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	<title>retatrutide Archivi - Obesità - Manuale di sopravvivenza</title>
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	<description>Dimagrire è facile, mantenere il peso è impossibile</description>
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	<title>retatrutide Archivi - Obesità - Manuale di sopravvivenza</title>
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		<title>Il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità: non soltanto perdere più peso</title>
		<link>https://www.obesita.com/futuro-farmaci-obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I farmaci per l'obesità stanno raggiungendo cali ponderali prima impensabili, ma la ricerca non punta soltanto a perdere più peso. Tollerabilità, mantenimento, composizione corporea, prevenzione delle complicanze, formulazioni più pratiche e personalizzazione definiranno la prossima fase della terapia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/futuro-farmaci-obesita/">Il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità: non soltanto perdere più peso</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 0 0 28px 0; font-size: 1em; color: #222; line-height: 1.7;"><strong style="color: #2e5f8a;">Sintesi.</strong> Il <strong>futuro dei farmaci per l&#8217;obesità</strong> non dipenderà soltanto da una percentuale più alta di peso perso. Una maggiore efficacia resta importante, soprattutto nelle forme più gravi, ma la ricerca sta perseguendo anche altri obiettivi: ridurre gli effetti indesiderati, mantenere il risultato nel tempo, preservare muscolo e funzione, prevenire le complicanze, semplificare la terapia e renderla accessibile a più persone. Il passaggio decisivo sarà probabilmente da una classifica dei farmaci a una terapia personalizzata, capace di individuare il trattamento e la dose più adatti a ciascun paziente.</div>
<figure id="attachment_2069" aria-describedby="caption-attachment-2069" style="width: 431px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-2069" src="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-300x169.png" alt="Il futuro dei farmaci per l'obesità tra efficacia, mantenimento e salute" width="431" height="243" srcset="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-300x169.png 300w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-1024x576.png 1024w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-768x432.png 768w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-1536x864.png 1536w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-720x405.png 720w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-580x326.png 580w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita-320x180.png 320w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/09/futuro-farmaci-obesita.png 1672w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /><figcaption id="caption-attachment-2069" class="wp-caption-text">La ricerca non punta soltanto a una maggiore perdita di peso, ma a terapie più tollerabili, durature e personalizzate.</figcaption></figure>
<h2>Introduzione</h2>
<p>La percezione pubblica dei nuovi farmaci per l&#8217;obesità è dominata da una gara di percentuali: quale fa perdere il 15%, quale supera il 20%, quale si avvicina al 30% del peso iniziale. È comprensibile, perché l&#8217;aumento dell&#8217;efficacia ha trasformato le possibilità terapeutiche. La semaglutide 2,4 mg ha prodotto nello studio STEP 1 un calo medio del 14,9% a 68 settimane; la tirzepatide, alla dose di 15 mg, è arrivata al 20,9% nell&#8217;analisi principale di SURMOUNT-1 (Wilding et al., 2021; Jastreboff et al., 2022).</p>
<p>La ricerca non si è fermata. La <strong>retatrutide</strong>, che agisce sui recettori di GIP, GLP-1 e glucagone, dispone ora di due studi di fase 3 pubblicati integralmente il 29 settembre 2026: TRIUMPH-1 sul New England Journal of Medicine e TRIUMPH-2 su The Lancet.</p>
<p>In TRIUMPH-1, condotto su 2.339 adulti senza diabete, la dose di 12 mg ha prodotto una perdita media di peso del 25,0% a 80 settimane, contro il 3,9% con placebo, nell’analisi principale che considera anche le interruzioni del trattamento. Il valore del 28,3%, inizialmente riportato nei comunicati aziendali, deriva invece dall’efficacy estimand, che stima il risultato nell’ipotesi di prosecuzione della terapia prevista: non è un dato smentito, ma una diversa analisi dello stesso studio (Jastreboff et al., 2026b).</p>
<p>In TRIUMPH-2, su 1.152 adulti con sovrappeso od obesità e diabete di tipo 2, la perdita media con 12 mg è stata del 18,8% a 80 settimane, contro il 5,1% con placebo, nell’analisi principale; con l’efficacy estimand è risultata del 20,8%, contro il 4,0% (Bellido et al., 2026).</p>
<p>Questi risultati documentano un’efficacia importante, ma non costituiscono un confronto diretto con semaglutide o tirzepatide: popolazioni, durata e caratteristiche degli studi differiscono. Per i dettagli sui risultati e sulla tollerabilità si rimanda all’articolo <a href="https://www.obesita.com/retatrutide-e-cagrisema-i-nuovi-farmaci-anti-obesita-che-cambieranno-la-terapia/">«Retatrutide e CagriSema: i nuovi farmaci anti-obesità»</a>.</p>
<p>Con il termine <strong>pipeline</strong> si indica l&#8217;insieme delle molecole in sviluppo, dalle prime sperimentazioni sull&#8217;uomo fino agli studi necessari per l&#8217;approvazione. Oggi comprende agonisti di più recettori, farmaci basati sull&#8217;amilina, piccole molecole orali, formulazioni a lunga durata e trattamenti rivolti alla composizione corporea. La domanda non è più soltanto se un farmaco possa determinare un calo clinicamente importante, ma come rendere il trattamento più efficace per il singolo paziente, più tollerabile e più sostenibile nel tempo (Park et al., 2025).</p>
<blockquote><p>Il futuro non si deciderà soltanto su quanto peso fa perdere un farmaco, ma su chi riesce a usarlo, per quanto tempo, con quali benefici e a quale costo.</p></blockquote>
<h2>L&#8217;efficacia continua a contare, ma non basta</h2>
<p>La possibilità di ottenere cali ponderali vicini a quelli osservati dopo alcuni interventi di chirurgia bariatrica rappresenta un risultato straordinario, ma non permette di considerare chiusa la ricerca sull&#8217;efficacia. I confronti con la chirurgia devono rimanere prudenti: cambiano la popolazione trattata, la durata dell&#8217;osservazione, il modo in cui viene calcolato il calo e, soprattutto, la disponibilità di dati a lungo termine.</p>
<p>Inoltre, una media non descrive tutti i pazienti. Alcune persone perdono molto più del valore medio, altre molto meno; alcune non raggiungono la dose prevista, mentre altre partono da un&#8217;obesità tanto grave che anche un calo del 20–25% può lasciare un rischio clinico rilevante. Per questo la ricerca continua a studiare agonisti multipli, associazioni con l&#8217;amilina e dosi differenti delle molecole esistenti.</p>
<p>Il punto, quindi, non è che perdere più peso abbia smesso di contare. È cambiato il significato della gara: <strong>l&#8217;efficacia deve essere sufficiente per il bisogno clinico individuale</strong> e va valutata insieme a sicurezza, tollerabilità, qualità del calo ponderale e possibilità di proseguire la terapia.</p>
<h3>BGM0504: un nuovo agonista GIP/GLP-1 ancora in fase 2</h3>
<p>Un’altra molecola in sviluppo è BGM0504, agonista dei recettori GIP e GLP-1 somministrato una volta alla settimana. In uno studio randomizzato di fase 2, condotto in 120 adulti cinesi con sovrappeso od obesità senza diabete, dopo 24 settimane il calo medio del peso è stato del 10,68% con 5 mg, del 16,07% con 10 mg e del 18,33% con 15 mg, rispetto a un aumento dello 0,13% con placebo (Ji et al., 2026).</p>
<p>Il risultato è rilevante, ma non permette confronti con tirzepatide o con altre molecole valutate in studi differenti. La sperimentazione era breve, comprendeva pochi partecipanti ed è stata condotta esclusivamente in Cina. Gli eventi avversi erano prevalentemente gastrointestinali e aumentavano con la dose. BGM0504 non è approvato e dovrà confermare efficacia, tollerabilità e sicurezza negli studi di fase 3.</p>
<h3>EloraTZP: associare eloralintide e tirzepatide</h3>
<p>EloraTZP è una combinazione sperimentale di eloralintide, agonista selettivo dell’amilina, e tirzepatide, attiva sui recettori GIP e GLP-1.</p>
<p>Il 30 settembre 2026 Lilly ha comunicato i risultati di uno studio randomizzato di fase 2b, presentato al congresso EASD, su 367 adulti con sovrappeso o obesità e diabete tipo 2. A 48 settimane, eloralintide 9 mg associata a tirzepatide 15 mg ha prodotto un calo ponderale medio del <strong>23,3%</strong>, contro il <strong>14,8%</strong> con tirzepatide 15 mg da sola.</p>
<p>Queste percentuali derivano dall’<em>efficacy estimand</em>: stimano il risultato nell’ipotesi di prosecuzione della terapia prevista. Il confronto con tirzepatide era secondario; l’obiettivo principale riguardava il confronto con placebo.</p>
<p>La maggiore efficacia va valutata insieme alla tollerabilità: nei gruppi trattati con la combinazione, le interruzioni per eventi avversi variavano dal <strong>10,8% al 27%</strong>, contro il <strong>2,9%</strong> con tirzepatide.</p>
<p>Sono risultati preliminari, comunicati dall’azienda, che richiedono conferma negli studi di fase 3. Nel trial i farmaci venivano somministrati con iniezioni separate; è prevista una co-formulazione con titolazione ottimizzata. Questi dati non costituiscono un’indicazione ad associare autonomamente i trattamenti.</p>
<h2>Tollerabilità e continuità terapeutica</h2>
<p>Un farmaco molto potente serve poco se il paziente non riesce ad assumerlo con continuità. Nausea, vomito, diarrea, stipsi e altri disturbi gastrointestinali sono generalmente lievi o moderati, ma in alcune persone limitano l&#8217;aumento della dose o determinano la sospensione. Anche costi, disponibilità e difficoltà organizzative possono interrompere una terapia efficace.</p>
<p>Uno studio retrospettivo statunitense su 7.881 persone trattate nella pratica clinica con semaglutide o tirzepatide ha mostrato che il 20,4% aveva interrotto entro tre mesi e un altro 32,0% tra tre e dodici mesi. Il calo medio a un anno era inferiore a quello dei trial registrativi, soprattutto tra chi aveva sospeso precocemente o era rimasto a dosi più basse. Il dato non può essere trasferito automaticamente alla realtà italiana, ma chiarisce la distanza che può esistere tra efficacia sperimentale ed efficacia nella vita quotidiana (Gasoyan et al., 2025).</p>
<p>Il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità comprende quindi molecole e schemi capaci di ridurre gli effetti indesiderati, titolazioni più flessibili e formulazioni che si adattino meglio alle preferenze del paziente. La dose massima non è necessariamente la dose migliore per tutti: nella pratica conta la <strong>dose efficace individuale</strong>, cioè quella che produce un beneficio adeguato e sostenibile con una tollerabilità accettabile.</p>
