;esercizio fisico, è fondamentale considerare interventi farmacologici mirati e, in alcuni casi, strategie comportamentali per affrontare la relazione complessa tra il cervello e il cibo.</p>
<h3 class="western"><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>La perdita di peso non è solo una questione di calorie in entrata e in uscita, ma coinvolge meccanismi biologici profondi che regolano la fame, il metabolismo e il comportamento alimentare.</p>
<p>Oggi, grazie ai nuovi farmaci, si può sperare di ottenere un controllo del peso nel lungo periodo e di migliorare la qualità della vita.</p>
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		<title>Tirzepatide e semaglutide sembrano ridurre lo sviluppo di alcuni tumori</title>
		<link>https://www.obesita.com/tirzepatide-e-semaglutide-sembrano-ridurre-lo-sviluppo-di-alcuni-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 10:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Effetti di Tirzepatide sullo sviluppo tumorale Tirzepatide ha dimostrato effetti anti-tumorali in modelli pre-clinici di cancro endometriale legato all&#8217;obesità. In uno studio su modelli murini, tirzepatide ha ridotto sia il peso corporeo sia la crescita tumorale, attraverso la modulazione di percorsi metabolici e immunitari, con effetti diversi tra soggetti obesi e magri [Kong et al., [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/tirzepatide-e-semaglutide-sembrano-ridurre-lo-sviluppo-di-alcuni-tumori/">Tirzepatide e semaglutide sembrano ridurre lo sviluppo di alcuni tumori</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="western"><strong>Effetti di Tirzepatide sullo sviluppo tumorale</strong></h3>
<p><strong>Tirzepatide</strong> ha dimostrato effetti anti-tumorali in modelli pre-clinici di cancro endometriale legato all&#8217;obesità. In uno studio su modelli murini, <strong>tirzepatide</strong> ha ridotto sia il peso corporeo sia la crescita tumorale, attraverso la modulazione di percorsi metabolici e immunitari, con effetti diversi tra soggetti obesi e magri <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0090825824011545" target="_blank" rel="noopener">[Kong et al., 2024]</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra ricerca ha esaminato il ruolo di <strong>tirzepatide</strong> nel cancro mammario e ha riportato che il farmaco riduce la crescita tumorale in modo indipendente dalla segnalazione dell&#8217;IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile), suggerendo un potenziale effetto benefico nelle neoplasie endocrine <a href="https://cdr.lib.unc.edu/downloads/gf06gd887" target="_blank" rel="noopener">[Gates, 2024]</a>.</p>
<p>Inoltre, una revisione sistematica ha analizzato il rischio oncologico in individui trattati con <strong>tirzepatide</strong>, evidenziando che non c’è un aumento significativo del rischio di cancro in generale, ma alcuni dati suggeriscono possibili effetti protettivi legati alla perdita di peso e alla riduzione dell&#8217;infiammazione <a href="https://www.researchgate.net/profile/Abm-Kamrul-Hasan/publication/388058674_Tirzepatide_and_Cancer_Risk_in_Individuals_with_and_without_Diabetes_A_Systematic_Review_and_Meta-Analysis/links/678a68f31ec9f9589f491a73/Tirzepatide-and-Cancer-Risk-in-Individuals-with-and-without-Diabetes-A-Systematic-Review-and-Meta-Analysis.pdf" target="_blank" rel="noopener">[Kamrul-Hasan et al., 2025]</a>.</p>
<h3 class="western"><strong>Effetti di Semaglutide sullo sviluppo tumorale</strong></h3>
<p>Per quanto riguarda <strong>semaglutide</strong>, gli studi disponibili non indicano un aumento del rischio di cancro. In particolare, un&#8217;analisi sugli effetti metabolici del farmaco ha concluso che non vi è evidenza di un incremento del rischio oncologico, in particolare per il carcinoma papillare della tiroide <a href="https://www.researchgate.net/profile/Abm-Kamrul-Hasan/publication/388058674_Tirzepatide_and_Cancer_Risk_in_Individuals_with_and_without_Diabetes_A_Systematic_Review_and_Meta-Analysis/links/678a68f31ec9f9589f491a73/Tirzepatide-and-Cancer-Risk-in-Individuals-with-and-without-Diabetes-A-Systematic-Review-and-Meta-Analysis.pdf" target="_blank" rel="noopener">[Kamrul-Hasan et al., 2025]</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra ricerca ha confrontato gli effetti di <strong>semaglutide</strong>, <strong>tirzepatide</strong> e <strong>metformina</strong> sulla funzionalità delle cellule β pancreatiche in condizioni di elevata glicemia e lipidi. I risultati hanno indicato che semaglutide e tirzepatide potrebbero avere effetti protettivi sulle cellule pancreatiche, riducendo il rischio di disfunzione cellulare che potrebbe predisporre allo sviluppo di neoplasie [<a href="https://www.mdpi.com/1422-0067/26/1/421" target="_blank" rel="noopener">Gojani et al., 2025</a>].</p>
<h3 class="western"><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>Le evidenze attuali suggeriscono che né <strong>semaglutide</strong> né <strong>tirzepatide</strong> siano associati a un aumento del rischio di cancro. Anzi, in alcuni modelli pre-clinici, <strong>tirzepatide</strong> e <strong>semaglutide</strong> hanno mostrato proprietà <strong>anti-tumorali</strong>, specialmente in tumori correlati all&#8217;obesità, come il cancro endometriale e mammario. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per chiarire meglio i meccanismi alla base di questi effetti e la loro rilevanza clinica.</p>
<p>Per un aggiornamento sui dati clinici più recenti e sul rischio oncologico, si veda anche <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-tumori/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="353" data-end="423">Semaglutide, tirzepatide e tumori: aumentano il rischio? Dati 2026</strong></a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/tirzepatide-e-semaglutide-sembrano-ridurre-lo-sviluppo-di-alcuni-tumori/">Tirzepatide e semaglutide sembrano ridurre lo sviluppo di alcuni tumori</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Promo Canale YouTube</title>
		<link>https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 05:34:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo canale si rivolge a tutte quelle persone che sono dimagrite e hanno recuperato i chili perduti. Qui si palerà delle problematiche dell&#8217;eccesso di peso e, in particolare dei trattamenti farmacologici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/">Promo Canale YouTube</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/RQMuqD-kZ8w?si=y_dYi4CCV2F_cvY0" width="1920" height="1080" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p class="has-medium-font-size">Questo canale si rivolge a tutte quelle persone che sono dimagrite e hanno recuperato i chili perduti.</p>
<p>Qui si palerà delle problematiche dell&#8217;eccesso di peso e, in particolare dei trattamenti farmacologici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/">Promo Canale YouTube</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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