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La terapia farmacologia dellobesità è iniziata alla fine dellottocento con luso degli ormoni tiroidei e ha visto lutilizzo in passato di farmaci risultati poi pericolosi. Subito prima della seconda guerra mondiale, furono introdotti due nuovi farmaci: il dinitrofenolo e lamfetamina. Il primo era in grado di aumentare il dispendio energetico agendo sulla fosforilazione ossidativa, ma il suo uso fu sospeso quasi immediatamente poiché poteva indurre gravi effetti collaterali quali neuropatie periferiche o cataratta. Anche l'amfetamina fu presto sospesa poiché possedeva marcate proprietà euforizzanti e poteva indurre abuso. Per questo motivo, con manipolazioni chimiche della catena laterale e della struttura ad anello dell'amfetamina, furono trovati dei derivati che hanno mantenuto l'effetto di ridurre l'appetito senza avere il potenziale d'abuso della molecola originaria (1).
Una convenzione del 1971 delle Nazioni Unite (2) ha suddiviso le sostanze psicotrope secondo le loro possibilità di abuso da un lato, e il loro valore terapeutico, dall'altro.
Le sostanze sono state suddivise in quatto tabelle (I, II, II, IV) in ordine decrescente per il rapporto rischio/beneficio. Queste tabelle vengono periodicamente revisionate.
I farmaci della classe della fendimetrazina sono elencati IV, cioè, quella con il minor rischio di abuso (3).
In realtà George A. Bray, uno dei massimi esperti mondiali della terapia farmacologica dell'obesità, sottolinea, con un filo di polemica con chi sostiene l'inserimento dei farmaci anoressizzanti nelle liste delle sostanze sotto controllo, che i farmaci anti-obesità sono all'interno in queste liste nella convinzione che essi abbiano il potenziale di abuso, anche se questo potenziale sembra essere molto basso (4).
| Tabella I | Sostanze la cui tendenza all'abuso costituisce un pericolo particolarmente serio per la salute pubblica e che hanno, se l'hanno, un'utilità terapeutica molto limitata |
| Tabella II | Sostanze la cui tendenza all'abuso costituisce un rischio considerevole per la salute pubblica e che hanno da poca a moderata utilità terapeutica |
| Tabella III | Sostanze la cui tendenza all'abuso costituisce un rischio considerevole per la salute pubblica e che hanno da moderata a grande utilità terapeutica |
| Tabella IV | Sostanze la cui tendenza all'abuso costituisce un rischio più limitato ma ancora significativo per la salute pubblica e che hanno da piccola a grande utilità terapeutica |
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