<h2>Mantenere il risultato nel tempo</h2>
<p>Il limite principale della terapia dell&#8217;obesità non è soltanto perdere peso, ma mantenere il risultato. Negli studi STEP 4 e SURMOUNT-4, chi ha continuato rispettivamente la semaglutide o la tirzepatide ha mantenuto o ampliato il calo, mentre chi è passato al placebo ha ripreso progressivamente peso (Rubino et al., 2021; Aronne et al., 2024). Il fenomeno non indica dipendenza dal farmaco: riflette la riattivazione dei meccanismi biologici che favoriscono il recupero ponderale quando viene meno il trattamento.</p>
<p>L&#8217;obesità è una malattia cronica, ma il trattamento cronico non significa necessariamente stessa molecola e stessa dose per tutta la vita. La ricerca sta valutando strategie differenti: <a href="https://www.obesita.com/ridurre-dose-mounjaro-mantenimento-peso/" target="_blank" rel="noopener">prosecuzione alla dose efficace individuale</a>, passaggio a una formulazione più pratica, impiego sequenziale di farmaci diversi e molecole a durata più lunga.</p>
<p>Lo <a href="https://www.obesita.com/attain-maintain-iniezione-pillola-orforglipron/" target="_blank" rel="noopener">studio ATTAIN-MAINTAIN</a> ha fornito una prima prova concreta della terapia sequenziale. Persone che avevano perso peso con semaglutide o tirzepatide sono state assegnate a orforglipron orale oppure al placebo: il passaggio a orforglipron ha consentito di conservare una quota sensibilmente maggiore del calo ottenuto. Questo risultato non dimostra che la sostituzione sia adatta a tutti, ma apre una strada diversa dalla semplice alternativa tra continuare indefinitamente lo stesso iniettabile e sospendere ogni terapia (Aronne et al., 2026).</p>
<p>Anche le formulazioni a lunga durata possono facilitare la continuità. La maridebart cafraglutide, nota durante lo sviluppo come MariTide, è stata somministrata mensilmente in uno studio di fase 2 e si trova ora in fase 3. Una somministrazione meno frequente potrebbe risultare utile nella terapia cronica, anche se efficacia, sicurezza e reale vantaggio sul mantenimento dovranno essere confermati (Jastreboff et al., 2025). Il motivo per cui il peso tende a risalire dopo la sospensione è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/perche-si-recuperano-i-chili-persi/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Perché si recuperano i chili persi»</em></a>.</p>
<h2>Perdere grasso preservando muscolo e funzione</h2>
<p>Il peso corporeo non distingue il grasso dal muscolo, dall&#8217;acqua e dagli altri tessuti. Durante un calo importante diminuisce soprattutto la massa grassa, ma si riduce anche la massa magra. Questo non equivale automaticamente a una perdita patologica di muscolo: la massa magra misurata con DXA comprende infatti acqua e tessuti non adiposi, mentre forza, prestazione fisica e autonomia sono aspetti distinti.</p>
<p>Nella maggior parte degli adulti con obesità e una buona riserva muscolare non è stato dimostrato che semaglutide o tirzepatide provochino una compromissione funzionale. Nello <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-perdita-massa-muscolare-semalean/" target="_blank" rel="noopener">studio SEMALEAN</a> la massa magra è diminuita inizialmente e si è poi stabilizzata, mentre la forza di presa è migliorata. L&#8217;attenzione deve essere maggiore negli anziani, nelle persone fragili, nei pazienti con sarcopenia o con una ridotta riserva muscolare (Alissou et al., 2026). Il tema è discusso più estesamente nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-massa-muscolare/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Semaglutide e tirzepatide fanno perdere massa muscolare?»</em></a>.</p>
<p>Una nuova linea di ricerca affianca ai farmaci che riducono l&#8217;appetito alcune molecole dirette alla composizione corporea. In un trial randomizzato di fase 2, l&#8217;associazione tra bimagrumab e semaglutide ha determinato un calo rilevante del peso e della massa grassa, preservando meglio la massa magra rispetto alla sola semaglutide (Heymsfield et al., 2026). È un risultato importante, ma non ancora sufficiente per concludere che questi trattamenti migliorino la forza, la mobilità o gli esiti clinici. Nello studio RESILIENT sulla miosite a corpi inclusi, bimagrumab ha aumentato la massa magra senza migliorare la distanza percorsa in sei minuti; anche nell&#8217;estensione fino a due anni non sono emersi vantaggi clinicamente significativi sulla mobilità o sulla forza muscolare (Hanna et al., 2019; Amato et al., 2021). È un esempio significativo del fatto che <strong>la quantità di muscolo non coincide necessariamente con la sua funzione</strong>. Il vero obiettivo non è conservare un numero alla DXA: è <strong>preservare un muscolo che funzioni</strong>.</p>
<h2>Trattare le complicanze, non soltanto il peso</h2>
<p>La trasformazione più importante riguarda probabilmente gli obiettivi terapeutici. Il peso rimane un indicatore utile, ma il fine clinico è ridurre malattia, disabilità e mortalità. Gli studi più recenti hanno iniziato a valutare eventi cardiovascolari, insufficienza cardiaca, apnee ostruttive del sonno, danno renale e steatoepatite metabolica.</p>
<p>È la stessa direzione indicata nel 2026 da una <em>Scientific Statement</em> dell’Endocrine Society: gli obiettivi della terapia dovrebbero essere definiti in rapporto al miglioramento della salute, non soltanto come variazione percentuale del peso. Il documento richiama la composizione corporea, la funzione fisica, la qualità di vita, il controllo delle complicanze e l’eterogeneità della risposta individuale. Non si tratta però di una linea guida e non introduce nuove indicazioni, soglie o algoritmi terapeutici (Jastreboff et al., 2026).</p>
<h3>Cuore e rene</h3>
<p>Nello studio SELECT, condotto in persone con sovrappeso o obesità, malattia cardiovascolare e assenza di diabete, la semaglutide <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-e-tirzepatide-i-nuovi-alleati-del-cuore-contro-linfiammazione-silenziosa/" target="_blank" rel="noopener">ha ridotto del 20% il rischio relativo</a> dell&#8217;endpoint composto da morte cardiovascolare, infarto non fatale e ictus non fatale (Lincoff et al., 2023). Un&#8217;analisi prespecificata ha mostrato anche una riduzione degli esiti renali compositi e un rallentamento del declino della funzione renale (Colhoun et al., 2024).</p>
<p>Nello studio SUMMIT, la tirzepatide ha ridotto il rischio dell&#8217;endpoint composto da morte cardiovascolare o peggioramento dell&#8217;insufficienza cardiaca nelle persone con obesità e scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata, migliorando anche sintomi e limitazioni fisiche (Packer et al., 2025). Studi di grandi dimensioni come SURMOUNT-MMO stanno ora verificando se questi benefici si traducano in una riduzione più ampia di morbilità e mortalità nelle persone con obesità, anche in prevenzione primaria (Lam et al., 2025).</p>
<h3>Apnee ostruttive del sonno e fegato</h3>
<p>Nei due trial SURMOUNT-OSA, la tirzepatide ha ridotto in modo marcato l&#8217;indice di apnea-ipopnea, il carico ipossico e il peso corporeo nelle persone con obesità e apnee ostruttive del sonno moderate o gravi (Malhotra et al., 2024). Nello studio ESSENCE, la semaglutide 2,4 mg ha ottenuto la <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-fegato-grasso/" target="_blank" rel="noopener">risoluzione della MASH senza peggioramento della fibrosi</a> nel 62,9% dei partecipanti, rispetto al 34,3% con placebo; anche il miglioramento della fibrosi senza peggioramento della MASH è risultato più frequente (Sanyal et al., 2025).</p>
<p>Questi risultati non dimostrano che ogni beneficio sia indipendente dal dimagrimento. Nelle apnee, nel fegato e nell&#8217;insufficienza cardiaca una parte dell&#8217;effetto può dipendere dalla riduzione del peso e del grasso viscerale; in altri casi possono contribuire meccanismi metabolici o antinfiammatori. Per il paziente, tuttavia, la distinzione biologica è meno importante dell&#8217;esito finale: respirare meglio, ridurre gli eventi, preservare la funzione degli organi.</p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #1a3a5c; line-height: 1.7;"><strong>Nota metodologica.</strong> Non tutte le ipotesi favorevoli trovano conferma. Nei trial EVOKE ed EVOKE+, condotti su 3.808 persone con malattia di Alzheimer sintomatica in fase iniziale, la semaglutide orale ha modificato alcuni marcatori biologici, ma non ha rallentato il declino clinico. Il risultato ricorda che un biomarcatore favorevole non equivale necessariamente a un beneficio per il paziente (Cummings et al., 2026).</div>
<h2>Formulazioni orali, farmaci mensili e accessibilità</h2>
<p>La migliore terapia possibile non produce alcun beneficio se rimane fuori dalla portata della maggior parte delle persone. Prezzo, rimborso, capacità produttiva, distribuzione e semplicità d&#8217;uso sono quindi parte integrante dell&#8217;innovazione.</p>
<p>Le formulazioni orali rispondono a bisogni diversi. La <a href="https://www.obesita.com/wegovy-pill-semaglutide-orale-obesita/" target="_blank" rel="noopener">semaglutide orale (Wegovy Pill)</a> è una molecola peptidica e richiede particolari modalità di assunzione; nello studio OASIS 4, alla dose di 25 mg, ha prodotto un calo ponderale dello stesso ordine di grandezza osservato con la formulazione iniettabile negli studi registrativi, pur in assenza di un confronto diretto (Wharton et al., 2025a). <a href="https://www.obesita.com/orforglipron-foundayo-come-funziona-e-interazioni/" target="_blank" rel="noopener">Orforglipron</a> è invece una piccola molecola non peptidica, viene assunta senza le stesse restrizioni rispetto a cibo e acqua, e potrebbe essere prodotta più facilmente su larga scala. In ATTAIN-1 ha determinato un calo significativo, ma mediamente inferiore a quello osservato nei trial delle incretine iniettabili più efficaci (Wharton et al., 2025b).</p>
<p>Non esiste quindi una regola secondo cui una compressa debba essere meno efficace di un&#8217;iniezione. Molecola, dose, assorbimento e aderenza contano più della via di somministrazione. Inoltre, lo stato regolatorio e la disponibilità di semaglutide orale e orforglipron non sono uguali in tutti i Paesi e possono cambiare rapidamente.</p>
<p>Le compresse non sostituiranno necessariamente gli iniettabili, così come i farmaci mensili non sostituiranno quelli settimanali. Amplieranno le possibilità di scelta. Per alcune persone conterà soprattutto l&#8217;efficacia massima; per altre la semplicità, la discrezione, la frequenza di somministrazione o il costo.</p>
<h2>Verso una terapia personalizzata</h2>
