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Le misure del peso

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La misura più nota del peso è l'Indice di Massa Corporea (BMI, dall'inglese Body Mass Index) che si calcola dividendo il peso corporeo (espresso in kg) per il quadrato dell'altezza (espressa in metri).

Un individuo con BMI inferiore a 18,5 viene definito sottopeso, con un BMI compreso tra i 18,5 e i 24,9 viene considerato normale, tra i 25 e i 29,9 si definisce sovrappeso e viene definito obeso un soggetto con un BMI maggiore o uguale a 30.

L'obesità, a sua volta, viene suddivisa in tre gradi: obesità di I grado con BMI tra i 30 e i 34,9, di II grado con BMI compreso tra 35 e 39,9 e di III grado (detta anche "morbigena" ) con BMI da 40 in su.

L'indice di Massa Corporea non è, comunque, l'unico parametro da considerare, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, "il BMI fornisce la più utile misura del sovrappeso e dell'obesità a livello di popolazione in quanto è la stessa per entrambi i sessi e per tutte le età degli adulti. Tuttavia, essa dovrebbe essere considerata come una guida approssimativa, perché può non corrispondere allo stesso grado di adiposità nei diversi individui" [1].

Sempre secondo l'OMS, "… vi sono evidenze che il rischio di malattie croniche nelle popolazioni aumenti progressivamente dal 21 di BMI" [1].

In effetti, è ormai ampiamente dimostrato che l'Indice di Massa Corporea non sia l'unico parametro da considerare per valutare l'eccesso di peso corporeo soprattutto perché non permette di distinguere sufficientemente bene i soggetti con aumentati rischi di malattia cardio-vascolare e di diabete perché accumulano il grasso in specifiche zone del corpo diverse dal sottocute [2].

Per valutare meglio questi soggetti, si ritiene maggiormente utile considerare la Circonferenza Vita (CV) [3] che risulta essere un indice molto più preciso della quantità di grasso presente all'interno dell'addome (grasso viscerale).

L'accumulo di grasso viscerale aumenta i rischi di diabete e di malattie cardiovascolari.

CV e distrubuzione del grasso

CV e disposozione del grasso corporeo

La Circonferenza Vita si misura nel punto intermedio fra la cresta iliaca e le ultime coste della gabbia toracica, al termine di una espirazione non forzata.

Nella donna i rischi aumentano con una CV maggiore di 88 cm, mentre nel maschio il limite sono i 102 cm.

Di seguito viene esposta una tabella che riporta il rischio relativo in funzione dell'Indice di Massa Corporea e della Circonferenza Vita.

Rischio relativo  BMI e CV


Più recentemente è stato pubblicato un lavoro scientifico che mostra come i rischi legati al grasso siano presenti anche in individui normopeso (vedi la sezione "Obesità normopeso").



Data ultimo aggiornamento: 04 mar 2012 | webmaster@obesita.com

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