<p>Oggi il confronto tra farmaci si basa soprattutto sulle medie. Nella pratica clinica, però, le risposte sono eterogenee: variano l&#8217;effetto sull&#8217;appetito, il calo ponderale, la tollerabilità e l&#8217;impatto sulle singole complicanze. Un farmaco può essere eccellente per un paziente e poco utile per un altro.</p>
<p>Il futuro potrebbe quindi assomigliare più alla terapia dell&#8217;ipertensione che a una graduatoria sportiva: molecole diverse, associazioni e dosi adattate al profilo clinico. La presenza di MASH, apnee ostruttive, malattia cardiovascolare, insufficienza cardiaca, diabete, fragilità o rischio di sarcopenia potrà influenzare la scelta insieme alle preferenze personali e alla risposta osservata.</p>
<p>I <a href="https://www.obesita.com/genetica-risposta-semaglutide-tirzepatide/" target="_blank" rel="noopener">test genetici disponibili</a> non consentono ancora di prevedere quale farmaco funzionerà meglio nel singolo individuo. La personalizzazione, oggi, rimane soprattutto clinica: obiettivi concordati, aumento graduale della dose, valutazione della risposta e modifica della strategia quando il beneficio non è adeguato. Le ragioni per cui semaglutide o tirzepatide possono sembrare inefficaci sono approfondite nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-non-funzionano/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Semaglutide o tirzepatide non funzionano?»</em></a>.</p>
<h2>La prova della pratica clinica</h2>
<p>I trial randomizzati stabiliscono se un trattamento può funzionare e permettono di attribuirgli con maggiore sicurezza un beneficio o un rischio. La <strong>real-world evidence</strong>, cioè i dati raccolti durante l&#8217;uso nella pratica quotidiana, risponde a domande differenti: quante persone iniziano davvero il trattamento, quante lo continuano, quali dosi raggiungono, perché lo interrompono e quali risultati ottengono fuori dai centri sperimentali.</p>
<p>Le due fonti di evidenza sono complementari. I grandi studi pragmatici e osservazionali potranno chiarire l&#8217;impatto su disabilità, ospedalizzazioni, complicanze e costi sanitari, ma non sostituiranno i trial controllati nella dimostrazione di causalità. Il successo della nuova farmacoterapia dell&#8217;obesità dipenderà dalla capacità di trasformare l&#8217;efficacia biologica in un beneficio accessibile e duraturo nella popolazione.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La ricerca continua a cercare farmaci capaci di produrre un calo ponderale maggiore, perché l&#8217;efficacia conserva un valore decisivo nelle forme più gravi e nei pazienti che rispondono poco. La percentuale di peso perso, tuttavia, non basta più a definire il valore di una terapia.</p>
<p>Il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità dipenderà dall&#8217;equilibrio tra efficacia e tollerabilità, dalla possibilità di conservare il risultato, dalla qualità del calo ponderale, dalla prevenzione delle complicanze e dall&#8217;accessibilità. Non emergerà necessariamente un unico vincitore. È più probabile che aumentino le opzioni e che il progresso consista nel trovare <strong>il farmaco giusto, alla dose giusta, per il paziente giusto</strong>.</p>
<p><strong>In sintesi:</strong> il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità non sarà soltanto una percentuale più alta sulla bilancia. Sarà una terapia cronica e personalizzata, capace di ridurre il grasso preservando la funzione, migliorare la salute oltre il peso e adattarsi alle necessità cliniche ed economiche della persona.</p>
<hr />
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>I nuovi farmaci faranno perdere ancora più peso?</h3>
<p>Alcune molecole sperimentali hanno già mostrato perdite di peso importanti. In TRIUMPH-1, pubblicato nel settembre 2026, retatrutide 12 mg ha prodotto un calo medio del 25,0% a 80 settimane nelle persone senza diabete, considerando anche le interruzioni del trattamento. Questo risultato non dimostra una superiorità rispetto ad altri farmaci studiati in condizioni differenti e non garantisce lo stesso calo a ogni paziente. La retatrutide resta sperimentale: efficacia, tollerabilità e possibilità di mantenere il beneficio devono essere considerate insieme.</p>
<h3>Un farmaco futuro permetterà di sospendere definitivamente la terapia?</h3>
<p>Al momento non esistono prove che una nuova molecola possa eliminare in modo permanente la predisposizione biologica al recupero del peso. Potrebbero però diventare possibili strategie più flessibili, come dosi individualizzate, formulazioni meno frequenti o il passaggio da un farmaco a un altro nella fase di mantenimento.</p>
<h3>Servirà a tutti un farmaco per preservare il muscolo?</h3>
<p>No. Nella maggior parte degli adulti con una buona riserva muscolare non è stata dimostrata una perdita funzionale causata dalle incretine. I trattamenti diretti alla massa muscolare potrebbero risultare più utili negli anziani, nelle persone fragili o con sarcopenia, ma devono ancora dimostrare benefici clinici oltre alla composizione corporea.</p>
<h3>Le compresse sostituiranno le iniezioni?</h3>
<p>Non necessariamente. Le compresse ampliano la scelta e possono facilitare l&#8217;accesso o l&#8217;accettazione della terapia; gli iniettabili possono offrire maggiore efficacia o una somministrazione meno frequente. La preferenza dipenderà dalla molecola, dal profilo clinico e dalle esigenze del paziente.</p>
<h3>In futuro si potrà scegliere il farmaco con un test genetico?</h3>
<p>Non ancora. Alcune varianti genetiche possono influenzare la risposta, ma i dati disponibili non giustificano test commerciali per scegliere tra semaglutide, tirzepatide o altri farmaci. Oggi la personalizzazione si basa sulla valutazione clinica e sulla risposta osservata durante il trattamento.</p>
<h3>Conviene aspettare un farmaco nuovo prima di iniziare?</h3>
<p>Se esiste già un&#8217;indicazione al trattamento, in genere non vi è ragione di lasciare l&#8217;obesità non trattata nell&#8217;attesa di una molecola sperimentale. La scelta deve considerare benefici attesi, rischi, costi, alternative disponibili e preferenze della persona, all&#8217;interno della relazione tra medico e paziente.</p>
<p><!-- GLOSSARIO (box ambra) --></p>
<h2>Glossario dei termini principali</h2>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;">
<p><strong>Pipeline</strong>: l&#8217;insieme dei farmaci in sviluppo, dalle prime sperimentazioni sull&#8217;uomo fino alla richiesta di approvazione.</p>
<p><strong>Agonista multiplo</strong>: molecola capace di attivare più recettori coinvolti nella regolazione dell&#8217;appetito, del metabolismo e del peso.</p>
<p><strong>Piccola molecola</strong>: composto di dimensioni ridotte, generalmente producibile con sintesi chimica e spesso adatto alla somministrazione orale.</p>
<p><strong>Dose efficace individuale</strong>: la dose che nel singolo paziente produce un beneficio adeguato e sostenibile con effetti indesiderati accettabili.</p>
<p><strong>Massa magra</strong>: tutto ciò che non è massa grassa; comprende muscoli, acqua, organi, ossa e altri tessuti e non coincide con la sola massa muscolare.</p>
<p><strong>Endpoint clinico</strong>: evento o risultato prestabilito utilizzato per valutare l&#8217;efficacia di un trattamento, per esempio infarto, ricovero o miglioramento di una malattia.</p>
<p><strong>Real-world evidence</strong>: evidenza ottenuta dall&#8217;impiego dei trattamenti nella pratica quotidiana, al di fuori dei trial clinici tradizionali.</p>
</div>
<h2>Bibliografia</h2>
<p>Alissou M, et al. (2026). Impact of Semaglutide on fat mass, lean mass and muscle function in patients with obesity: The SEMALEAN study. <em>Diabetes, Obesity and Metabolism</em>. 28(1):112–121. DOI: <a href="https://doi.org/10.1111/dom.70141">10.1111/dom.70141</a>.</p>
<p>Amato AA, et al. (2021). Efficacy and Safety of Bimagrumab in Sporadic Inclusion Body Myositis: Long-Term Extension of RESILIENT. <em>Neurology</em>. 96(12)–e1607. DOI: <a href="https://doi.org/10.1212/WNL.0000000000011626">10.1212/WNL.0000000000011626</a>.</p>
<p>Aronne LJ, et al. (2024). Continued Treatment With Tirzepatide for Maintenance of Weight Reduction in Adults With Obesity: The SURMOUNT-4 Randomized Clinical Trial. <em>JAMA</em>. 331(1):38–48. DOI: <a href="https://doi.org/10.1001/jama.2023.24945">10.1001/jama.2023.24945</a>.</p>
<p>Aronne LJ, et al. (2026). Orforglipron for maintenance of body weight reduction: the double-blind, randomized phase 3b ATTAIN-MAINTAIN trial. <em>Nature Medicine</em>. 32(7):2679–2687. DOI: <a href="https://doi.org/10.1038/s41591-026-04386-7">10.1038/s41591-026-04386-7</a>.</p>
<p>Bellido V, le Roux CW, Ekinci EI, et al. (2026). Retatrutide in adults with obesity and type 2 diabetes (TRIUMPH-2): a double-blind, parallel-group, randomised, placebo-controlled, phase 3 trial. <em>The Lancet</em>. Pubblicato online il 29 settembre 2026. DOI: <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)01861-1">10.1016/S0140-6736(26)01861-1</a>.</p>
<p>Colhoun HM, et al. (2024). Long-term kidney outcomes of semaglutide in obesity and cardiovascular disease in the SELECT trial. <em>Nature Medicine</em>. 30(7):2058–2066. DOI: <a href="https://doi.org/10.1038/s41591-024-03015-5">10.1038/s41591-024-03015-5</a>.</p>
<p>Cummings JL, et al. (2026). Efficacy and safety of oral semaglutide 14 mg (flexible dose) in early-stage symptomatic Alzheimer’s disease (EVOKE and EVOKE+): two phase 3, randomised, placebo-controlled trials. <em>The Lancet</em>. 407(10544):2167–2179. DOI: <a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)00459-9">10.1016/S0140-6736(26)00459-9</a>.</p>
<p>Eli Lilly and Company (2026). EloraTZP: risultati del confronto con tirzepatide 15 mg negli adulti con obesità e diabete tipo 2. Comunicato aziendale del 30 settembre 2026 sui risultati dello studio di fase 2b NCT06603571, presentati al congresso EASD. Fonte aziendale, distinta da una pubblicazione scientifica peer-reviewed. <a href="https://www.prnewswire.com/news-releases/lillys-eloratzp-combination-of-eloralintide-and-tirzepatide-delivered-greater-weight-loss-and-a1c-reduction-vs-tirzepatide-15-mg-in-adults-with-obesity-and-type-2-diabetes-302894480.html">Testo del comunicato</a>.</p>
<p>Gasoyan H, et al. (2025). Changes in weight and glycemic control following obesity treatment with semaglutide or tirzepatide by discontinuation status. <em>Obesity</em>. 33(9):1657–1667. DOI: <a href="https://doi.org/10.1002/oby.24331">10.1002/oby.24331</a>.</p>
<p>Hanna MG, et al. (2019). Safety and efficacy of intravenous bimagrumab in inclusion body myositis (RESILIENT): a randomised, double-blind, placebo-controlled phase 2b trial. <em>The Lancet Neurology</em>. 18(9):834–844. DOI: <a href="https://doi.org/10.1016/S1474-4422(19)30200-5">10.1016/S1474-4422(19)30200-5</a>.</p>
<p>Heymsfield SB, et al. (2026). Bimagrumab plus semaglutide alone or in combination for the treatment of obesity: a randomized phase 2 trial. <em>Nature Medicine</em>. 32(3):869–882. DOI: <a href="https://doi.org/10.1038/s41591-026-04204-0">10.1038/s41591-026-04204-0</a>.</p>
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<p>Jastreboff AM, et al. (2025). Once-Monthly Maridebart Cafraglutide for the Treatment of Obesity — A Phase 2 Trial. <em>New England Journal of Medicine</em>. 393(9):843–857. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2504214">10.1056/NEJMoa2504214</a>.</p>
<p>Jastreboff AM, et al. (2026a). Obesity science, research gaps, and opportunities in the new era of obesity medicines: an Endocrine Society scientific statement. <em>Endocrine Reviews</em>. bnag025. DOI: <a href="https://doi.org/10.1210/endrev/bnag025">10.1210/endrev/bnag025</a>.</p>
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<p>Lincoff AM, et al. (2023). Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes. <em>New England Journal of Medicine</em>. 389(24):2221–2232. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2307563">10.1056/NEJMoa2307563</a>.</p>
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<p>Packer M, et al. (2025). Tirzepatide for Heart Failure with Preserved Ejection Fraction and Obesity. <em>New England Journal of Medicine</em>. 392(5):427–437. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2410027">10.1056/NEJMoa2410027</a>.</p>
<p>Park C, et al. (2025). A glimpse into the pipeline of anti-obesity medication development: combining multiple receptor pathways. <em>Frontiers in Endocrinology</em>. 16:1630199. Revisione narrativa. DOI: <a href="https://doi.org/10.3389/fendo.2025.1630199">10.3389/fendo.2025.1630199</a>.</p>
<p>Rubino D, et al. (2021). Effect of Continued Weekly Subcutaneous Semaglutide vs Placebo on Weight Loss Maintenance in Adults With Overweight or Obesity: The STEP 4 Randomized Clinical Trial. <em>JAMA</em>. 325(14):1414–1425. DOI: <a href="https://doi.org/10.1001/jama.2021.3224">10.1001/jama.2021.3224</a>.</p>
<p>Sanyal AJ, et al. (2025). Phase 3 Trial of Semaglutide in Metabolic Dysfunction–Associated Steatohepatitis. <em>New England Journal of Medicine</em>. 392(21):2089–2099. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2413258">10.1056/NEJMoa2413258</a>.</p>
<p>Wharton S, et al. (2025a). Oral Semaglutide at a Dose of 25 mg in Adults with Overweight or Obesity. <em>New England Journal of Medicine</em>. 393(11):1077–1087. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2500969">10.1056/NEJMoa2500969</a>.</p>
<p>Wharton S, et al. (2025b). Orforglipron, an Oral Small-Molecule GLP-1 Receptor Agonist for Obesity Treatment. <em>New England Journal of Medicine</em>. 393(24):2368–2379. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2511774">10.1056/NEJMoa2511774</a>.</p>
<p>Wilding JPH, et al. (2021). Once-Weekly Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity. <em>New England Journal of Medicine</em>. 384(11):989–1002. DOI: <a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2032183">10.1056/NEJMoa2032183</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/futuro-farmaci-obesita/">Il futuro dei farmaci per l&#8217;obesità: non soltanto perdere più peso</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Retatrutide e CagriSema: i nuovi farmaci anti-obesità che cambieranno la terapia</title>
		<link>https://www.obesita.com/retatrutide-e-cagrisema-i-nuovi-farmaci-anti-obesita-che-cambieranno-la-terapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 06:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cagrilintide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Retatrutide e CagriSema sono due nuovi farmaci anti-obesità in fase avanzata di sviluppo. Retatrutide ha mostrato perdite di peso molto elevate negli studi clinici, mentre CagriSema combina semaglutide e cagrilintide. Entrambi potrebbero cambiare la terapia dell’obesità, ma non sono ancora disponibili in Italia.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- SINTESI (obbligatorio — box blu) --></p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 0 0 28px 0; font-size: 1em; color: #222; line-height: 1.7;"><strong style="color: #2e5f8a;">Sintesi.</strong> <strong>Retatrutide e CagriSema</strong> sono due farmaci in sperimentazione per la cura dell&#8217;obesità, somministrati con un&#8217;iniezione sottocutanea alla settimana. Gli studi mostrano perdite di peso importanti e nuove possibilità di trattamento. Con terapie così efficaci diventa centrale trovare la dose che permetta a ogni persona di raggiungere e mantenere il proprio obiettivo di salute, con effetti indesiderati accettabili. La dose massima può non essere necessaria; una riduzione, però, va valutata e seguita nel tempo. I due farmaci agiscono in modo diverso e i risultati disponibili non consentono di stabilire quale sia migliore per tutti. Nessuno dei due è ancora disponibile in Italia.</div>
<p><em>Aggiornamento: 4 ottobre 2026.</em></p>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Fra dicembre 2025 e settembre 2026 si sono accumulati i dati su <strong>retatrutide e CagriSema</strong>, due nuovi farmaci per l&#8217;obesità in fase avanzata di sviluppo. Il 29 settembre 2026 sono stati pubblicati TRIUMPH-1 sul <em>New England Journal of Medicine</em> e TRIUMPH-2 su <em>Lancet</em>, dedicati alla retatrutide rispettivamente nelle persone senza e con diabete di tipo 2 (Jastreboff et al., 2026; Bellido et al., 2026). Per CagriSema, al confronto diretto con tirzepatide si sono aggiunti i risultati di settembre sulle dosi più basse.</p>
<p>Per chi convive con l&#8217;obesità, queste novità pongono domande concrete: quali benefici potranno offrire, come scegliere una terapia tollerabile e quando sarà disponibile. I dati sulle dosi aggiungono una questione importante: quanto trattamento serve alla singola persona per ottenere il risultato concordato con il medico e conservarlo nel tempo?</p>
<figure id="attachment_1711" aria-describedby="caption-attachment-1711" style="width: 473px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class=" wp-image-1711" src="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-300x200.jpg" alt="Retatrutide e CagriSema nuovi farmaci anti-obesità" width="473" height="315" srcset="https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-300x200.jpg 300w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-1024x683.jpg 1024w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-768x512.jpg 768w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-1536x1024.jpg 1536w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-720x480.jpg 720w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-580x387.jpg 580w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita-320x213.jpg 320w, https://www.obesita.com/wp-content/uploads/2026/05/retatrutide-vs-cagrisema-farmaci-obesita.jpg 1600w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption id="caption-attachment-1711" class="wp-caption-text">Retatrutide e CagriSema rappresentano due strategie diverse nella prossima generazione dei farmaci anti-obesità: triplo agonismo recettoriale e combinazione GLP-1/amilina.</figcaption></figure>
<h2>Retatrutide e CagriSema: due strategie farmacologiche distinte</h2>
<p>Entrambi vengono studiati come <strong>iniezioni sottocutanee settimanali</strong>, ma utilizzano meccanismi diversi per intervenire sui segnali che regolano appetito e metabolismo.</p>
<h3>Retatrutide: un solo farmaco, tre recettori</h3>
<p>La retatrutide, sviluppata da Eli Lilly, è una singola molecola che attiva tre recettori ormonali: quelli di <em>GIP</em> (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente), <em>GLP-1</em> (peptide-1 simile al glucagone) e <em>glucagone</em>. Per questo viene chiamata <strong>triplo agonista</strong> (Jastreboff et al., 2023). GIP e GLP-1 sono incretine, ormoni intestinali che contribuiscono alla regolazione della glicemia; i farmaci che ne attivano i recettori possono agire anche sui circuiti dell&#8217;appetito.</p>
<p>L&#8217;aggiunta del glucagone è la novità. Tirzepatide attiva GIP e GLP-1, semaglutide solo GLP-1. Negli studi sperimentali il glucagone aumenta il dispendio energetico e agisce sul metabolismo dei grassi nel fegato; quanto questa componente contribuisca alla perdita di peso nell&#8217;uomo non è ancora stato chiarito. Il tema epatico è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-tirzepatide-fegato-grasso/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Semaglutide e tirzepatide per il fegato grasso (MASH): funzionano davvero?»</em></a>.</p>
<h3>CagriSema: due farmaci in un&#8217;unica iniezione</h3>
<p>CagriSema, sviluppato da Novo Nordisk, riunisce in un&#8217;unica iniezione due principi attivi. Il primo è la semaglutide, un GLP-1 AR (agonista recettoriale del GLP-1), già utilizzata per l&#8217;obesità con il nome Wegovy. Il secondo è la <strong>cagrilintide</strong>, una molecola che imita l&#8217;azione dell&#8217;amilina e rimane attiva più a lungo. L&#8217;amilina è un ormone prodotto dal pancreas insieme all&#8217;insulina e contribuisce a segnalare la sazietà al cervello.</p>
<p>La combinazione associa due segnali di sazietà che agiscono attraverso meccanismi distinti. Il programma clinico studia diverse dosi, non soltanto 2,4/2,4 mg; i dosaggi sono indicati nell&#8217;ordine cagrilintide/semaglutide. Il rapporto fra sazietà, desiderio intenso di mangiare e pensieri ricorrenti sul cibo è discusso nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/food-noise-glp-1-ricompensa-cerebrale/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Food noise e GLP-1: una sola macchina cerebrale, oggetti diversi»</em></a>.</p>
<blockquote><p>La dose efficace individuale è quella che permette di raggiungere e mantenere l&#8217;obiettivo clinico concordato, con una tollerabilità accettabile. Può essere inferiore alla dose massima e può cambiare nel tempo.</p></blockquote>
<h2>Come leggere le percentuali di perdita di peso</h2>
<p>Uno stesso studio può riportare percentuali diverse senza alcuna contraddizione. Dipende dall&#8217;analisi scelta, cioè dall&#8217;effetto che si vuole stimare. Affiancare percentuali provenienti da studi diversi, inoltre, non equivale a confrontare direttamente due farmaci: popolazioni, durate e disegni differiscono.</p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #1a3a5c; line-height: 1.7;"><strong>Nota metodologica.</strong> L&#8217;<em>efficacy estimand</em> stima il risultato ipotizzando che tutti assumano il farmaco come previsto dal protocollo. Il <em>treatment-regimen</em> (o <em>treatment-policy</em>) <em>estimand</em> stima l&#8217;effetto dell&#8217;assegnazione al trattamento in tutti i partecipanti, anche in chi interrompe il farmaco. Il secondo è più vicino alla pratica, ma resta un risultato sperimentale. Le definizioni precise variano da studio a studio.</div>
<h2>Retatrutide: i dati di fase 3 del programma TRIUMPH</h2>
<p>Il programma di fase 3 della retatrutide comprende quattro studi registrativi principali, TRIUMPH-1, 2, 3 e 4, ai quali si affiancano studi in altre indicazioni (Giblin et al., 2026). TRIUMPH-1 e TRIUMPH-2 sono stati pubblicati su riviste scientifiche. Per TRIUMPH-3 e TRIUMPH-4, questo aggiornamento si basa sui risultati diffusi con comunicati aziendali.</p>
<h3>TRIUMPH-1: lo studio cardine, pubblicato sul NEJM</h3>
<p>TRIUMPH-1 ha randomizzato 2.339 adulti senza diabete, con obesità oppure sovrappeso associato a complicanze: BMI (indice di massa corporea) pari o superiore a 30, oppure pari o superiore a 27 e inferiore a 30 con almeno una complicanza correlata al peso. La popolazione era orientata verso l&#8217;obesità più grave: BMI medio di 40, con il 77,4% dei partecipanti a BMI pari o superiore a 35. I partecipanti hanno ricevuto retatrutide 4, 9 o 12 mg oppure placebo una volta alla settimana per 80 settimane, con indicazioni su dieta sana e attività fisica senza restrizione calorica intenzionale (Jastreboff et al., 2026).</p>
<p>L&#8217;endpoint primario riguardava le dosi di 9 e 12 mg, analizzate con il treatment-regimen estimand. La perdita media di peso è stata del 23,7% con 9 mg e del 25,0% con 12 mg, contro il 3,9% con placebo. La dose di 4 mg, valutata come endpoint secondario chiave, ha prodotto il 17,6%. Con l&#8217;efficacy estimand i valori corrispondenti sono stati 19,0%, 25,9% e 28,3%, contro il 2,2% con placebo.</p>
<p>Le medie nascondono una distribuzione ampia. Con 12 mg il 36,9% dei partecipanti ha perso almeno il 30% del peso e il 21,1% almeno il 35%; il 57,1% ha raggiunto un BMI inferiore a 30, contro il 9,2% con placebo. Nell&#8217;analisi per sesso, la perdita con 12 mg è apparsa maggiore nelle donne (26,3%) che negli uomini (22,3%).</p>
<p>Lo studio comprendeva due sottopopolazioni con endpoint primari propri. In 574 partecipanti con artrosi del ginocchio, il punteggio del dolore WOMAC (scala da 0 a 10) si è ridotto di 3,5 punti con 9 mg e di 3,6 con 12 mg, contro 1,9 con placebo. In 243 partecipanti con apnee ostruttive del sonno, gli episodi di apnea e ipopnea si sono ridotti di 34,3 per ora con 9 mg e di 31,7 con 12 mg, contro 9,9 con placebo. Entrambi i risultati derivano da un&#8217;analisi diversa da quella usata per il peso.</p>
<h3>Il 30% a due anni: un risultato selezionato</h3>
<p>Nell&#8217;estensione di 24 settimane sono entrati 532 partecipanti che soddisfacevano criteri precisi: BMI iniziale pari o superiore a 35, BMI superiore a 22 alla settimana 80, dose assegnata raggiunta e mantenuta, nessuna riduzione permanente di dose né interruzione del trattamento. A 104 settimane, il gruppo inizialmente assegnato a 12 mg ha raggiunto il 29,9% con il treatment-regimen estimand e il 30,3% con l&#8217;efficacy estimand (Jastreboff et al., 2026).</p>
<p>Questi criteri hanno escluso sia chi non tollerava il farmaco sia chi aveva ridotto la dose perché dimagriva troppo. L&#8217;ingresso è avvenuto dopo la randomizzazione e con numerosità diverse fra i gruppi. Il 30% descrive quindi un sottogruppo selezionato, non tutti i partecipanti iniziali.</p>
<h3>TRIUMPH-4: obesità e artrosi del ginocchio</h3>
<p>TRIUMPH-4 ha randomizzato 445 adulti con sovrappeso od obesità e artrosi del ginocchio, senza diabete, a retatrutide 9 mg, 12 mg o placebo per 68 settimane. Secondo il comunicato aziendale, con 12 mg la perdita media di peso è stata del 28,7%, secondo l&#8217;efficacy estimand. Il punteggio WOMAC del dolore si è ridotto di 4,4 punti con 12 mg e di 4,5 con 9 mg, contro 2,4 con placebo (Eli Lilly, 2025).</p>
<p>In un&#8217;analisi post hoc, cioè non prevista dal protocollo, circa un partecipante su otto trattato con retatrutide non riportava più dolore al ginocchio a fine studio. Questi dati provengono dal comunicato aziendale e non costituiscono un confronto diretto con il sottogruppo artrosi di TRIUMPH-1.</p>
<h3>TRIUMPH-2: obesità e diabete di tipo 2</h3>
<p>TRIUMPH-2, pubblicato su <em>Lancet</em> il 29 settembre 2026, ha incluso 1.152 adulti con obesità o sovrappeso e diabete di tipo 2. A 80 settimane, nell&#8217;analisi treatment-regimen, la perdita media di peso è stata dell&#8217;11,9%, del 16,8% e del 18,8% con 4, 9 e 12 mg, contro il 5,1% con placebo (Bellido et al., 2026).</p>
<p>Con l&#8217;efficacy estimand, la perdita media di peso è stata rispettivamente del 12,7%, 19,1% e 20,8%, contro il 4,0% con placebo. L&#8217;emoglobina glicata, un indicatore della glicemia media degli ultimi mesi, partiva dal 7,7% e si è ridotta di 1,4, 1,6 e 1,5 punti percentuali, contro 0,2 con placebo, secondo la stessa analisi riportata nella pubblicazione e nell&#8217;appendice (Bellido et al., 2026). Lo studio documenta quindi benefici sia sul peso sia sul controllo del diabete.</p>
<h3>TRIUMPH-3: obesità e malattia cardiovascolare</h3>
<p>TRIUMPH-3 ha incluso 1.949 adulti con BMI pari o superiore a 35 e malattia cardiovascolare accertata, con o senza diabete di tipo 2. Secondo il comunicato del 23 luglio 2026, a 80 settimane la perdita media di peso, con l&#8217;efficacy estimand, è stata del 21,6% con 9 mg e del 22,6% con 12 mg, contro il 3,2% con placebo (Eli Lilly, 2026).</p>
<p>Il suo obiettivo principale era il peso. Le analisi prespecificate sugli eventi cardiovascolari, poco numerosi, hanno prodotto stime imprecise: l&#8217;hazard ratio, una misura del rischio relativo nel tempo, è stato 0,82 (intervallo di confidenza al 95% da 0,55 a 1,22) per l&#8217;insieme più ampio di eventi e 1,12 (da 0,64 a 1,96) per morte cardiovascolare, infarto o ictus. Questi intervalli comprendono sia un possibile beneficio sia un possibile danno e non consentono di stabilire l&#8217;effetto cardiovascolare della retatrutide.</p>
<h2>La dose massima non è sempre la dose giusta</h2>
<p>Con farmaci capaci di produrre cali ponderali importanti, trovare la dose adatta significa considerare anche la possibilità di una risposta superiore al necessario. Occorre distinguere due domande: quale dose permette di raggiungere l&#8217;obiettivo e quale dose permette poi di mantenerlo.</p>
<h3>Retatrutide: quando il limite è l&#8217;eccesso di risposta</h3>
<p>In TRIUMPH-1, nel gruppo assegnato a 12 mg, il 22,5% dei partecipanti ha ridotto la dose in modo permanente. Fra i motivi figuravano la perdita di peso giudicata eccessiva (9,8%), il raggiungimento di un BMI pari o inferiore a 22 (5,5%) e i disturbi gastrointestinali non tollerati (6,2%). Le riduzioni, quindi, non dipendevano soltanto dagli effetti indesiderati (Jastreboff et al., 2026).</p>
<p>Alla settimana 80 riceveva ancora 12 mg il 54,0% del gruppo assegnato a quel dosaggio. Il restante gruppo comprendeva sia persone trattate con dosi inferiori sia persone con trattamento interrotto o sospeso. Il risultato attribuito al gruppo da 12 mg descrive dunque una strategia che prevedeva anche adattamenti della dose, non l&#8217;assunzione ininterrotta di 12 mg da parte di tutti.</p>
<p>Fra i gruppi da 9 e 12 mg, la differenza media di perdita di peso è stata di 1,3 punti percentuali con il treatment-regimen estimand, mentre le interruzioni per eventi avversi sono state rispettivamente il 6,5% e l&#8217;11,2% nella popolazione valutata per la sicurezza. Le dosi erano bracci dello stesso studio randomizzato: il confronto descrittivo è informativo, ma le analisi formali riportate erano rivolte al confronto con placebo e non dimostrano quale dose offra il miglior equilibrio per ogni paziente.</p>
<p>Anche TRIUMPH-2 consentiva adattamenti della dose in caso di problemi di tollerabilità, nutrizione o idratazione, perdita di peso giudicata eccessiva o BMI pari o inferiore a 22 (Bellido et al., 2026). Questo conferma che negli studi la risposta individuale poteva richiedere un adeguamento del trattamento; non stabilisce però quale schema di riduzione mantenga meglio il risultato nel tempo.</p>
<h3>Che cosa succede quando si riduce la dose?</h3>
<p>SURMOUNT-MAINTAIN ha studiato questa domanda con tirzepatide (Mounjaro). Dopo 60 settimane di trattamento, le persone senza diabete che avevano perso almeno il 5% del peso e tolleravano 10 o 15 mg sono state assegnate a continuare quella dose, scendere a 5 mg oppure passare al placebo per altre 52 settimane (Horn et al., 2026).</p>
<p>Chi ha continuato ha mantenuto in media quasi tutto il calo. Con 5 mg il peso è risalito del 7% rispetto al momento della randomizzazione, contro il 15,2% con placebo. Le stime dell&#8217;analisi principale tengono conto dell&#8217;impiego di una terapia di salvataggio, senza attribuire al trattamento assegnato gli eventuali benefici successivi.</p>
<p>Fra i partecipanti che avevano raggiunto un plateau ponderale, cioè una fase di sostanziale stabilizzazione del peso, prima della randomizzazione, il 42,4% di quelli assegnati a 5 mg ha mantenuto almeno l&#8217;80% del calo ottenuto. Nel complesso del gruppo da 5 mg, il 25% ha ricevuto la terapia di salvataggio prevista dal protocollo in caso di recupero importante del peso.</p>
<p>Questi risultati riguardano un passaggio preciso, da 10–15 mg a 5 mg di tirzepatide, in persone che tolleravano già la dose più alta. Non descrivono tutte le possibili riduzioni graduali e personalizzate, né quantificano ciò che accadrebbe con retatrutide o CagriSema.</p>
<p>La valutazione clinica comprende anche il motivo della riduzione. Se serve a migliorare la tollerabilità, un eventuale recupero di peso va considerato insieme alla possibilità di continuare una cura altrimenti difficile da sostenere. Se il peso è sceso oltre l&#8217;obiettivo, un modesto recupero può essere compatibile con il risultato desiderato. Sono ragionamenti clinici che orientano la personalizzazione; lo studio non ha confrontato direttamente queste strategie.</p>
<h3>La dose efficace individuale</h3>
<p><strong>Dose efficace individuale:</strong> la dose che consente alla singola persona di raggiungere e mantenere l&#8217;obiettivo clinico concordato con il medico, con una tollerabilità accettabile. Può essere inferiore alla dose massima. Va rivalutata nel tempo: aumentata se la risposta diventa insufficiente, ridotta se compaiono effetti indesiderati non tollerabili o un calo di peso superiore all&#8217;obiettivo.</p>
<p>Questo concetto esprime un obiettivo di cura personalizzata. Resta da stabilire, attraverso studi dedicati, quali strategie di adattamento della dose lo realizzino meglio con ciascun farmaco. L&#8217;obiettivo clinico comprende il peso e le complicanze rilevanti per quella persona, come alterazioni della glicemia, ipertensione, apnee notturne e dolore articolare. Ogni modifica della terapia va concordata con il medico.</p>
<h2>CagriSema: i programmi REDEFINE e REIMAGINE</h2>
<p>Il programma REDEFINE riguarda il trattamento dell&#8217;obesità; REIMAGINE riguarda il diabete di tipo 2. Questa distinzione è essenziale quando si leggono i risultati e si confrontano le dosi.</p>
<h3>REDEFINE 1 e REDEFINE 2: le prove pubblicate</h3>
<p>REDEFINE 1 ha randomizzato 3.417 adulti senza diabete a CagriSema 2,4/2,4 mg, ai singoli componenti oppure a placebo per 68 settimane. La perdita media di peso con CagriSema è stata del 20,4% contro il 3,0% con placebo nell&#8217;analisi treatment-policy; nell&#8217;analisi che ipotizza l&#8217;aderenza al trattamento i valori erano 22,7% e 2,3% (Garvey et al., 2025).</p>
<p>REDEFINE 2 ha incluso 1.206 adulti con sovrappeso od obesità e diabete di tipo 2. A 68 settimane, CagriSema 2,4/2,4 mg ha determinato una perdita media del 13,7% contro il 3,4% con placebo (Davies et al., 2025). Il risultato riguarda una popolazione con diabete, diversa da quella di REDEFINE 1.</p>
<h3>REDEFINE 4: il confronto con tirzepatide 15 mg</h3>
<p>REDEFINE 4 ha confrontato CagriSema 2,4/2,4 mg e tirzepatide 15 mg per 84 settimane in 809 adulti con obesità e almeno una comorbidità. Era uno studio in aperto: partecipanti e ricercatori conoscevano il trattamento assegnato. Secondo il comunicato del 23 febbraio 2026, la perdita media di peso era del 23,0% con CagriSema e del 25,5% con tirzepatide secondo l&#8217;efficacy estimand, e del 20,2% e del 23,6% secondo il treatment-regimen estimand (Novo Nordisk, 2026a).</p>
<p>Lo studio <strong>non ha raggiunto la non-inferiorità</strong>. L&#8217;obiettivo era escludere che CagriSema fosse meno efficace del comparatore oltre un margine fissato nel protocollo. Non raggiungerlo non significa che CagriSema non funzioni, né costituisce da solo una dimostrazione formale di inferiorità; le medie riportate favoriscono comunque tirzepatide 15 mg. Il disegno in aperto è un limite da considerare, ma non permette di attribuire la differenza alle aspettative dei partecipanti.</p>
<h3>REIMAGINE 5 e REDEFINE 9: le dosi più basse</h3>
<p>Il 21 settembre 2026 Novo Nordisk ha comunicato che, in REIMAGINE 5, CagriSema 1,0/1,0 mg ha ottenuto una perdita di peso del 12,4% contro il 9,1% con tirzepatide 5 mg a 60 settimane, raggiungendo la superiorità. I partecipanti avevano diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina, un inibitore SGLT2 o entrambi. La riduzione dell&#8217;emoglobina glicata è stata di 1,71 contro 1,67 punti percentuali, con raggiungimento della non-inferiorità (Novo Nordisk, 2026b).</p>
<p>Il risultato riguarda il confronto con tirzepatide 5 mg nelle persone con diabete. REDEFINE 9 ha invece studiato per 68 settimane CagriSema 1,0/1,0 e 1,7/1,7 mg contro placebo in persone senza diabete; con 1,0/1,0 mg il comunicato riporta una perdita media del 21,0% contro il 2,0% con placebo (Novo Nordisk, 2026b).</p>
<div style="background-color: #eef4fa; border-left: 4px solid #2e5f8a; padding: 14px 18px; margin: 24px 0; font-size: 0.93em; color: #1a3a5c; line-height: 1.7;"><strong>Nota metodologica.</strong> I risultati di REIMAGINE 5 e REDEFINE 9 qui riportati provengono da un comunicato aziendale e dall&#8217;efficacy estimand. Il comunicato non fornisce l&#8217;analisi treatment-policy, tutti i dati sulle interruzioni e sulla sicurezza, né il risultato del braccio 1,7/1,7 mg di REDEFINE 9.</div>
<h3>Perché i nuovi dati non smentiscono REDEFINE 4</h3>
<p>I confronti rispondono a domande diverse. REDEFINE 4 valuta dosi elevate dei due farmaci nell&#8217;obesità; REIMAGINE 5 confronta dosi inferiori nel diabete; REDEFINE 9 confronta CagriSema con placebo. La superiorità osservata contro tirzepatide 5 mg non riguarda i dosaggi da 10 o 15 mg e non può essere trasferita automaticamente alle persone senza diabete. Il quadro suggerisce che dose e popolazione contano, senza assegnare a un farmaco una superiorità universale.</p>
<p>Per lo stesso motivo, REDEFINE 9 non dimostra che 1,0/1,0 mg equivalga a 2,4/2,4 mg: il confronto fra questi dosaggi non può essere ricavato affiancando studi diversi. Per sapere se le dosi inferiori offrano un migliore equilibrio fra efficacia e tollerabilità serviranno i risultati completi.</p>
<h3>Lo sviluppo prosegue con semaglutide 7,2 mg</h3>
<p>Il programma esplora anche la combinazione di cagrilintide 2,4 mg e semaglutide 7,2 mg. Nel comunicato del 30 settembre 2026, Novo Nordisk indica che lo studio di fase 3 è stato avviato nel corso dell&#8217;anno (Novo Nordisk, 2026c). Aumentare la componente semaglutide è una strategia da verificare: non esiste ancora un risultato di efficacia della nuova combinazione.</p>
<p>La logica si appoggia allo studio STEP UP, in cui semaglutide 7,2 mg ha prodotto una perdita media del 18,7% contro il 15,6% con 2,4 mg a 72 settimane (Wharton et al., 2025). La dose di 7,2 mg di semaglutide è autorizzata nell&#8217;Unione europea; l&#8217;autorizzazione non coincide necessariamente con la disponibilità nelle farmacie italiane (European Medicines Agency, 2026). Il contesto è approfondito nell&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/semaglutide-7-2-mg-quanto-peso-fa-perdere-davvero-analisi-dello-studio-step-up/" target="_blank" rel="noopener"><em>«Semaglutide 7,2 mg: quanto peso fa perdere davvero? Analisi dello studio STEP UP»</em></a>. Sono attesi inoltre i dati di REDEFINE 11, dedicato anche al mantenimento.</p>
<h2>Retatrutide e CagriSema: tollerabilità e sicurezza</h2>
<p>I disturbi più comuni sono gastrointestinali, come accade con i GLP-1 AR già in commercio. Ogni farmaco richiede però una valutazione propria della tollerabilità e della sicurezza a lungo termine.</p>
<h3>Retatrutide</h3>
<p>In TRIUMPH-1 sono prevalsi i disturbi gastrointestinali, in genere lievi o moderati e concentrati nella fase di aumento della dose. Con 12 mg nausea e vomito sono stati riportati nel 42,4% e nel 25,3% dei partecipanti, contro il 14,8% e il 4,8% con placebo. Le interruzioni per eventi avversi sono state del 4,1%, 6,5% e 11,2% con 4, 9 e 12 mg, contro il 4,6% con placebo. Gli eventi avversi gravi sono stati il 10,5% con 12 mg e il 5,5% con placebo; la loro registrazione non implica necessariamente un rapporto causale con il farmaco (Jastreboff et al., 2026).</p>
<p>Un effetto meno consueto è la <a href="https://www.obesita.com/disestesia-glp1-semaglutide-tirzepatide/" target="_blank" rel="noopener"><strong>disestesia</strong></a>, cioè un&#8217;alterazione della sensibilità cutanea: 12,5% con 12 mg contro 0,9% con placebo. Nel comunicato di TRIUMPH-4 il segnale era più marcato, 20,9% con 12 mg (Eli Lilly, 2025). Ipotensione e sintomi correlati sono stati più frequenti con retatrutide, soprattutto in chi assumeva farmaci antipertensivi: 11,3% con 12 mg contro 1,3% con placebo in questo sottogruppo. La frequenza cardiaca è aumentata, con un picco intorno alla ventesima settimana; a 80 settimane l&#8217;aumento medio con 12 mg era di 2,6 battiti al minuto.</p>
<p>In TRIUMPH-1, eventi cardiovascolari maggiori confermati da un comitato indipendente si sono verificati in 9 persone su 1.749 trattate con retatrutide (circa 0,5%) e in 1 su 586 con placebo (circa 0,2%). Le pancreatiti confermate sono state rispettivamente 8 su 1.749 (circa 0,5%) e 2 su 586 (circa 0,3%). I gruppi hanno numerosità diverse e gli eventi sono troppo pochi per stimare con precisione eventuali differenze di rischio. Lo studio dedicato TRIUMPH-Outcomes valuterà gli esiti cardiovascolari a lungo termine.</p>
<p>In TRIUMPH-2, nelle persone con diabete di tipo 2, i disturbi più frequenti sono stati ancora quelli gastrointestinali; sono state osservate anche disestesia e ipotensione. Gli eventi avversi gravi hanno interessato l&#8217;8,2%, l&#8217;8,8% e il 9,4% dei partecipanti con 4, 9 e 12 mg, contro il 7,7% con placebo. Le pancreatiti confermate sono state 3 su 862 persone trattate con retatrutide (circa 0,35%) e nessuna su 287 con placebo: numeri troppo piccoli per quantificare con precisione un&#8217;eventuale differenza di rischio (Bellido et al., 2026).</p>
<h3>CagriSema</h3>
<p>In REDEFINE 1, eventi gastrointestinali sono stati riportati nel 79,6% dei partecipanti con CagriSema e nel 39,9% con placebo, per lo più transitori e di intensità lieve o moderata (Garvey et al., 2025). Per gli studi di settembre la valutazione resta limitata dalle informazioni riassuntive disponibili: non è ancora possibile affermare che una dose inferiore sia meglio tollerata di tirzepatide o dei dosaggi maggiori di CagriSema.</p>
<h2>Retatrutide e CagriSema: quando saranno disponibili in Italia</h2>
<p>Al 4 ottobre 2026, retatrutide e CagriSema restano farmaci sperimentali e non sono autorizzati in Italia per l&#8217;obesità. Per CagriSema, Novo Nordisk ha presentato la domanda alla FDA nel dicembre 2025 e indica una decisione attesa nel quarto trimestre 2026 (Novo Nordisk, 2026c). Per retatrutide, Eli Lilly ha dichiarato di voler presentare la domanda alla FDA nel primo trimestre 2027 (Eli Lilly, 2026).</p>
<p>Sono previsioni aziendali sul percorso statunitense, non date di disponibilità italiana. Autorizzazione europea, commercializzazione e possibile rimborsabilità sono passaggi distinti, e oggi non è possibile indicare una data certa. Per le opzioni già utilizzabili si può consultare l&#8217;articolo <a href="https://www.obesita.com/i-farmaci-per-dimagrire-in-italia-e-allestero/" target="_blank" rel="noopener"><em>«I farmaci per dimagrire in Italia e all&#8217;estero»</em></a>.</p>
<p><strong>La vendita online è illegale in Italia</strong> per i farmaci con obbligo di prescrizione, e a maggior ragione per farmaci non autorizzati. Prodotti venduti con i nomi di retatrutide o CagriSema, anche con etichette come «solo per ricerca», non garantiscono identità, dose né qualità del contenuto; la FDA ha segnalato esplicitamente i rischi dei prodotti non approvati di questo tipo (Food and Drug Administration, 2026). Approfondimento: <a href="https://www.obesita.com/domande-frequenti-faq/#farmaci-dimagrire-online" target="_blank" rel="noopener"><em>«I farmaci per dimagrire si possono acquistare online?»</em></a>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La retatrutide ha prodotto perdite di peso medie fra le più elevate osservate negli studi di fase 3. CagriSema ha mostrato un&#8217;efficacia importante, con risultati diversi secondo le dosi e le popolazioni studiate. Questi progressi ampliano le prospettive di cura e rendono più concreta la possibilità che, per alcune persone, una dose inferiore alla massima sia sufficiente a raggiungere l&#8217;obiettivo.</p>
<p>Il passaggio decisivo sarà capire come utilizzare queste terapie nel tempo: raggiungere un risultato utile, mantenerlo e adattare la dose quando la risposta o la tollerabilità cambiano. Restano da definire le strategie di dosaggio e gli effetti cardiovascolari a lungo termine, studiati in TRIUMPH-Outcomes per retatrutide e REDEFINE 3 per CagriSema. La scelta futura dovrà basarsi sulle caratteristiche e sugli obiettivi della singola persona.</p>
<p><strong>In sintesi:</strong> retatrutide e CagriSema potrebbero ampliare le possibilità di trattamento dell&#8217;obesità. La loro efficacia rende centrale la ricerca della dose efficace individuale, capace di sostenere nel tempo l&#8217;obiettivo clinico con una tollerabilità accettabile. Entrambi sono ancora in sperimentazione e non sono disponibili in Italia.</p>
<hr />
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Retatrutide e CagriSema si possono già acquistare online?</h3>
<p>No. Sono farmaci sperimentali, non autorizzati né dalla FDA né dall&#8217;EMA né dall&#8217;AIFA per l&#8217;obesità, e la vendita online di farmaci con obbligo di prescrizione è illegale in Italia. I prodotti offerti con questi nomi non garantiscono identità, dose né qualità e rappresentano un rischio sanitario concreto.</p>
<h3>Se sto già assumendo tirzepatide (Mounjaro), conviene aspettare retatrutide?</h3>
<p>Se la terapia attuale funziona ed è ben tollerata, l&#8217;attesa di un farmaco sperimentale non è un motivo per interromperla, anche perché la disponibilità di retatrutide in Italia non è oggi prevedibile. Un eventuale cambiamento andrà valutato con il medico quando il farmaco sarà effettivamente disponibile.</p>
<h3>CagriSema è un farmaco «fallito»?</h3>
<p>No. CagriSema ha mancato l&#8217;obiettivo di non-inferiorità rispetto a tirzepatide 15 mg in un singolo studio, ma produce perdite di peso fra le più alte documentate per una terapia farmacologica. I dati di settembre 2026 sulle dosi più basse, ancora preliminari, mostrano che il confronto con tirzepatide cambia secondo la dose e la popolazione studiata.</p>
<h3>Retatrutide ha effetti collaterali particolari?</h3>
<p>I disturbi gastrointestinali sono simili a quelli degli altri farmaci della classe, più frequenti alle dosi alte. Sono emersi anche disestesia (12,5% con 12 mg in TRIUMPH-1), ipotensione, soprattutto in chi assume antipertensivi, e un aumento della frequenza cardiaca che raggiunge il picco nei primi mesi e poi si attenua.</p>
<h3>Bisogna sempre arrivare alla dose massima?</h3>
<p>Non necessariamente. La dose dipende dalla risposta, dalla tollerabilità e dall&#8217;obiettivo clinico concordato. La quantità di peso da perdere, da sola, non stabilisce quale dose serva. Per retatrutide e CagriSema, ancora sperimentali, le modalità d&#8217;impiego nella pratica dovranno essere definite sulla base degli studi e delle future autorizzazioni.</p>
<h3>Una volta raggiunto il peso desiderato, si può ridurre la dose?</h3>
<p>È una possibilità da valutare con il medico, verificando che il risultato si mantenga. Nello studio con tirzepatide, il passaggio da 10–15 mg a 5 mg ha comportato un recupero medio parziale, con risposte individuali variabili. Questo non permette di prevedere l&#8217;esito di ogni riduzione, né di applicare lo stesso risultato a retatrutide o CagriSema.</p>
<h3>Il 30% di perdita di peso è un risultato garantito?</h3>
<p>No. Una media non descrive il risultato di ogni persona, e il 30% a due anni di TRIUMPH-1 riguarda un sottogruppo selezionato: partecipanti con BMI iniziale pari o superiore a 35 che avevano tollerato il farmaco senza ridurre la dose.</p>
<h3>Quando sapremo quale farmaco è più efficace?</h3>
<p>Per stabilire quale faccia perdere più peso occorrono confronti diretti nelle stesse condizioni: un confronto fra retatrutide e CagriSema non è attualmente disponibile. Gli studi sugli eventi cardiovascolari risponderanno a una domanda distinta, cioè quanto ciascuna terapia possa proteggere la salute del cuore. Per il singolo paziente contano anche tollerabilità, complicanze e mantenimento del risultato.</p>
<p><!-- GLOSSARIO (obbligatorio — h2 + box ambra) --></p>
<h2>Glossario dei termini principali</h2>
<div style="background-color: #fef9e7; border-left: 4px solid #d4a017; padding: 14px 18px; margin: 24px 0 24px 0; font-size: 0.93em; color: #5a3e00; line-height: 1.7;">
<p><strong>Triplo agonista</strong>: singola molecola che attiva contemporaneamente tre recettori ormonali distinti. Retatrutide attiva i recettori di GIP, GLP-1 e glucagone.</p>
<p><strong>Amilina</strong>: ormone secreto dal pancreas insieme all&#8217;insulina, che agisce sui centri della sazietà e rallenta lo svuotamento gastrico. Cagrilintide è un suo analogo a lunga durata d&#8217;azione.</p>
<p><strong>GLP-1 AR</strong>: agonisti recettoriali del GLP-1 (peptide-1 simile al glucagone), classe di farmaci che comprende semaglutide e liraglutide.</p>
<p><strong>Estimando</strong>: definizione precisa dell&#8217;effetto che uno studio vuole stimare. L&#8217;efficacy estimand ipotizza che tutti assumano il farmaco come previsto; il treatment-regimen estimand stima l&#8217;effetto dell&#8217;assegnazione al trattamento, anche in chi lo interrompe.</p>
<p><strong>Non-inferiorità</strong>: disegno di studio che mira a dimostrare che un nuovo farmaco non è peggiore del comparatore oltre una soglia prefissata nel protocollo. È diverso dallo studio di superiorità.</p>
<p><strong>Open-label (in aperto)</strong>: studio in cui partecipanti e ricercatori conoscono il trattamento assegnato. Aumenta il rischio di distorsioni rispetto al doppio cieco.</p>
<p><strong>Disestesia</strong>: alterazione della sensibilità cutanea, percepita come formicolio, bruciore o sensazione tattile modificata.</p>
<p><strong>Dose efficace individuale</strong>: dose che permette alla singola persona di raggiungere e mantenere l&#8217;obiettivo clinico concordato con il medico, con una tollerabilità accettabile. Può essere inferiore alla massima e va rivalutata nel tempo.</p>
</div>
<h2>Bibliografia</h2>
<dl>
<dt>Bellido V, et al. (2026)</dt>
<dd>Retatrutide in adults with obesity and type 2 diabetes (TRIUMPH-2): a double-blind, parallel-group, randomised, placebo-controlled, phase 3 trial. <em>Lancet.</em> Pubblicato online il 29 settembre 2026.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)01861-1" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)01861-1</a></dd>
<dt>Davies MJ, et al. (2025)</dt>
<dd>Cagrilintide–Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity and Type 2 Diabetes. <em>New England Journal of Medicine.</em> Studio REDEFINE 2.<br />
<a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2502082" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1056/NEJMoa2502082</a></dd>
<dt>Eli Lilly and Company (2025)</dt>
<dd>Lilly&#8217;s triple agonist, retatrutide, delivered weight loss of up to an average of 71.2 lbs along with substantial relief from osteoarthritis pain in first successful Phase 3 trial. <em>Comunicato aziendale, 11 dicembre 2025.</em> TRIUMPH-4.<br />
<a href="https://investor.lilly.com/news-releases/news-release-details/lillys-triple-agonist-retatrutide-delivered-weight-loss-average" target="_blank" rel="noopener">https://investor.lilly.com/news-releases/news-release-details/lillys-triple-agonist-retatrutide-delivered-weight-loss-average</a></dd>
<dt>Eli Lilly and Company (2026)</dt>
<dd>Lilly&#8217;s triple agonist, retatrutide, successful in two additional Phase 3 obesity trials, delivering significant improvements in weight and A1C. <em>Comunicato aziendale, 23 luglio 2026.</em> TRIUMPH-2 e TRIUMPH-3.<br />
<a href="https://www.prnewswire.com/news-releases/lillys-triple-agonist-retatrutide-successful-in-two-additional-phase-3-obesity-trials-delivering-significant-improvements-in-weight-and-a1c-302832674.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.prnewswire.com/news-releases/lillys-triple-agonist-retatrutide-successful-in-two-additional-phase-3-obesity-trials-delivering-significant-improvements-in-weight-and-a1c-302832674.html</a></dd>
<dt>European Medicines Agency (2026)</dt>
<dd>Wegovy: EPAR — Product information. <em>Informazioni sul prodotto, consultate il 4 ottobre 2026.</em><br />
<a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/wegovy-epar-product-information_en.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/wegovy-epar-product-information_en.pdf</a></dd>
<dt>Food and Drug Administration (2026)</dt>
<dd>FDA&#8217;s Concerns with Unapproved GLP-1 Drugs Used for Weight Loss. <em>Informazioni dell&#8217;autorità regolatoria, consultate il 3 ottobre 2026.</em><br />
<a href="https://www.fda.gov/drugs/drug-alerts-and-statements/fdas-concerns-unapproved-glp-1-drugs-used-weight-loss" target="_blank" rel="noopener">https://www.fda.gov/drugs/drug-alerts-and-statements/fdas-concerns-unapproved-glp-1-drugs-used-weight-loss</a></dd>
<dt>Garvey WT, et al. (2025)</dt>
<dd>Coadministered Cagrilintide and Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity. <em>New England Journal of Medicine.</em> 393:635-647. Studio REDEFINE 1.<br />
<a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2502081" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1056/NEJMoa2502081</a></dd>
<dt>Giblin K, et al. (2026)</dt>
<dd>Retatrutide for the treatment of obesity, obstructive sleep apnea and knee osteoarthritis: Rationale and design of the TRIUMPH registrational clinical trials. <em>Diabetes, Obesity and Metabolism.</em> 28(1):83-93.<br />
<a href="https://doi.org/10.1111/dom.70209" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1111/dom.70209</a></dd>
<dt>Horn DB, et al. (2026)</dt>
<dd>Tirzepatide for maintenance of bodyweight reduction in people with obesity in the USA (SURMOUNT-MAINTAIN): a multicentre, double-blind, randomised, placebo-controlled trial. <em>Lancet.</em> 407:2305-2318.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)00656-2" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/S0140-6736(26)00656-2</a></dd>
<dt>Jastreboff AM, et al. (2023)</dt>
<dd>Triple–Hormone-Receptor Agonist Retatrutide for Obesity — A Phase 2 Trial. <em>New England Journal of Medicine.</em> 389(6):514-526.<br />
<a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2301972" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1056/NEJMoa2301972</a></dd>
<dt>Jastreboff AM, et al. (2026)</dt>
<dd>Retatrutide, a Triple Hormone Receptor Agonist, for Treatment of Obesity. <em>New England Journal of Medicine.</em> Pubblicato online il 29 settembre 2026, con Appendice supplementare. Studio TRIUMPH-1.<br />
<a href="https://doi.org/10.1056/NEJMoa2604169" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1056/NEJMoa2604169</a></dd>
<dt>Novo Nordisk (2026a)</dt>
<dd>CagriSema demonstrated 23% weight loss in an open-label head-to-head REDEFINE 4 trial in people with obesity, the primary endpoint was not achieved. <em>Comunicato aziendale, 23 febbraio 2026.</em><br />
<a href="https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=916501" target="_blank" rel="noopener">https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=916501</a></dd>
<dt>Novo Nordisk (2026b)</dt>
<dd>Novo&#8217;s CagriSema delivers superior weight loss versus tirzepatide in REIMAGINE 5 trial. <em>Comunicato aziendale, 21 settembre 2026.</em> Risultati top-line di REIMAGINE 5 e REDEFINE 9.<br />
<a href="https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=916774" target="_blank" rel="noopener">https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=916774</a></dd>
<dt>Novo Nordisk (2026c)</dt>
<dd>Novo&#8217;s investigational obesity and diabetes drug CagriSema reduces &#8216;food noise&#8217; and shows benefits in organ and bone health – EASD 2026. <em>Comunicato aziendale, 30 settembre 2026;</em> aggiornamento del programma clinico e dello stato regolatorio.<br />
<a href="https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=917138" target="_blank" rel="noopener">https://www.novonordisk.com/news-and-media/news-and-ir-materials/news-details.html?id=917138</a></dd>
<dt>Wharton S, et al. (2025)</dt>
<dd>Once-weekly semaglutide 7·2 mg in adults with obesity (STEP UP): a randomised, controlled, phase 3b trial. <em>Lancet Diabetes &amp; Endocrinology.</em> 13(11):949-963.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/S2213-8587(25)00226-8" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/S2213-8587(25)00226-8</a></dd>
</dl>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/retatrutide-e-cagrisema-i-nuovi-farmaci-anti-obesita-che-cambieranno-la-terapia/">Retatrutide e CagriSema: i nuovi farmaci anti-obesità che cambieranno la terapia</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Le diete fanno ingrassare</title>
		<link>https://www.obesita.com/le-diete-fanno-ingrassare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 15:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni, milioni di persone si sono sottoposte a diete nella speranza di perdere peso e migliorare la propria salute. Eppure, molti si trovano a combattere con un paradosso frustrante: non solo è difficile mantenere il peso perso, ma spesso si finisce per ingrassare ancora di più. Perché accade questo? La risposta risiede nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/VlPl_tXXS98" width="1927" height="1080" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Negli ultimi decenni, milioni di persone si sono sottoposte a diete nella speranza di perdere peso e migliorare la propria salute. Eppure, molti si trovano a combattere con un paradosso frustrante: non solo è difficile mantenere il peso perso, ma spesso si finisce per ingrassare ancora di più. Perché accade questo? La risposta risiede nella fisiologia del nostro organismo.</p>
<h3 class="western"><strong>Il corpo umano e la risposta alla perdita di peso</strong></h3>
<p>Quando si perde peso, il corpo non interpreta questa riduzione come un successo dietetico, bensì come una minaccia alla sopravvivenza. L&#8217;organismo umano è programmato per proteggersi dalle carestie e, di fronte a una riduzione dell&#8217;apporto calorico, attiva meccanismi di compensazione. Questo significa che, dopo una perdita di peso significativa, il corpo cercherà di recuperare i chili persi, spesso accumulandone di più per prevenire future &#8220;carestie&#8221;.</p>
<p>Uno dei modi in cui il corpo reagisce è attraverso il cervello. Le aree cerebrali coinvolte nel controllo del comportamento alimentare sono le stesse che rispondono alle sostanze d&#8217;abuso, come le droghe. Questo spiega perché molte persone sviluppano una sorta di dipendenza dal cibo, specialmente dai cibi altamente palatabili come i dolci.</p>
<h3 class="western"><strong>Cosa sono le diete</strong></h3>
<p>Le diete sono strategie alimentari che mirano a regolare l&#8217;assunzione di cibo con l&#8217;obiettivo di modificare il peso corporeo. Tuttavia, la restrizione calorica può attivare meccanismi di difesa dell&#8217;organismo, rendendo difficile il mantenimento del peso perso nel tempo.</p>
<p>Il professor Melchionda, un esperto di nutrizione dell&#8217;Università di Bologna, già negli anni &#8217;90 aveva evidenziato questo problema nel suo libro <em>Le diete fanno ingrassare</em>. Da allora, le conoscenze scientifiche in materia si sono ampliate, ma il concetto di base rimane lo stesso: la perdita di peso non è solo una questione di volontà, ma una complessa interazione tra fisiologia, genetica e ambiente.</p>
<h3 class="western"><strong>L&#8217;obesità è una malattia cronica</strong></h3>
<p>Per gestire il peso occorre capire che l&#8217;obesità è una malattia cronica e oggi, a differenza degli anni &#8217;90, abbiamo a disposizione strumenti più avanzati per la gestione dell&#8217;obesità. Farmaci specifici possono non solo aiutare nella perdita di peso, ma anche nel mantenimento del peso raggiunto. Inoltre, alcuni di questi farmaci agiscono direttamente sulle complicanze metaboliche associate all&#8217;eccesso di peso, riducendo i rischi per la salute.</p>
<p>L&#8217;approccio moderno alla gestione del peso deve quindi essere multidimensionale. Oltre alla dieta e all&#8217;esercizio fisico, è fondamentale considerare interventi farmacologici mirati e, in alcuni casi, strategie comportamentali per affrontare la relazione complessa tra il cervello e il cibo.</p>
<h3 class="western"><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>La perdita di peso non è solo una questione di calorie in entrata e in uscita, ma coinvolge meccanismi biologici profondi che regolano la fame, il metabolismo e il comportamento alimentare.</p>
<p>Oggi, grazie ai nuovi farmaci, si può sperare di ottenere un controllo del peso nel lungo periodo e di migliorare la qualità della vita.</p>
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		<title>Promo Canale YouTube</title>
		<link>https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 05:34:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo canale si rivolge a tutte quelle persone che sono dimagrite e hanno recuperato i chili perduti. Qui si palerà delle problematiche dell&#8217;eccesso di peso e, in particolare dei trattamenti farmacologici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/">Promo Canale YouTube</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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<p class="has-medium-font-size">Questo canale si rivolge a tutte quelle persone che sono dimagrite e hanno recuperato i chili perduti.</p>
<p>Qui si palerà delle problematiche dell&#8217;eccesso di peso e, in particolare dei trattamenti farmacologici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/promo-canale-youtube/">Promo Canale YouTube</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
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		<title>Quanto si dimagrisce con i nuovi farmaci per l&#8217;obesità? Una revisione della letteratura ce lo dice.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianleone Di Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 15:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente è stata pubblicata una revisione sui farmaci agonisti e co-agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1). Lo studio ha analizzato tre farmaci già disponibili in commercio e nove ancora in fase di sviluppo, non ancora approvati dalle autorità regolatorie. Poiché non erano disponibili studi di confronto diretto tra i farmaci, i ricercatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.obesita.com/quanto-si-dimagrisce-con-i-nuovi-farmaci-per-lobesita-una-revisione-della-letteratura-ce-lo-dice/">Quanto si dimagrisce con i nuovi farmaci per l&#8217;obesità? Una revisione della letteratura ce lo dice.</a> proviene da <a href="https://www.obesita.com">Obesità - Manuale di sopravvivenza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente è stata pubblicata una revisione sui farmaci agonisti e co-agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1).<br />
Lo studio ha analizzato tre farmaci già disponibili in commercio e nove ancora in fase di sviluppo, non ancora approvati dalle autorità regolatorie. Poiché non erano disponibili studi di confronto diretto tra i farmaci, i ricercatori hanno esaminato 26 studi, che hanno coinvolto oltre 15.000 pazienti.<br />
Tutti i GLP-1 RA e i co-agonisti ha portato a una riduzione dell&#8217;indice di massa corporea (BMI), della circonferenza della vita e della pressione arteriosa. Inoltre, tutti i farmaci hanno mostrato un profilo di sicurezza simile.<br />
I risultati hanno evidenziato che i pazienti trattati con <strong>retatrutide</strong> hanno perso in media il 22% del peso corporeo rispetto al basale dopo 48 settimane. Coloro che hanno assunto <strong>tirzepatide</strong> hanno ottenuto una riduzione media del 18% dopo 72 settimane. Nei pazienti trattati con <strong>semaglutide</strong> la perdita di peso è stata del 14% dopo 68 settimane. I pazienti trattati con <strong>liraglutide</strong> hanno perso fino al 6% del peso corporeo dopo 26 settimane. Attualmente, solo <strong>liraglutide</strong>, <strong>tirzepatide</strong> e <strong>semaglutide</strong> sono disponibili in commercio.<br />
La revisione ha anche analizzato farmaci sperimentali doppi agonisti glucagone/GLP-1 come <strong>survodutide</strong> (riduzione del 6%-15% del peso corporeo) e <strong>mazdutide</strong> (7%-11%).<br />
L&#8217;<strong>orforglipron</strong>, un agonista orale da assumere giornalmente, ha determinato una perdita di peso compresa tra il 9% e il 15%, a seconda del dosaggio.<br />
Quattro farmaci sperimentali hanno invece mostrato riduzioni di peso più contenute: <strong>beinaglutide</strong> (6%), <strong>efpeglenatide</strong> (circa 7%), <strong>exenatide</strong> (perdita di circa 5 kg) e <strong>noiiglutide</strong> (9%).<br />
Gli eventi avversi più comuni per tutti i GLP-1 RA sono stati di natura gastrointestinale, tra cui nausea, diarrea, stitichezza e vomito. Il 60%-80% dei pazienti ha manifestato almeno un effetto collaterale di questo tipo, sebbene la maggior parte fosse transitoria. Complessivamente, il 6%-26% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa degli effetti indesiderati. Tuttavia, nessuno dei 26 studi analizzati ha riportato eventi avversi gastrointestinali gravi, come ostruzione intestinale o gastroparesi.<br />
Infine, la revisione suggerisce che il trattamento con GLP-1 RA potrebbe dover essere prolungato nel tempo per massimizzarne l&#8217;efficacia. Infatti, gli studi con durata più lunga hanno evidenziato perdite di peso sovrapponibili a quelli con follow-up più breve, confermando la necessità di un trattamento cronico.</p>
<p>Moiz A. et al. Efficacy and Safety of Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists for Weight Loss Among Adults Without Diabetes : A Systematic Review of Randomized Controlled Trials. Ann Intern Med. 2025 Jan 7. doi: 10.7326/ANNALS-24-01590. <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39761578/" target="_blank" rel="noopener">PubMed</a></p>
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